Chagall…oltre.

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Non andateci pensando di trovare “il violinista verde” o le altre opere molto note, altrimenti rimarrete delusi. Andate con l’intento di conoscere il pensiero, le motivazioni, la poetica dell’artista. Molte le incisioni per le illustrazioni dei libri: fermatevi a capire le differenze tra le tecniche. Appassionatevi alla sua visione gioiosa della vita, ai suoi racconti onirici, si suoi simboli, al suo amore per Bella, al suo raccontare l’orrore della persecuzione degli ebrei. Godete dei colori, ma anche dei tratti scuri delle stampe. Insomma è Chagall fotografato da un’angolazione diversa da quella a cui vi hanno abituato i libri di scuola. L’audioguida, però,  poteva  essere fatta un po’ meglio: le opere sono descritte troppo sommariamente rispetto alle altre notizie fornite, i percorsi di mostra un po’ angusti, la climatizzazione migliorabile.

Roma
Chiostro del Bramante
Fino al 26 luglio.
Affrettatevi!

Sintesi del Musée d’Orsay a Roma.

Musée d’Orsay. Capolavori

Breve commento.
La mostra è da non perdere.
Purtroppo, come al solito, le mostre al Vittoriano, peccano nell’allestimento.

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Vittoriano (Altare della Patria) Piazza Venezia. Roma

1) Non saltate il breve documentario introduttivo che vi spiegherà l’evoluzione dell’idea del Musée d’Orsay e delle sue trasformazioni

2) Non perdete la saletta didattica (appena entrati a sx) perché fornisce spunti, chiavi di lettura ed un sacco di info utili.

Jean-Jacques Henner "La casta Susanna" 1864 http://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/opere-commentate/pittura.html?no_cache=1&zoom=1&tx_damzoom_pi1%5BshowUid%5D=2393

Jean-Jacques Henner “La casta Susanna” 1864

3) Non perdete assolutamente la sezione dedicata al progetto di Gae Aulenti: anche se non siete architetti e non vi metterete a scannerizzare i tratti di china come ho fatto io, vedrete dei disegni analogici, che vi daranno la misura del lavoro certosino per la  rappresentazione grafica prima di AutoCAD, inoltre in un brevissimo video, l’architetto (una delle poche famose, scomparsa un anno fa) vi spiegherà il passaggio da Stazione a Museo

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Arch. GAE AULENTI “Musée d’Orsay” Amenagement Int. 1:100 11/07/1982

4) Guardate le bellissime foto in b/n della Gare

5) Prendete l’audioguida, ma guardate più di quello che racconta

6) Appena davanti alla finestra a pavimento, guardate Roma li fuori

7) Guardate anche oltre la mostra

8) Scegliete un orario poco affollato: gli spazi non sono quelli del Musée d’Orsay

9) allontanatevi per vedere le opere puntiniste e divisioniste e solo dopo avvicinatevi, altrimenti non ne capirete l’essenza (lo spazio lo consente a fatica, ma ci si riesce. Ve l’ho già detto che l’allestimento lascia a desiderare?)

10) Non siete al Musée d’Orsay, quindi non sperate di vedere l’Olimpia di Manet o Le Déjeuner sur l’herbe o la Bambina col gatto di Renoir, MA ci sono opere altrettanto famose oltre ad altre meno note, ma ugualmente belle.

11) Non siete a Parigi e non siete al d’Orsay: godetevi la bella mostra e non fate paragoni.

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Bernini ritrovato. Fontana del Trinone in piazza Barberini.

12) anzi, uno fatelo: tre presidenti francesi hanno portato avanti l’idea del museo, con continuità, evitando che la gare venisse demolita, (Le Corbusier avrebbe dovuto costruirci un super albergo) e consentendone un riuso eccellente. A  Roma ci sarebbe stata la stessa continuità? Inoltre avrebbero attaccato  Gae con l’accusa di aver stravolto un “capolavoro” esattamente come è successo nel caso ex Unione Militare (edificio molto meno prestigioso della Gare)  a via del Corso di cui ho già parlato.
Insomma: BUONA MOSTRA! NON PERDERLA!

