Il profumo della sabbia…

Lo riposto. L’ho riletto per caso e mi sono rivista bambina, coi codini, il costumino a piccoli fiorellini, il fazzoletto in testa contro il sole, la pelle unta di crema, intenta a scavare una buca nella sabbia a riva in un pomeriggio di luglio di tanti anni fa. Accanto a me, a rivoltare secchielli per costruire torri, Papà. Mi manchi tanto,tanto, tanto…

L'Architettura è un fatto d'arte

IMPRONTE...

La sabbia ha un profumo di bambini.
Piccoli re in castelli circondati da fossati,
piccoli costruttori oggi, forse architetti domani.

Fanno guglie alla Gaudì, colando la sabbia intrisa d’acqua di mare,
fanno piste per biglie con cui giocano felici…i papà.

Costruivano forni dai quali usciva il fumo vero,
ma quella ero io, ed il papà era il mio…tanti anni fa.

La sabbia brilla per i suoi scintillanti cristalli,
brucia i piedi dei ragazzi che impavidi, vogliono guadagnare la riva,
brucia i piedini del piccolo che s’è avventurato fuori dall’isola sicura della sua ombra.

La sabbia fa girare le pale di mulini accondiscendenti, abituati anche all’acqua,
si presta a dare forma a biscotti che mangeranno pupazzi svestiti,
sporca l’acqua dei piccoli mari sicuri nelle piscine gonfiabili.

La sabbia “panava” i corpi di bambini unti di crema solare a cui era stato vietato il bagno, perché “è ancora troppo presto”,
ma quella ero…

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Il profumo della sabbia…

IMPRONTE...

La sabbia ha un profumo di bambini.
Piccoli re in castelli circondati da fossati,
piccoli costruttori oggi, forse architetti domani.

Fanno guglie alla Gaudì, colando la sabbia intrisa d’acqua di mare,
fanno piste per biglie con cui giocano felici…i papà.

Costruivano forni dai quali usciva il fumo vero,
ma quella ero io, ed il papà era il mio…tanti anni fa.

La sabbia brilla per i suoi scintillanti cristalli,
brucia i piedi dei ragazzi che impavidi, vogliono guadagnare la riva,
brucia i piedini del piccolo che s’è avventurato fuori dall’isola sicura della sua ombra.

La sabbia fa girare le pale di mulini accondiscendenti, abituati anche all’acqua,
si presta a dare forma a biscotti che mangeranno pupazzi svestiti,
sporca l’acqua dei piccoli mari sicuri nelle piscine gonfiabili.

La sabbia “panava” i corpi di bambini unti di crema solare a cui era stato vietato il bagno, perché “è ancora troppo presto”,
ma quella ero ancora io, sempre tanti anni fa.

La sabbia sta nelle scarpe di chi la calpesta tutto il giorno portando cose sulle spalle,
sta nelle ruote del carretto del venditore di grattachecche*
e in quelle del venditore di bikini e di abiti.

La sabbia sta nella palla da tennis intrisa d’acqua usata coi racchettoni, anche se non si può,
sull’asciugamano calpestato dal distratto
tra le pagine del libro che sto leggendo.

La sabbia ha un odore diverso nelle giornate d’inverno,
quando è bagnata dal mare e dal cielo
quando ci leggi i passi dei gabbiani,
quando assorbe anche il rumore dei respiri
e svela piccoli tesori.

La sabbia sta li,
memoria lontana della montagna che fu
e recente dei mille passi cancellati.

La sabbia sta li,
nella clessidra tante volte girata
fino a quando,
anche questo giorno,
non ci sarà più.

Kali

SAND. Sabbia

P.S.
Le foto  sono datate e scattate con la fotocamera precedente…

*La “grattachecca” è un tipo di granita ottenuta raschiando il ghiaccio da un grande blocco con un’apposita paletta e colandoci sopra gli sciroppi alla frutta.