Torno per raccontare…

Venerdì ero a cena con amici di vecchia data, con i quai ci si è persi e ritrovati molto tempo dopo. Si parlava di comunicazione, social ed incontri che, da virtuali, diventano reali. Ho raccontato di essere una vecchia blogger…undici anni fa ho aperto questo spazio. Sono stati anni intensi di parole scritte. Poi il tempo sempre più scarso. FB che è più veloce ed agile, smart insomma, instagram più rapido di flickr…e tutto è cambiato. Qui passo poco e scrivo nulla,  non ce la faccio a seguire gli scritti altrui, ma in generale, a leggere testi di troppe righe: c’è sempre altro fa fare, un luogo dove correre, una telefonata a cui rispondere, una mail da inviare.
“Ho un blog di viaggio che racconta
di 15 giorni in Irlanda, un blog personale che parla di viaggi, architettura per tutti, emozioni, un photoblog su instagram..”

ed ho fatto fatica a ricordare il nome di questo blog.
Ho spiegato le dinamiche, gli incontri e gli addii, mentre pensavo fosse stata una bella esperienza che, però, appartiene al passato. Un libro su uno scaffale, da riaprire ogni tanto.

Voglio riaprire queste pagine raccontando all’ultimo viaggio on the road, in Belgio e nel nord della Francia.
Perchè altri ce ne sono stati, ma ormai, è passato troppo tempi per raccontarli.
Un viaggio per guardare, capire, emozionarsi e lasciarsi affascinare anche dalla pioggia improvvisa, dai 17 gradi  contro i 40 di Roma, dai sapori decisi, le birre, i caffè lunghi, ma curati, le giornate lunghissime  ed i quasi 100 km percorsi a piedi. E il mare del nord, la Gran Bretagna di fronte, le biciclette ed i gabbiani. Un racconto per immagini che inizia al ritorno, quando si mettono a posto scatti e pensieri, perchè gli attimi vanno vissuti senza la distrazione della condivisione istantanea. Buon Viaggio a chi vorrà, piano piano, qualche immagine per volta.

giardino del museo “La Piscine” di Roubaix, Belgio

“Come in un quadro di Hopper” Audinghen Francia

Faro ad Oostende Belgio

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Il profumo della sabbia…

Lo riposto. L’ho riletto per caso e mi sono rivista bambina, coi codini, il costumino a piccoli fiorellini, il fazzoletto in testa contro il sole, la pelle unta di crema, intenta a scavare una buca nella sabbia a riva in un pomeriggio di luglio di tanti anni fa. Accanto a me, a rivoltare secchielli per costruire torri, Papà. Mi manchi tanto,tanto, tanto…

L'Architettura è un fatto d'arte

IMPRONTE...

La sabbia ha un profumo di bambini.
Piccoli re in castelli circondati da fossati,
piccoli costruttori oggi, forse architetti domani.

Fanno guglie alla Gaudì, colando la sabbia intrisa d’acqua di mare,
fanno piste per biglie con cui giocano felici…i papà.

Costruivano forni dai quali usciva il fumo vero,
ma quella ero io, ed il papà era il mio…tanti anni fa.

La sabbia brilla per i suoi scintillanti cristalli,
brucia i piedi dei ragazzi che impavidi, vogliono guadagnare la riva,
brucia i piedini del piccolo che s’è avventurato fuori dall’isola sicura della sua ombra.

La sabbia fa girare le pale di mulini accondiscendenti, abituati anche all’acqua,
si presta a dare forma a biscotti che mangeranno pupazzi svestiti,
sporca l’acqua dei piccoli mari sicuri nelle piscine gonfiabili.