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Arch. GAE AULENTI “Musée d’Orsay” Amenagement Int. 1:100 11/07/1982 (dettaglio)

Un saluto.
Kali

P.S.
Tutte le immagini sono miei scatti con lo smart-phone tranne la foto della “Casta Susanna” presa dal sito.

Come una fotografia…

23/10/2013 – 23/02/2014

Gemme dell’Impressionismo

Dipinti della National Gallery of Art di Washington
Museo dell’Ara Pacis
Roma
Layout 1
Non perdetela.
C’è l’essenza dell’impressionismo e del post impressionismo. I contrasti, le differenze, il vento delle coste Normanne,

immagine presa dal sito dell'Ara Pacis

Eugène Boudin. Sulla spiaggia di Trouville, 1863, olio tu tavola. Collezione Mr. e Mrs. Paul Mellon, 1983.1.14 (immagine presa dal sito dell’Ara Pacis)

le scogliere, le immagini istantanee dipinte come polaroid ante litteram.
I colori che giocano con la complementarietà, con l’illusione.
Le figure che prendono forma con la distanza, i piccoli tratti di colore spesso, i puntini accostati che non si sovrappongono.
La lotta contro le accademie, il desiderio di dipingere in modo diverso, nonostante i rifiuti e le critiche feroci. La forza di trasformare il termine offensivo “Impressionisti” nel vessillo della nuova pittura.
Quelli del plen air senza disegno preparatorio e quelli della rielaborazione in studio, anche con l’ausilio della fotografia, la nuova frontiera della seconda metà dell’ottocento.
Il seme del cubismo,

Auguste Renoir. Cogliendo fiori, 1875, olio su tela. Collezione Ailsa Mellon Bruce, 1970.17.61 (Immagine presa dal sito dell'Ara Pacis)

Paul Cézanne. Natura morta con brocca e frutta, c. 1900, olio su tela. Dono W. Averell Harriman Foundation in memoria di Marie N. Harriman, 1972.9.5 (Immagine presa dal sito dell’Ara Pacis)

e le nature morte realizzate con macchie di colore.

Édouard Manet. Natura morta con ostriche, 1862, olio su tela. Dono Adele R. Levy Fund, Inc., 1962.3.1 (Immagine presa dal sito dell'Ara Pacis)

Édouard Manet. Natura morta con ostriche, 1862, olio su tela. Dono Adele R. Levy Fund, Inc., 1962.3.1 (Immagine presa dal sito dell’Ara Pacis)


le figure femminili come soggetti

Auguste Renoir. Giovane donna che si pettina, 1876, olio su tela. Collezione Ailsa Mellon Bruce, 1970.17.63 (Immagine presa dal sito dell'Ara Pacis)

Auguste Renoir. Giovane donna che si pettina, 1876, olio su tela. Collezione Ailsa Mellon Bruce, 1970.17.63 (Immagine presa dal sito dell’Ara Pacis)

e la prima pittrice, ovviamente non ammessa all’accademia.
Uno strepitoso Van Gogh che dipinge tulipani (mai visto prima quel quadro!) con un fondale da “I mangiatori di patate” .

Vincent van Gogh. Campi di fiori in Olanda, c. 1883, olio su tela applicata su legno. Collezione Mr. e Mrs. Paul Mellon, 1983.1.21 (immagine presa dal sito dell'Ara Pacis)

Vincent van Gogh. Campi di fiori in Olanda, c. 1883, olio su tela applicata su legno. Collezione Mr. e Mrs. Paul Mellon, 1983.1.21 (immagine presa dal sito dell’Ara Pacis)


Persone fermate nell’attimo di vivere…

Auguste Renoir. Cogliendo fiori, 1875, olio su tela. Collezione Ailsa Mellon Bruce, 1970.17.61 (Immagine presa dal sito dell'Ara Pacis)

Auguste Renoir. Cogliendo fiori, 1875, olio su tela. Collezione Ailsa Mellon Bruce, 1970.17.61 (Immagine presa dal sito dell’Ara Pacis)


e tante altre cose che non mi stancherei mai di imparare e vedere. Andate! Fa bene all’anima.

