I WISH YOU A MERRY XMAS

Tanti auguri.

Che ci sia serenità nelle vostre case e nei vostri cuori.

Che i vuoti si riempiano di ricordi belli

Che le distanze si annullino

Che i rancori si sopiscano

Che arrivino sorrisi inaspettati e solo buone notizie, che di quelle brutte, ne abbiamo fin troppe, tutti.

Che possa esserci sempre un bicchiere da riempire e rimboccare, perchè, mezzo pieno…è meglio.

Proviamo ad essere positivi e guardiamo il Natale con occhi bambini. Lo so, ognuno di noi ha un ricordo brutto legato alle feste, anch’io…davvero tremendo, ma bisogna andare avanti, perchè questo Natale, che vi sembra uguale agli altri, in realtà non lo è.

Vi lascio i miei più cari auguri con queste immagini di oggetti creati da me: dentro ci sono ore rubate al sonno, progetti, passione, dedizione e la felicità nel vedere il risultato: una sintesi perfetta, insomma!

Buon Natale e Felice Anno Nuovo...il decimo di questo blog.

Kali ❤🎄

#IamAnArchitect 

Una pagina FB dedicata alle “donne architetto” (e già la distinzione di genere mi procura l’orticaria) continua a ricordare che, l’Accademia della Crusca, ha riconosciuto il termine “Architetta”, che a Bergamo, l’Ordine ha dato il permesso di utilizzare il termine sul timbro.
Ciclicamente ripropone gli stessi argomenti. Ciclicamente ci indignamo. Oggi ho letto anche l’indignazione di colleghe ingegneri, avvocati e di un collega architetto solidale con noi, che rivendichiamo il diritto di NON declinare il titolo.
Ad una collega che ci invitava a consultare il dizionario ho risposto:

“Il vocabolario ha subìto un aggiornamento frutto anche di queste “battaglie” che non toccano la sostanza del problema. Prendine uno più datato e vedrai. L’accademia della Crusca si è pronunciata e allora? Sono architetti? Sono me e tutte le colleghe che qui e non solo, rivendicano il diritto di un titolo, che ritengono indeclinabile nella sostanza? Pure “zuzzurellone” è  nel dizionario: tu, lo utilizzi?”

Ed al post ho risposto:

“Ancora? E allora, ancora NO! Chi vuole farsi chiamare architettA lo faccia pure, ma non si batta in mio nome! Leggere nell’articolo:”Il termine al femminile rappresenta l’ascesa sociale delle donne nella professione(…)” è la sintesi del fatto si voglia legare ad una vocale, la battaglia per una parità che tutte noi combattiamo ogni giorno con la professionalità e non con le parole. Voglio essere un architetto: battiamoci per il rispetto del ruolo, per le giuste retribuzioni, per l’inclusione…Il titolo è la mia conquista e voglio avere il diritto di chiamarmi architetto, proprio come Gae Aulenti e Zaha Hadid, per citarne solo due.”

Una collega ingegnere mi ha fatto sorridere, perchè chiudeva il suo commento, minacciando di colpire con un tondino, chi in cantiere, l’avesse chiamata architettA.
Siamo architetti, ingegneri… anche col senso dell’umorismo: mica una borsettata o un calcio  dove non batte il sole: una bella “tondinata” e via!
Peace&Love: #IAmAnArchitect 😎

Foto mia