Nervi.

Quattordici di (quasi) venticinque e mi sorprendi ancora.

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Andando, una sosta su una passeggiata che feci, l’ultima volta stando in piedi, sul sostegno posteriore del passeggino di mia sorella, perché due km erano troppi anche per le mie zampone lunghe.
E tutto riaffiora, nostalgico, ma nuovo, soprattutto per il punto di vista di almeno 60 cm più alto! Ma quello varia in fretta perché, per cogliere i dettagli, mi abbasso, mi inginocchio, mi avvicino.

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La ringhiera è la stessa, di quel bel verde acqua marina, con le onde sinuose che rimandano al mare, sorridente lontano, anzi proprio lì, ad un respiro di salsedine.

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Sinuoso il cammino, abbracciato alle rocce,
addolcito da fiori, da alberi che profumano di estati lontane.
Piccoli slarghi dove riposare guardando lontano, scattando una foto, scambiandosi un bacio.
Spruzzi  e gabbiani, piccoli caffè sulla scogliera, piccoli stabilimenti balneari in arditi equilibri di pali.
E parchi pieni di rose e bambini…
Un ragazzo con un furgone “ape” attrezzato a gelateria: solo sei gusti, quelli classici, nocciola, cioccolato, fior di latte…Aveva ragione quel bimbo a dire che era “buoniSSSimiSSSimo!”.
La torre, il porticciolo con le case colorate, il tramonto.
Andiamo: “Zena” ci aspetta.
(segue)

Retro copertina…

Retro copertina su Madrid.

*HIC!*

Riprendo il racconto.
Una panoramica per iniziare.
L’assemblo pescando dagli scatti che ho in testa e che sfoglio mentalmente.
Gli appunti sul promemoria del cell, presi nei momenti più strani.
Spero possano farvi viaggiare per un attimo o offrirvi qualche spunto per un eventuale weekend o una vacanza.
Madrid non è economica come negli anni 80, si spende più o meno come da noi, forse qualcosa in meno…a patto di non comprare acqua minerale se non nei super!
Si riesce a mangiare spendendo e il giusto, se si accetta di spostarsi in metro (efficientissima e pulitissima) senza voler per forza alloggiare in centro, a dormire in ottimi hotel.
Il volo,come sempre, low cost.
Madrid è una città diversa da quella dei racconti anni 80.
La movida, che qui nasceva proprio in quegli anni, come reazione liberatoria all’oppressione franchista, è molto ridimensionata. La siesta raccontata nei film, non esiste più.
Madrid è una città contemporanea sia nei problemi che nelle aspirazioni.
Storia e cultura, folclore e cibo, arte e protesta, verde e grattacieli, architetture antiche e contemporanee e tanto ancora, compresi i dintorni come Toledo, la città medievale famosa per le lame…
Ma un po’ per volta vi racconterò tutto, grazie alle immagini e ai temi che selezionerò per mettere un po’ d’ordine nei ricordi.
Madrid un po’ meno “friendly” di Barcellona che risulta più avvolgente, cordiale e dove ti parlano uno spagnolo molto più comprensibile , ma sempre Spagnolo “tanto ci capiamo” ti dicono ed è vero!
Ma Barcellona è Catalogna e lo spagnolo è catalano: praticamente una nazione a parte.
Madrid è una grande (ma non grandissima) città,
è capitale che rivendica la sua importanza proprio sulla più turistica Barcellona,
è Europa, è centro della Spagna, come indica la placca a Plaza del Sol…

(foto fatta di notte e senza flash…)

sarebbe come paragonare Roma e Ferrara: bellissime ma diverse…
e Madrid è bellissima.
(segue)

Il sole…anche di notte!

Diario dalla terra sicula #1

Cari amici “liquesi” vi scrivo dalla terra di trinacria,
forno per corpi e per menti,
microonde di cervelli squacquerati e ridotti in poltiglia dai gradi celsius.
Come ho scritto su FB:
“se mi sdraiassi accanto a delle patate, potrei guardare il mondo dal punto di vista di un pollo, invitato ad un pranzo la domenica!”
Ieri il viaggio sulla SA-RC è andato quasi bene, “quasi” perché mentre la radio ripeteva che erano stati completati ben 230 km (ed esultiamo pure? Sono secoli che è tutto fermo!) noi impiegavamo più di un’ora per percorrere gli ultimi 20 km che ci dividevano dallo Stretto: a passo d’uomo col tachimetro che chiedeva pietà.
Sia lodata l’aria condizionata, intorno alla quale è stata costruita la vecchia sw!
Ma Ella, l’aria condizionata, dovete sapere che detesta la terra calabra e tutte le volte, sia che si percorra andando che tornando, decide di funzionare a singhiozzo! Mistero misterioso! Interpretate la Sibille Cumane del pistone e della biella [alias meccanici di fiducia(!)] il responso è stato che la paziente è in ottima forma e che non si ravvisa nessun problema! Allora perché la dispensatrice di benessere estivo va a singhiozzo SEMPRE sui rilievi calabri?
Che sia la vendetta di Scilla e Cariddi?
Che i Bronzi di Riace se la prendano con noi umani per aver disturbato il loro sonno nelle profondità marine?
MAH!
In fondo, anche il vate dell’aspirapolvere, al quale abbiamo portato il nostro bolide in garanzia, reo di funzionare un po’ e poi di  calare di potenza aspirante, ci ha risposto che il paziente sta benissimo, quindi, ne deduco, che la tecnologia voglia farci scontare qualche peccato di cui non siamo a conoscenza!
Ma torniamo al viaggio…
Finalmente giunti alla biglietteria della Caronte (e vorrei conoscere il buontempone che ha scelto il nome per questa compagnia di navigazione!!!) scopriamo che il biglietto è aumentato di ben €11 rispetto allo scorso anno (la media è un aumento di circa €9 l’anno almeno negli ultimi 5 anni) intuisco qualcosa, guardando l’espressione del Plantigrado di ritorno dalla biglietteria: gli fumavano …le orecchie! €75 A/R per percorrere 3 km…poi si parla del caro-traghetto per la Sardegna!
Imbarchiamo, scendiamo dall’auto e…ZOT!
Veniamo istantaneamente lessati da un’onda di vento bollente.
Il viaggio è sempre piacevole…la Sicilia che si avvicina…ma che quasi non si vede tanto è avvolta in una cappa di caligine: SIGNORI LO SCIROCCO ASSASSINO E’ DI SCENA!
Sbarchiamo e spegniamo l’aria condizionata aprendo i finestrini: meglio iniziare ad acclimatarci perché a casa di mia cognata non c’è il condizionatore!
(Ma io ho portato il mio fedelissimo ventilatore Alaska, non potendomi portare il Pinguino dal quale l’Orso mi ha dovuto strappare con la forza e che ho salutato con un Bye Bye che era quasi un addio…)
Sicilia, eccoci qui…
Incendi ovunque e nottata trascorsa con ondate di calore provenienti dalla finestra aperta.
Speriamo che il fuoco non arrivi fin qui…di nuovo!
Un canadair è passato ad pochi metri dalla cima degli ulivi: i Peloritani stanno bruciando. Se sentirete odore di gallina (vecchia) bruciata sappiate che vi ho voluto bene.
(continua)

Immagini prese dalla rete