Ultima campanella…

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Ultimo giorno di scuola. Tema di una prof in prestito.
Sentirsi così, come quando stava per finire l’estate, si lasciava il campeggio, il sole, gli amici, le risate, la musica dei primi “videoclip” di videomusic.
Sono stati giorni intensi, impegnativi e con qualche tensione. Penso di aver imparato più di quanto sia riuscita ad insegnare, ma spero che qualcuno “la” Guernica se la ricordi anche quando,  universitario, farà il suo primo viaggio a Madrid, magari per l’ Erasmus. Chissà che, trovandosi al Reina Sofia davanti a quella tela enorme e tristissima, piena di quella denuncia politica e culturale (che non ho potuto sottolineare abbastanza, data la giovane età degli allievi), non si ricordi di questi giorni e di quell’insegnante che non l’ha strozzato quando, forse per l’emozione, ha detto che era stata dipinta nel 1973, invece che nel ’37. Chissà se, quell’allieva riuscirà a percorrere la sua strada senza chiedere sconti, rispettando le regole, le persone e scendendo da quel piedistallo di bugie e altezzosità dal quale guarda il mondo. Chissà se tutti quei ragazzi riusciranno a superare le loro difficoltà, ora che non avranno più il supporto di S. insegnante piena di talento passione e sensibilità. Chissà se tutti brilleranno in Italiano, viste le basi sicure che gli ha fornito M.
Io ho imparato che esistono ragazzi con problemi enormi che neppure conoscevo. Insegnanti appassionati e capaci, altri un po’ meno. Che il lavoro dell’insegnante è sottovalutato, e pieno di responsabilità, soprattutto verso quegli adolescenti che non sanno, quanto siano importanti e formativi questi anni. Io mi ritrovo qui, un po’ triste per l’avventura appena conclusa, ma felice di aver incontrato delle persone davvero speciali, pronte a dare un consiglio, un’informazione, una dritta o, che è la cosa più importante, un po’ di indispensabile appoggio e solidarietà.
Il mio ruolo di prof in prestito è finito, ma spero solo per ora. Tornerò ad occuparmi a tempo pieno dei miei progetti (oddio! C’è una ristrutturazione che langue da troppo tempo!), al cad, ai cantieri, ai materiali e agli arredamenti. Anche a questo blog, che ho trascurato per mancanza di tempo, lasciando post abbozzati, foto pronte e racconti che, nel frattempo, sono diventati obsoleti.
Sta suonando la campanella: buona estate a tutti.
Kali

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PERSONE DA PICCHIARE (e sono una non violenta!)

Parte 1a: La Professoressa superficiale
Ieri sono tornata a scuola per riportare il disegno corretto ad un ragazzo di III . Gli era stato assegnato dalla supplente prima di me, perché aveva finito l’esercizio in classe prima degli altri. Insomma uno di quei ragazzi diligenti, educati, ma non odiosi secchioni. Siccome non potevo correggerlo a lezione, mi aveva chiesto di portarlo con me per guardarlo con calma a casa. Per ragioni burocratiche, mi era stato impossibile riportarlo, così ieri, nonostante il mio incarico fosse terminato, sono andata a scuola per riportarlo, corretto ovviamente. Dopo essere stata accolta dai colleghi neanche fossi stata dei “loro” da sempre, sono andata in classe, spiegando alla prof. (nuova supplente al primo approccio coi ragazzi) la  situazione sottolineando che, probabilmente, il ragazzo ci avrebbe tenuto a riavere il suo disegno. Ella, la prof, per tutta risposta, se n’è uscita con un inopportuno “si, figuriamoci! Sai quanto gliene importava!” BRUTTACRETINAINSENSIBILE! Ma che ne sai, che neppure lo conosci (gliel’ho indicato io)!  Fosse stato uno strafottente, non mi avrebbe portato il disegno! Ci teneva! Ed io lo sapevo.
BRUTTACRETINAINSENSIBILE: hai fatto il concorso…fossi cattiva…ti augurerei  di non averlo passato! Non lo faccio…ma le auguro di trovare sotto l’albero, un po’ di sensibilità!

