Auto-repost “Mi accompagni?”

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Le chiavi delle case che non ci sono più...

Nel giorno delle scampagnate (qui c’è un sole stupendo!) voglio dedicare un pensiero a L’Aquila.per ricordare e non dimenticare, mai.
Kali
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Il profumo della sabbia…

Lo riposto. L’ho riletto per caso e mi sono rivista bambina, coi codini, il costumino a piccoli fiorellini, il fazzoletto in testa contro il sole, la pelle unta di crema, intenta a scavare una buca nella sabbia a riva in un pomeriggio di luglio di tanti anni fa. Accanto a me, a rivoltare secchielli per costruire torri, Papà. Mi manchi tanto,tanto, tanto…

L'Architettura è un fatto d'arte

IMPRONTE...

La sabbia ha un profumo di bambini.
Piccoli re in castelli circondati da fossati,
piccoli costruttori oggi, forse architetti domani.

Fanno guglie alla Gaudì, colando la sabbia intrisa d’acqua di mare,
fanno piste per biglie con cui giocano felici…i papà.

Costruivano forni dai quali usciva il fumo vero,
ma quella ero io, ed il papà era il mio…tanti anni fa.

La sabbia brilla per i suoi scintillanti cristalli,
brucia i piedi dei ragazzi che impavidi, vogliono guadagnare la riva,
brucia i piedini del piccolo che s’è avventurato fuori dall’isola sicura della sua ombra.

La sabbia fa girare le pale di mulini accondiscendenti, abituati anche all’acqua,
si presta a dare forma a biscotti che mangeranno pupazzi svestiti,
sporca l’acqua dei piccoli mari sicuri nelle piscine gonfiabili.

La sabbia “panava” i corpi di bambini unti di crema solare a cui era stato vietato il bagno, perché “è ancora troppo presto”,
ma quella ero…

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Nervi.

Quattordici di (quasi) venticinque e mi sorprendi ancora.

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Andando, una sosta su una passeggiata che feci, l’ultima volta stando in piedi, sul sostegno posteriore del passeggino di mia sorella, perché due km erano troppi anche per le mie zampone lunghe.
E tutto riaffiora, nostalgico, ma nuovo, soprattutto per il punto di vista di almeno 60 cm più alto! Ma quello varia in fretta perché, per cogliere i dettagli, mi abbasso, mi inginocchio, mi avvicino.

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La ringhiera è la stessa, di quel bel verde acqua marina, con le onde sinuose che rimandano al mare, sorridente lontano, anzi proprio lì, ad un respiro di salsedine.

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Sinuoso il cammino, abbracciato alle rocce,
addolcito da fiori, da alberi che profumano di estati lontane.
Piccoli slarghi dove riposare guardando lontano, scattando una foto, scambiandosi un bacio.
Spruzzi  e gabbiani, piccoli caffè sulla scogliera, piccoli stabilimenti balneari in arditi equilibri di pali.
E parchi pieni di rose e bambini…
Un ragazzo con un furgone “ape” attrezzato a gelateria: solo sei gusti, quelli classici, nocciola, cioccolato, fior di latte…Aveva ragione quel bimbo a dire che era “buoniSSSimiSSSimo!”.
La torre, il porticciolo con le case colorate, il tramonto.
Andiamo: “Zena” ci aspetta.
(segue)