La sabbia “panava” i corpi di bambini unti di crema solare a cui era stato vietato il bagno, perché “è ancora troppo presto”,
ma quella ero…

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Rays of light…

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Raggi di luce in una foto senza post produzione.
Niente filtri, insomma, o ritocchi.
Raggi di luce di un tramonto d’estate,
di quelli belli da ricordare
per scaldare le giornate d’inverno.
Talmente belli da essere quasi stucchevoli, da cartolina o da pubblicità.
Da ritagliare ed incollate sul diario, quando ancora era fatto di fogli e sospiri.
Romantico e umido di salsedine per la sera che sta scendendo.
Cantato dai gridi dei gabbiani,
e dai cantautori degli anni 70.
A chiudere ombrelloni colorati
e una giornata che ne lascia sperarne un’altra,
anche se oggi l’aria sa di terra bagnata e il cielo fa prove d’autunno.
Ancora agosto,
almeno per un altro po’.

Un saluto.
Kali

(foto scattata a Marina di Cerveteri con lo smartphone)

Passi e pensieri d’estate…

E capita così, di fare una passeggiata in riva al mare. Due km e mezzo all’andata e altrettanti al ritorno. Lo so, perché runkeeper si inventa traguardi che io non ho mai stabilito: come deluderlo? Allora porto con me l’aggeggio e, oltre a camminare posso cogliere immagini, ma non sempre…
Un papà a spasso con la bimba di 10 anni…papà 2013 tatuatissimo bermuda-costume, iphon con un solo auricolare per rispondere alle domande della piccola. (La foto la dovete immaginare, perché le persone da vicino non le fotografo).
Spiagge libere colorate e neppure troppo affollate: ho cambiato zona quest’anno

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e qui è molto meglio, meno antropizzato, meno folla, spiagge libere più grandi, più parcheggio, soprattutto gratis, stabilimenti meno ghettizzati e ghettizzanti…Famiglie e giovani con bonghi e chitarre, che raccolgono la loro spazzatura (tutta) salvano il bimbo che si stava bruciando i piedi sulla sabbia e smettono di cantare dopo pranzo per il pennichella time.

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Ambulanti di vestiario, accessori, bikini, ciabatte, pareo colorati, il pannocchiaro, il grattacheccaro,

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il coccaro (!)…Avanti e indietro sotto il sole bollente, mai invadenti, ogni tanto si fermano insieme per due chiacchiere all’ombra, qualcuno di addormenta per qualche minuto

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e quando il “negozio sulle ruote” si ribalta, in più di uno accorrono in aiuto e le signore raccolgono la merce dispersa. Chissà, magari nella spiaggia libera, aiutarsi è più naturale…Poi ci sono i coatti di sempre, i personaggi in stile film anni 60 con Aldo Fabrizi e Ave Ninchi, gli aquiloni che disegnano il cielo, i Kiters, ossia i surfisti new generation: noi negli anni ’90 avevano il vento nelle mani, loro anche, ma le loro vele gareggiano tra i gabbiani.

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Poi finisce la giornata gli ambulanti vanno via

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noi arriviamo fino a Torre Flavia

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e tornando un tuffo nella memoria al tempo in cui l’estate era questa qui…

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Buona estate a tutti.
Kali

Ancora in tempo…

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Oggi non me la sono sentita, anche solo di pensare alle solite menate sul tempo che passa: una mia amica mi ha chiamata per farmi gli auguri…nonostante siano gli ultimi giorni di vita della sorella, molto più giovane di me, che sta morendo di cancro.

Mi ha fatto gli auguri come al solito, senza farmi pesare il suo dramma.
Perciò…
che il tempo passi leggero e lasci i suoi segni
che finché sono estetici basta togliere gli occhiali e l’effetto sfumino stile photoshop è garantito.
E riuscire a tenerlo sempre a mente!

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È stata una bella giornata.
Talamone e Tuscania.
Talamone ed il mare, la cucina di pesce, il panorama, le barche, il sole, l’estate.

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Tuscania e la Tuscia, la storia, le architetture, il parco sulle mura, le fontane con il loro canto d’acqua, i merli Ghibellini, i gerani ai balconi liberty e alle finestre medievali.
È rimasto un quarto d’ora: faccio in tempo a condividere qualche foto.
Grazie a Tutti coloro che si sono ricordati del mio compleanno, grazie ai promemoria, all’affetto o a tutti e due. Grazie a chi me li ha fatti con più mezzi e a chi me li farà domani, perché, tanto, c’è sempre tempo…almeno fin quando ce n’è.