P.S. c’era anche una sorpresa per l’occasione di cui non ero a conoscenza: prezzo ridotto per chi decideva di fare qualcosa di speciale  nel giorno dei fiori e dei cioccolatini.

Love, choccolate and heart. (Foto mia)

Love, choccolate and heart. (Foto mia)

Un Saluto a tutti.
Kali

H&M a via del Corso: l’idea tradita e l’occasione persa.

Come annunciato, ecco il post sul nuovo punto vendita H&M di via del Corso a Roma. Chi ha letto il post precedente sull’argomento (Maggio 2013) sa di cosa parlo.

Angolo via Tomacelli, ex Unione Militare. Acquistato da Benetton, riprogettato dai coniugi Fuksas, venduto al brand svedese ed inaugurato lo scorso 25 ottobre.
Ci sono stata.

Quando ho la possibilità di “entrare” in un’architettura è sempre un’emozione carica di aspettative.
Mi ero documentata, avevo visto foto, rendering, progetti: ero pronta! Volevo vedere come la realtà virtuale si era materializzata. Ogni volta è una specie di magia e l’ingresso, una sorta di “stargate”
Varco la soglia e mi ritrovo…
IN UN QUALUNQUE NEGOZIO H&M! Un negozio identico a tutti gli altri, che potrebbe essere in qualsiasi parte del mondo
CHE DELUSIONE!
Alla faccia della “flagship”, come chiamano questo punto vendita in tutti gli articoli che ho letto!
Alla faccia della mega festa “vippaiola”!
Scomparsi gli allestimenti interni e le pavimentazioni di Fuksas: l’interno è stato totalmente riprogettato (MALE!) da un team svedese.
Bianco e piatto.
La “bolla” che sale dal piano terra fino alla terrazza, è relegata in un angolo. Quasi una quinta che accoglie i camerini.

Che ne è stato della sua trasparenza e leggerezza?
Che ne è stato del suo essere il nodo della ristrutturazione?
Il cardine intorno al quale avrebbe ruotato tutto lo spazio?
Per spiegarmi meglio: guardate queste immagini.

Foto come da progetto  ( da http://www.fuksas.it/#/progetti/0006/)
Foto come da progetto ( da http://www.fuksas.it/#/progetti/0006/)
Foto come da progetto ( da http://www.fuksas.it/#/progetti/0006/)
Foto come da progetto ( da http://www.fuksas.it/#/progetti/0006/)
Stato di fatto (foto presa dalla rete)
Stato di fatto (foto presa dalla rete)
Stato di fatto (foto presa dalla rete)
Stato di fatto (foto presa dalla rete)

Mi sono documentata: quelle al sito di Fuksas non sono  render, ma foto. Qualcuno che è riuscito ad entrare nel cantiere  lo conferma, in ogni caso, anche se fossero un render, rappresentano tutto quello di cui ho appena parlato.

Aggiungo anche un’altra foto, fatta da me, per sottolineare la “pesantezza” della bolla, penalizzata anche dall’uso!

Dettaglio sull'uso dello spazio inviluppato dalla bolla interna: camerini!
Dettaglio sull’uso dello spazio inviluppato dalla bolla interna: camerini!

Superata la prima delusione, ho iniziato a visitare il negozio, aggirandomi tra stand caotici e percorsi intricati, tra i quali, l’edificio scompare. Unico punto di riferimento, la “teca” trasparente che, posizionata quasi al centro del locale, accoglie le scale tradizionali, quelle mobili e l’ascensore trasparente. Anche le scale tradizionali sono in cristallo ed il tutto da un’idea di leggerezza: la bolla è sempre sullo sfondo, si percepisce salendo.

