IL MIO PRIMO REPOST: “Napoli si è scordata di Pino Daniele”

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Ho scritto di Pino Daniele nel mio primo post su FB poco dopo la mezzanotte del primo dell’anno. L’avevo appena visto su Rai1, in quella trasmissione dall’aria discount, tra vintage e low cost. Trovarci l’autore di tante colonne sonore delle mie nottate al tavolo da disegno, mi aveva sorpresa. Avevo pensato alla stranezza di trovare D’Alessio a Piazza del Plebiscito e Daniele ai piedi del Monte Bianco. Strano, ma non tanto, pensavo. Perché, anche secondo me, Napoli aveva dimenticato Pino Daniele e pure molti di quelli che, alla sua morte, si sono lanciati in accorati “coccodrilli” sui social. Ricordo le critiche  per il fatto che “appariva distante sul palco”, dimenticando che era cardiopatco…O perché aveva scelto di vivere a Roma. Pino Daniele l’ho conosciuto in primo liceo. Ero al mio primo sit-in.  Corridoio del Provveditorato. Volevano smembrare la nostra classe. Adolescenti in rivolta pacifica ed un compagno con uno dei primi walkman. Dentro suonava “Vai mo’”…e la nostra classe non fu più divisa.

L’anno è iniziato con un tuffo indietro nel tempo, struggente e nostalgico. Mai avrei pensato sarebbe stata la sua ultima esibizione dal vivo.

Mi piacevano le sue sonorità blues, le sue ricerche, le sue collaborazioni, le canzoni “strappa-anima” e quelle allegre, che mi facevano posare le chine e dondolare in quelle lunghe notti, che sognavano albe nuove e piene di speranze.

Oggi ho trovato questo post, grazie a “Repubblica XL” su fb ed ho pensato che avrei dovuto condividerlo, perché  allora, quel senso di oblio, non era stata solo una mia sensazione.

Ciao Pino e, a voi, Buona Lettura

Napoli si è scordata di Pino Daniele.

Un tempo piccolo…


“Diventai grande in un tempo piccolo
mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
rotolai in salita come fossi magico
toccando terra rimanendo in bilico
diventai un albero per oscillare
spostai lo sguardo per mirare altrove
cercando un modo per dimenticare
dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo
ingannai il dolore con del vino rosso
buttando il cuore in qualunque posto
mi addormentai con un vecchio disco
tra i pensieri che non riferisco
chiudendo i dubbi in un pasto misto
dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle in un tempo piccolo”

Mi piacciono moltissimo i Tiromancino, da sempre.
Li considero alla stregua degli Stadio.
Una voce riconoscibile, dei testi mai banali, delle musiche piacevoli.
Non sapevo che questo testo fosse stato scritto da Califano.
Non amavo il cantante, ma alcuni testi mi sono sempre piaciuti.
Forse perché sono poesie.
Insomma, mai farsi influenzare dalle apparenze:
meglio cogliere l’essenza delle cose.
E Roma… è davvero una città meravigliosa.

dipinsi l’anima
su tela anonima…”

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San Bonaventura. Bernini. 1677 -1679. Monterano Antica. Riserva Naturale
di Canale Monterano