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Parte 2a  Segretaria psicopatica
Il collega me l’aveva detto e mi aveva offerto il suo appoggio e la sua esperienza: qui abbiamo la segreteria peggiore d’Italia! Pensavo esagerasse…fino a ieri!
Avevo telefonato chiedendo CORTESEMENTE di farmi trovare il contratto firmato, per evitare di fare un altro viaggio (con queste supplenze sono andata sicuramente in perdita, visto il costo del carburante!). Quando arrivo in segreteria inizia a dare di matto. Prima dice che non può darmi il contratto perché manca il certificato di laurea…Ma Kali-previdente ne aveva una copia dietro, con tanto di esami e voti! TIE’! Poi insinua che i miei punti sono troppi per essere una prima supplenza: “vuoi vedere che c’è un errore e non avevi neppure diritto alla supplenza?” @#%&@@@***!!!!!!
Ma sei fuori! Mica me li sono assegnati da sola i punti! Le faccio presente che, probabilmente, tutto dipende dal voto di laurea…“Seee! Mo dipende dal voto” (risatina condivisa dalla collega). Segue ricerca telematica, fino a scoprire che…avevo ragione io!
Alla fine mi da le copie del contratto ANCORA NON FIRMATO DAL PRESIDE, leggo e scopro che ha sbagliato la data di inizio della supplenza! Mi aveva assegnato un giorno in più, quello della chiamata! Ma se mi hai chiamata al CELLULARE alle 12.30 (in realtà sul mio telefono risultano le 12.44!) come avrei fatto ad essere a lezione per le 13? Infatti mi hai detto di andare direttamente  giorno dopo! Beh…negava! Sosteneva di avermi detto di presentarmi lo stesso giorno, ma che io, a mio dire, non mi sarei  presentata, anzi l’avrei fatto, ma adesso avevo UN VUOTO DI MEMORIA! Insomma, complice  il fatto che chi ha realmente coperto quell’ora si è  dimenticato di firmare…voleva “regalarmi” quell’ora pur di non ammettere il SUO errore giustificando  tutto col mio vuoto di memoria (aridaje!). Non sto a spiegarvi le motivazioni della mio rifiuto ad accettare l’ora in più, perché sono tante e, sono sicura, le intuite tutte.
Insomma…ho perso più di un’ora in segreteria, ho lottato per mantenere la calma, sono uscita di lì senza contratto e con uno dei miei terribili mal di testa che mi sono trascinata per tutta la giornata di oggi! La prossima mossa sarà un fax dai toni aspri, poi manderò un sicario! x-(
Tutto fa esperienza, ma due imbecilli in una sola giornata sono una minaccia alla mia “non violenza”!
😉

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Immagini prese dalla rete.
P.S.
Perdonate eventuali errori: è il mio primo post…telefonico! 😉

Forma e funzione…

Ci sono forme che suggeriscono una funzione.
E’ una associazione immediata, una sorta di “facilità d’uso” o “uso intuitivo” si direbbe oggi.
Un campanile suggerisce una chiesa, un obelisco una piazza, delle bandiere un luogo istituzionale, un alto muro e dei cipressi (in Italia) un cimitero… gli esempi sono moltissimi.
Senza pensarci, viviamo circondati da simboli di un linguaggio senza parole.
Assorbiamo messaggi e ci comportiamo di conseguenza.
L’architettura è uno dei linguaggi che preferisco, ma questo non è una novità.
La foto che vi posto di seguito ne è un esempio.

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Come non riconoscere…una scuola?

Nei giorni scorsi ho avuto l’opportunità di vivere una nuova esperienza: l’insegnamento nelle scuole.
Avevo insegnato già, ma s’era trattato di sport (nuoto) per tantissimi anni.
Le fasce d’età andavano dai 2 ai >70 anni.
Scuola nuoto, ma mai scuola-scuola, a parte il “tutoraggio” universitario e le lezioni private.
La chiamata è arrivata e, complice la possibilità di gestione dei miei orari, ho potuto accettare.
Ero un po’ in ansia, come mi capita ogni volta che devo affrontare una novità, ma intimamente convinta della positività dell’esperienza e del fatto che ce l’avrei fatta…anche supportata dai consigli di alcune “esperte” tra le mie amiche di blog e non solo.

E’ stata una bellissima esperienza.
I luoghi fantastici, in paesi ancora a misura d’uomo, con panorami mozzafiato ed emergenze architettoniche degne di nota.
I “corsi” ancora popolati, le botteghe aperte, l’odore del pane, dei salumi, le verdure esposte nelle cassette di legno…
I caffè col profumo dei cornetti caldi e non riscaldati…
I ragazzi vivaci, ma contenibili.
“Buongiorno ‘ssore'” e tutti in piedi…
Difficoltà superabili, superate.
Peccato sia un’esperienza momentaneamente conclusa.
Attendo nuove chiamate, che, mi hanno assicurato dalla segreteria, non tarderanno ad arrivare per “continuità didattica”.
Vedremo.
Intanto ho risposto ad una “chiamata” di quelle “vai li ti presenti, ma se quello/a davanti a te accetta, tu non vinci niente e vai a casa”.
Altra esperienza, bella nonostante non abbia vinto il “primo premio”, ma da neofita me l’aspettavo.
Ho incontrato colleghi architetti e ci siamo scambiati esperienze e consigli durante l’attesa.
Ha vinto una non-architetto…
Una ragazza dai capelli rossi ed occhi verdi, minuta e col viso gentile. Sembrava uscita da un romanzo irlandese.
Sarà un’ottima insegnante: me lo sento.
Continuo il mio lavoro.
Ho tanti progetti in giro.
Sono fortunata a non essere “schiava” di nessuno ed ad avere serene collaborazioni.
Oggi, differenziarsi è l’unica via: nuove ricerche, nuove proposte, nuovi materiali e rinnovate sensibilità.
I nostri centri storici sono alla “canna del gas” in senso economico, ma molti stranieri se ne innamorano, comprano (loro possono)restaurano e rimettono in uso…
E via così, sperando ci sia sempre qualcosa da fare.
Buona (freddissima) giornata a tutti!

Kali.

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