Rays of light…

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Raggi di luce in una foto senza post produzione.
Niente filtri, insomma, o ritocchi.
Raggi di luce di un tramonto d’estate,
di quelli belli da ricordare
per scaldare le giornate d’inverno.
Talmente belli da essere quasi stucchevoli, da cartolina o da pubblicità.
Da ritagliare ed incollate sul diario, quando ancora era fatto di fogli e sospiri.
Romantico e umido di salsedine per la sera che sta scendendo.
Cantato dai gridi dei gabbiani,
e dai cantautori degli anni 70.
A chiudere ombrelloni colorati
e una giornata che ne lascia sperarne un’altra,
anche se oggi l’aria sa di terra bagnata e il cielo fa prove d’autunno.
Ancora agosto,
almeno per un altro po’.

Un saluto.
Kali

(foto scattata a Marina di Cerveteri con lo smartphone)

Passi e pensieri d’estate…

E capita così, di fare una passeggiata in riva al mare. Due km e mezzo all’andata e altrettanti al ritorno. Lo so, perché runkeeper si inventa traguardi che io non ho mai stabilito: come deluderlo? Allora porto con me l’aggeggio e, oltre a camminare posso cogliere immagini, ma non sempre…
Un papà a spasso con la bimba di 10 anni…papà 2013 tatuatissimo bermuda-costume, iphon con un solo auricolare per rispondere alle domande della piccola. (La foto la dovete immaginare, perché le persone da vicino non le fotografo).
Spiagge libere colorate e neppure troppo affollate: ho cambiato zona quest’anno

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e qui è molto meglio, meno antropizzato, meno folla, spiagge libere più grandi, più parcheggio, soprattutto gratis, stabilimenti meno ghettizzati e ghettizzanti…Famiglie e giovani con bonghi e chitarre, che raccolgono la loro spazzatura (tutta) salvano il bimbo che si stava bruciando i piedi sulla sabbia e smettono di cantare dopo pranzo per il pennichella time.

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Ambulanti di vestiario, accessori, bikini, ciabatte, pareo colorati, il pannocchiaro, il grattacheccaro,

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il coccaro (!)…Avanti e indietro sotto il sole bollente, mai invadenti, ogni tanto si fermano insieme per due chiacchiere all’ombra, qualcuno di addormenta per qualche minuto

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e quando il “negozio sulle ruote” si ribalta, in più di uno accorrono in aiuto e le signore raccolgono la merce dispersa. Chissà, magari nella spiaggia libera, aiutarsi è più naturale…Poi ci sono i coatti di sempre, i personaggi in stile film anni 60 con Aldo Fabrizi e Ave Ninchi, gli aquiloni che disegnano il cielo, i Kiters, ossia i surfisti new generation: noi negli anni ’90 avevano il vento nelle mani, loro anche, ma le loro vele gareggiano tra i gabbiani.

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Poi finisce la giornata gli ambulanti vanno via

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noi arriviamo fino a Torre Flavia

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e tornando un tuffo nella memoria al tempo in cui l’estate era questa qui…

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Buona estate a tutti.
Kali

Il profumo della sabbia…

IMPRONTE...

La sabbia ha un profumo di bambini.
Piccoli re in castelli circondati da fossati,
piccoli costruttori oggi, forse architetti domani.

Fanno guglie alla Gaudì, colando la sabbia intrisa d’acqua di mare,
fanno piste per biglie con cui giocano felici…i papà.

Costruivano forni dai quali usciva il fumo vero,
ma quella ero io, ed il papà era il mio…tanti anni fa.

La sabbia brilla per i suoi scintillanti cristalli,
brucia i piedi dei ragazzi che impavidi, vogliono guadagnare la riva,
brucia i piedini del piccolo che s’è avventurato fuori dall’isola sicura della sua ombra.

La sabbia fa girare le pale di mulini accondiscendenti, abituati anche all’acqua,
si presta a dare forma a biscotti che mangeranno pupazzi svestiti,
sporca l’acqua dei piccoli mari sicuri nelle piscine gonfiabili.

La sabbia “panava” i corpi di bambini unti di crema solare a cui era stato vietato il bagno, perché “è ancora troppo presto”,
ma quella ero ancora io, sempre tanti anni fa.

La sabbia sta nelle scarpe di chi la calpesta tutto il giorno portando cose sulle spalle,
sta nelle ruote del carretto del venditore di grattachecche*
e in quelle del venditore di bikini e di abiti.

La sabbia sta nella palla da tennis intrisa d’acqua usata coi racchettoni, anche se non si può,
sull’asciugamano calpestato dal distratto
tra le pagine del libro che sto leggendo.

La sabbia ha un odore diverso nelle giornate d’inverno,
quando è bagnata dal mare e dal cielo
quando ci leggi i passi dei gabbiani,
quando assorbe anche il rumore dei respiri
e svela piccoli tesori.

La sabbia sta li,
memoria lontana della montagna che fu
e recente dei mille passi cancellati.

La sabbia sta li,
nella clessidra tante volte girata
fino a quando,
anche questo giorno,
non ci sarà più.

Kali

SAND. Sabbia

P.S.
Le foto  sono datate e scattate con la fotocamera precedente…

*La “grattachecca” è un tipo di granita ottenuta raschiando il ghiaccio da un grande blocco con un’apposita paletta e colandoci sopra gli sciroppi alla frutta.