Sintesi del Musée d’Orsay a Roma.

Musée d’Orsay. Capolavori

Breve commento.
La mostra è da non perdere.
Purtroppo, come al solito, le mostre al Vittoriano, peccano nell’allestimento.

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Vittoriano (Altare della Patria) Piazza Venezia. Roma

1) Non saltate il breve documentario introduttivo che vi spiegherà l’evoluzione dell’idea del Musée d’Orsay e delle sue trasformazioni

2) Non perdete la saletta didattica (appena entrati a sx) perché fornisce spunti, chiavi di lettura ed un sacco di info utili.

Jean-Jacques Henner "La casta Susanna" 1864 http://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/opere-commentate/pittura.html?no_cache=1&zoom=1&tx_damzoom_pi1%5BshowUid%5D=2393

Jean-Jacques Henner “La casta Susanna” 1864

3) Non perdete assolutamente la sezione dedicata al progetto di Gae Aulenti: anche se non siete architetti e non vi metterete a scannerizzare i tratti di china come ho fatto io, vedrete dei disegni analogici, che vi daranno la misura del lavoro certosino per la  rappresentazione grafica prima di AutoCAD, inoltre in un brevissimo video, l’architetto (una delle poche famose, scomparsa un anno fa) vi spiegherà il passaggio da Stazione a Museo

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Arch. GAE AULENTI “Musée d’Orsay” Amenagement Int. 1:100 11/07/1982

4) Guardate le bellissime foto in b/n della Gare

5) Prendete l’audioguida, ma guardate più di quello che racconta

6) Appena davanti alla finestra a pavimento, guardate Roma li fuori

7) Guardate anche oltre la mostra

8) Scegliete un orario poco affollato: gli spazi non sono quelli del Musée d’Orsay

9) allontanatevi per vedere le opere puntiniste e divisioniste e solo dopo avvicinatevi, altrimenti non ne capirete l’essenza (lo spazio lo consente a fatica, ma ci si riesce. Ve l’ho già detto che l’allestimento lascia a desiderare?)

10) Non siete al Musée d’Orsay, quindi non sperate di vedere l’Olimpia di Manet o Le Déjeuner sur l’herbe o la Bambina col gatto di Renoir, MA ci sono opere altrettanto famose oltre ad altre meno note, ma ugualmente belle.

11) Non siete a Parigi e non siete al d’Orsay: godetevi la bella mostra e non fate paragoni.

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Bernini ritrovato. Fontana del Trinone in piazza Barberini.

12) anzi, uno fatelo: tre presidenti francesi hanno portato avanti l’idea del museo, con continuità, evitando che la gare venisse demolita, (Le Corbusier avrebbe dovuto costruirci un super albergo) e consentendone un riuso eccellente. A  Roma ci sarebbe stata la stessa continuità? Inoltre avrebbero attaccato  Gae con l’accusa di aver stravolto un “capolavoro” esattamente come è successo nel caso ex Unione Militare (edificio molto meno prestigioso della Gare)  a via del Corso di cui ho già parlato.
Insomma: BUONA MOSTRA! NON PERDERLA!

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Arch. GAE AULENTI “Musée d’Orsay” Amenagement Int. 1:100 11/07/1982 (dettaglio)

Un saluto.
Kali

P.S.
Tutte le immagini sono miei scatti con lo smart-phone tranne la foto della “Casta Susanna” presa dal sito.

Qualcosa di bello…

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Ci vuole qualcosa di bello,
da guardare o da ricordare.
Qualcosa di colorato,
di antico,
di nostalgicamente struggente.
Ci vuole qualcosa che strappi un sorriso,
faccia pensare a quando si era bambini,
ma anche ad adesso da adulti, quando se ne cerca qualcuna per se, da mettere nel vaso sul terrazzo,
per sentirne il rumore appena svegli e pensare: oggi c’è vento.
Qualcosa da fissare per vederne i colori fondersi,
per non pensare a niente, rapiti da quel “frrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr”…

Se poi, sullo sfondo c’è qualcosa di bello,
se la città è una delle più belle del mondo,
se tornarci solo col pensiero equivale ad un regalo…
beh..
allora buon compleanno a me,
anche se sarà solo domani.

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Incomunicabili emozioni…

Ci sono
sensazioni che, per quanto ci si sforzi, non si riusciranno mai a comunicare come si vorrebbe.

Questo
perché, certi stupori, non sono comuni, universalmente condivisi e
riconosciuti, come la bellezza di un quadro di Manet o la grandiosità della
Tour Eiffel.
Alcune emozioni nascono dal nostro vissuto, dalle nostre conoscenze, dal quel
bagaglio, grande o piccolo, di cultura che abbiamo faticosamente ammucchiato
nella nostra memoria.

Ricordo
che, quando ebbi il grande incidente con la moto, ormai tanti anni fa, temevo di scoprire di aver perso memoria di ciò che sapevo, ma per fortuna
non accadde.
Dicevo…

Certe
cose che a noi riescono ad emozionare fino alle lacrime, che ci stringono lo
stomaco, che ci fanno scattare centinaia di foto, possono sembrare
incomprensibili ad altri.

E non
importa quanto ci siano vicini, quanto siamo capaci di coinvolgerli.

Per
qualcuno Villa Savoye di Le Corbusier sarà sempre solo una “casa” e sarà
incomprensibile scegliere di andare a Poissy per visitarla, piuttosto che a
Disnayland Paris per trovare Topolino.
Per qualcuno la Defense, sarà troppo moderna (contemporanea, si dice
contemporaneaaaaaa!) con tutti quei grattacieli, la piramide del Louvre, fuori
contesto, l’etoile di strade intorno all’Arco di Trionfo una scelta
spettacolare di un urbanista illuminato, ed il Centre Pompidou una fabbrica di
tubi.

Ma chi
quella Villa Savoye la vede uscire da un foglio di carta lucida,vede quei
tratti di china diventare muri reali, quel disegno che aveva immaginato
tridimensionale solo nella sua testa, (perché i render 3D non esistevano
ancora) farsi reale e poterne percorrere i camminamenti, gli spazi, percepirne
la luce…

Ecco,

quell’emozione,
più grande della vista della tour Eiffel da vicino, non è comunicabile.

Allo
sbeffeggiamento per l’estasi da architettura contemporanea (e moderna) sono
abituata ormai, (l’architettura antica affascina più facilmente) ma, in fondo,
è normale, perché per capirne l’essenza devi avere una passione specifica
(tanta).
A Villa Savoye, non c’erano turisti, ma solo architetti o studenti: gli
accompagnatori si guardavano rassegnati come a dire. “boh, ma che avrà di
speciale ‘sta casa?”, mentre gli altri, in estasi, giravano rapiti da
quell’architettura  vecchia di ottant’anni
eppur così attuale consapevoli di passeggiare nella storia e di non poter
comunicare al meglio quella gioia infinita.

Signori…

Villa
Savoye a Poissy di Le Corbusier: 1928-1931

Emozione pura...

Altre foto QUI : http://www.flickr.com/photos/kalispera2007/

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  1. JUMP IN…
  2. NONOSTANTE TUTTO…
  3. IL “TRALICCIO” http://kalisperaa.spaces.live.com/blog/cns!680C16B091E2D1C1!5685.entry
CIAO a tutti.
Kali