Visito tutti i piani che, a parte la merce esposta, sono identici.
La meta è la cupola, ovviamente.
Salgo fino al terzo piano e qui, la seconda sorpresa: LE SCALE MOBILI NON RAGGIUNGONO IL QUARTO PIANO (moda uomo)!
Bisogna utilizzare le scale tradizionali, oppure l’ascensore!
Prendo le scale…
La mia curiosità per la cupola, viene parzialmente distolta da una finestra che si affaccia su via del Corso: scatto una foto:

Vista su via del Corso
Vista su via del Corso

Ma adesso devo salire fin lassù! Devo vedere dall’alto. Devo controllare la “bolla”, vedere il famoso skybar o ristorante che sia, e mi va anche un caffè…

Ma…le scale si fermano qui! Come si sale sulla terrazza?
L’ascensore?
NO!
NEPPURE L’ASCENSORE ARRIVA ALLA TERRAZZA! MA COME?
Avete presente l’espressione del bambino a cui è appena caduto il gelato dal cono?
UGUALE!

“deve esserci un passaggio segreto, una via alternativa come nel libro Il nome della rosa”!” penso…
Purtroppo avevo un appuntamento ed ho dovuto rimandare le ricerche.
Ma, cercando in rete, ho scoperto che: L’UNICO ACCESSO ALLA TERRAZZA è tramite un altro ascensore
posto all’interno della “bolla” probabilmente dietro i camerini, in ogni caso l’accesso non è consentito. La terrazza è stata utilizzata solo per il ricevimento dell’inaugurazione, ma è interdetta alla visita. Niente caffè!

Interno della Bolla-Cupola durante il Vip Evento (foto presa dalla rete)
Interno della Bolla-Cupola durante il Vip Evento (foto presa dalla rete)
Dettaglio della Bolla-Cupola dalla terrazza-dehors (foto presa dalla rete)
Dettaglio della Bolla-Cupola dalla terrazza-dehors (foto presa dalla rete)

Insomma, nelle foto sopra, è raffigurata la Bolla-Cupola che NON potete vedere!

Ed io che pensavo al Caixa Forum di Madrid, alle gallerie Lafayette, Harrods, El Corte Inglés …
CHE DELUSIONE!
Tornerò per verificare personalmente se ci saranno cambiamenti. Cercherò un responsabile che mi possa spiegare…
Peccato.
Poteva essere un bell’esperimento.
Finalmente una riqualificazione di qualità, qualcosa che valesse in se, la pena di essere visitata.
Si è tradotta nell’ennesimo negozio anonimo: per fortuna non hanno oscurato le finestre, almeno, c’è la speranza che, anche l’acquirente distratto butti un occhio e si accorga che laggiù, c’è Porta del Popolo.

Vista di Via del Corso dalla Terrazza-Dehors (foto presa dalla rete)
Vista di Via del Corso dalla Terrazza-Dehors (foto presa dalla rete)

Alla prossima.
Kali

Istantanee…

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E coi pensieri messi nei cassetti giusti, l’inquadratura si completa.
Scatto la foto che cattura l’immagine pensata, costruita con piccole sfumature, impercettibili dettagli che solo con cuore sgombro si possono cogliere.
E sono contenta del risultato, dei fogli su cui avevo lavorato tanto, ma che poi avevo deciso di gettare: i progetti si ripensano così tanto!
Un po’ dispiace, ogni volta, ma il risultato finale, migliorato, ripaga degli sforzi e delle energie che sembravano andate perse. Con l’obiettivo idoneo, catturo anche i particolari che, prima avevo trascurato e gli scatti diventano ancora di più. Adesso ho tutte le istantanee sulla mia scrivania.
Seleziono e studio componendo pensieri. Riguardo altri fogli, ripenso al lavoro fatto, archivio come “da rivedere”.
La macchina ha le batterie cariche…

Foto: Pantheon Roma. Dettaglio interno.