Il profumo della sabbia…

Lo riposto. L’ho riletto per caso e mi sono rivista bambina, coi codini, il costumino a piccoli fiorellini, il fazzoletto in testa contro il sole, la pelle unta di crema, intenta a scavare una buca nella sabbia a riva in un pomeriggio di luglio di tanti anni fa. Accanto a me, a rivoltare secchielli per costruire torri, Papà. Mi manchi tanto,tanto, tanto…

L'Architettura è un fatto d'arte

IMPRONTE...

La sabbia ha un profumo di bambini.
Piccoli re in castelli circondati da fossati,
piccoli costruttori oggi, forse architetti domani.

Fanno guglie alla Gaudì, colando la sabbia intrisa d’acqua di mare,
fanno piste per biglie con cui giocano felici…i papà.

Costruivano forni dai quali usciva il fumo vero,
ma quella ero io, ed il papà era il mio…tanti anni fa.

La sabbia brilla per i suoi scintillanti cristalli,
brucia i piedi dei ragazzi che impavidi, vogliono guadagnare la riva,
brucia i piedini del piccolo che s’è avventurato fuori dall’isola sicura della sua ombra.

La sabbia fa girare le pale di mulini accondiscendenti, abituati anche all’acqua,
si presta a dare forma a biscotti che mangeranno pupazzi svestiti,
sporca l’acqua dei piccoli mari sicuri nelle piscine gonfiabili.

La sabbia “panava” i corpi di bambini unti di crema solare a cui era stato vietato il bagno, perché “è ancora troppo presto”,
ma quella ero…

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(…)tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto (…)

Tutti gli anni, Venditti ci ricorda quei momenti. Quando l’anziano e bravissimo prof di consolidamento all’università, mi confessò di sognarlo ancora, mi  sembrò così umano…e io un po’ meno scema!
Ancora oggi capita, anche se molto meno e nel sogno mi dico “alza la testa: la tua Minerva*  è lì e non te la leva nessuno!
Ma quel pomeriggio caldo e lunghissimo, passato al tavolo di cucina e io non studiavo mai li, lo ricordo come fosse ieri. L’italiano era la mia materia preferita, me la cavavo bene, non avrei dovuto avere problemi…facile a dirsi. Scrivi, scrivi, ripassa, annota, sfoglia…un secolo fa.

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Immagine presa dalla rete

Adesso tocca al nipotONE.
Cavolo! Ma non hanno suonato ieri le campane a festa per la sua nascita? Dove sono finiti questi quasi 19 anni?
Mammamia!
Spero l’italiano gli sia diventato un po’ più digeribile…
Spero vada bene.
Poi studierà per il test d’ammissione a fisioterapia…niente Architettura, per fortuna!
In bocca al lupo a tutti.
Zia Kali

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Immagine presa dalla rete

*La Minerva campeggia sul magico “foglione” di chi ha lottato e vinto alla Sapienza di Roma.

Since 2006…

Cerco un libro..

Cerco un libro che parli di luoghi lontani, fatti di boschi e pianure, di alberi e acqua, di orizzonti, insomma un libro di viaggio capace di far immaginare posti stupendi nei quali sognare di fare un viaggio…prima o poi.

Pensavo a qualcosa sul Canada, L’Alaska, o il Nord Europa.
Avete un consiglio?
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Iniziava così questo viaggio,
sette anni fa.
Continua, a fatica, ma continua.
Non mi va di fare bilanci,
ne di ripetere cose che, forse, avrò già scritto in occasione di questa ricorrenza.
Non so perché quest’anno me la sia ricordata…
Addirittura avevo fatto un promemoria.
Speriamo non sia un brutto segno: stanotte ho sognato (o meglio, ho avuto un incubo) di avere ancora solo un mese di vita…
Magari comincio a salutare.
…o a fare scongiuri.
Sarà che in queste ultime due settimane sono andata in piscina tutti i giorni…magari il cloro ha effetti collaterali: mi si è candeggiato il cervello e il subconscio!
Bando ai pensieri lugubri.
Auguri Blog!
Sei in seconda elementare!

20130309_160526

Che la Primavera sia con Voi!
Kali

Il profumo della sabbia…

IMPRONTE...

La sabbia ha un profumo di bambini.
Piccoli re in castelli circondati da fossati,
piccoli costruttori oggi, forse architetti domani.

Fanno guglie alla Gaudì, colando la sabbia intrisa d’acqua di mare,
fanno piste per biglie con cui giocano felici…i papà.

Costruivano forni dai quali usciva il fumo vero,
ma quella ero io, ed il papà era il mio…tanti anni fa.

La sabbia brilla per i suoi scintillanti cristalli,
brucia i piedi dei ragazzi che impavidi, vogliono guadagnare la riva,
brucia i piedini del piccolo che s’è avventurato fuori dall’isola sicura della sua ombra.

La sabbia fa girare le pale di mulini accondiscendenti, abituati anche all’acqua,
si presta a dare forma a biscotti che mangeranno pupazzi svestiti,
sporca l’acqua dei piccoli mari sicuri nelle piscine gonfiabili.

La sabbia “panava” i corpi di bambini unti di crema solare a cui era stato vietato il bagno, perché “è ancora troppo presto”,
ma quella ero ancora io, sempre tanti anni fa.

La sabbia sta nelle scarpe di chi la calpesta tutto il giorno portando cose sulle spalle,
sta nelle ruote del carretto del venditore di grattachecche*
e in quelle del venditore di bikini e di abiti.

La sabbia sta nella palla da tennis intrisa d’acqua usata coi racchettoni, anche se non si può,
sull’asciugamano calpestato dal distratto
tra le pagine del libro che sto leggendo.

La sabbia ha un odore diverso nelle giornate d’inverno,
quando è bagnata dal mare e dal cielo
quando ci leggi i passi dei gabbiani,
quando assorbe anche il rumore dei respiri
e svela piccoli tesori.

La sabbia sta li,
memoria lontana della montagna che fu
e recente dei mille passi cancellati.

La sabbia sta li,
nella clessidra tante volte girata
fino a quando,
anche questo giorno,
non ci sarà più.

Kali

SAND. Sabbia

P.S.
Le foto  sono datate e scattate con la fotocamera precedente…

*La “grattachecca” è un tipo di granita ottenuta raschiando il ghiaccio da un grande blocco con un’apposita paletta e colandoci sopra gli sciroppi alla frutta.