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Buon Compleanno a me e grazie a Voi.
Kali

Diario dalla terra sicula #3

Fine agosto: è giunto il momento di completare questo diario, perché , di questo passo, finisce che lo trascino fino a Natale.
Ho approfittato del soggiorno siculo, per iniziare a ragionare sui lavori nella casa dell’Orso.
Brandendo il mio Sandokan (Gel all’aloe dopo puntura) ho sfidato le terribili Tigri (zanzare sicule DOC) e ho iniziato a fare rilievi e cercare soluzioni.
Purtroppo Sandokan faceva un baffo alle Tigri volanti e pure a quelle umane che, ogni due per tre, si affacciavano con la scusa di salutare ed esordivano con il più classico dei “che fai?”
La sauna sicula con l’agopuntura zanzaresco orientale!
Come che faccio?
Che faccio con matita, fogli, cordella metrica, flessometro e faccia pensierosa di chi sta già vedendo l’ambiente rivoluzionato?
Faccio pilates?
Sono sicura che quando i lavori inizieranno, gli stessi spunteranno per ammirare i progressi e prodursi in suggerimenti&consigli, ma questo è il “colore” dei cantieri.

Sono stata un po’ in Bulgaria, un po’ in Messico ed in fine in Russia!
Grazie a L., la mia cugina acquisita dell’est, che mi ha invitata ad un festival tenuto da rappresentanti di queste tre nazioni. Così, guardando i Bulgari e le loro danze ho sorriso pensando ad Aldo, Giovanni , Giacomo e Marina Massironi ai tempi di “Mai dire Gol”, con i Messicani ho sognato Banderas in Zorro e Speedy Gonzales a caccia di cacio e la Russia con la danza delle spade e le arie note, mi ha portato una ventata gelida dalla Siberia che, visto il caldo, non era per niente spiacevole!
La granita di caffè con panna e brioche, mangiata sulla terrazza sul mare del bar di amici dell’Orso, ha sempre un sapore per il quale non mi bastano gli aggettivi.

Foto presa dalla rete: quando ho questa delizia davanti…non ce la faccio a fotografarla! *SLURP!*

 Mangiarla è un’arte: c’è chi, come me, adOOOOOOOOra scavare un passaggio tra la panna per arrivare ad intingere la brioche nella granita, senza alterare l’equilibrio estetico del capolavoro ghiacciato e chi, come l’Orso e mio nipote, ben sapendo che stanno per fare una cosa che mi farà inorridire, dapprima fingono di imitarmi per poi guardarsi complici e…iniziare a fare un “mischio immondo” che neppure una betoniera!

Il mare è stato bello come non mai, quest’anno anche senza le meduse sgradite ospiti.

Purtroppo il tempo per gironzolare come da fidanzati, è finito stritolato dagli impegni e dalle incombenze, così non ci siamo allontanati molto, neppure per affacciarci dalla terrazza di Taormina.

Gli incendi sono stati una costante, anche se, per fortuna, non sono arrivati a lambire la casa.

AL FUOCO!

ARRIVANO I NOSTRI!

RIFORNIMENTO…

“SWOOOSH!” Primo lancio…

“CLAP! CLAP!” (…e un ringraziamento speciale al 55-250mm)

DI NUOVO A FARE RIFORNIMENTO…

La partenza per il rientro,  è stata super intelligente!
Il primo sabato dopo ferragosto!
Due geni!
Un’ora e mezza di fila per salire sul traghetto di Caronte (!), un’ora e mezza fermi a Frascineto in Calabria, con le persone che scendevano dall’auto come nel film “Benvenuti al Sud”,

“BENVENUTI AL SUD” (foto schifosa controluce scattata col cell)

rallentamenti un po’ qui un po’ la…per un totale di 12 ore di viaggio: considerando che il nostro record è 16 ore: non possiamo lamentarci.

Naturalmente non è mancata la tristezza, le mancanze, i ricordi dello scorso anno e tutto il corredo di pensieri che se non ci fossero, renderebbero il soggiorno molto più piacevole..ma tant’è.

Bye Bye terra sicula: alla prossima!