Ci sono amiche che…

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Ci sono amiche con le quali hai diviso un pezzo importante di cammino, ma che non vedi da anni, eppure le “senti”.
A. è una di queste.
Non manca ricorrenza che non ci si scambi un messaggio, una telefonata. Eppure, i chilometri che ci dividono sono solo un centinaio…
Ci potremmo vedere, tornare sotto i due pini e guardate il sole che tramonta dietro la cupola di San Pietro, a ridere ricordando quella volta che, per pranzo, ci siamo mangiate una mega porzione di lasagna e poi siamo stramazzate sui libri di statica, tra i rimproveri di L. compagno di studi, che ce l’aveva pure detto di stare leggere, altrimenti ci sarebbe venuto “l’abbiocco”.
Lui, uomo lungimirante, s’era accontentato di un’insalatona, noi donne che tentavamo di star sveglie coi caffè della macchinetta, perché si sa, le reazioni vincolari, non sono particolarmente “eccitanti”.

Ad A. avevo mandato gli auguri per l’otto marzo. In serata ero a passeggio sul lungolago, ammirando uno degli struggenti tramonti, quando mi è arrivato un suo messaggio.

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Sunset

Le era morta la madre…
Oggi l’ho chiamata…
Volevo confortarla, offrirle tutto il sostegno possibile, anche professionale, anche raggiungendola nella sua città.
Abbiamo parlato a lungo.
L’ho sentita sorridere, quando le ho detto “vengo a studio da te?”
(e ci voglio andare comunque, anche solo per bere un caffè insieme).
Volevo parlasse solo lei, delle sue cose. Ci ho provato in tutti i modi, ma con A. non si scappa: può esserle anche franato il mondo addosso, ma non mi lascia mai chiudere una telefonata senza avermi chiesto “E tu? Che mi racconti?”.
Ecco, ci sono persone che ti travolgono coi loro problemi, dopo un “come stai” detto per abitudine, e poi c’è A. che, da sotto un treno, quella risposta la chiede con insistenza.
“Sto bene. Un abbraccio e a presto.”

Kali

IL MIO PRIMO REPOST: “Napoli si è scordata di Pino Daniele”

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Ho scritto di Pino Daniele nel mio primo post su FB poco dopo la mezzanotte del primo dell’anno. L’avevo appena visto su Rai1, in quella trasmissione dall’aria discount, tra vintage e low cost. Trovarci l’autore di tante colonne sonore delle mie nottate al tavolo da disegno, mi aveva sorpresa. Avevo pensato alla stranezza di trovare D’Alessio a Piazza del Plebiscito e Daniele ai piedi del Monte Bianco. Strano, ma non tanto, pensavo. Perché, anche secondo me, Napoli aveva dimenticato Pino Daniele e pure molti di quelli che, alla sua morte, si sono lanciati in accorati “coccodrilli” sui social. Ricordo le critiche  per il fatto che “appariva distante sul palco”, dimenticando che era cardiopatco…O perché aveva scelto di vivere a Roma. Pino Daniele l’ho conosciuto in primo liceo. Ero al mio primo sit-in.  Corridoio del Provveditorato. Volevano smembrare la nostra classe. Adolescenti in rivolta pacifica ed un compagno con uno dei primi walkman. Dentro suonava “Vai mo’”…e la nostra classe non fu più divisa.

L’anno è iniziato con un tuffo indietro nel tempo, struggente e nostalgico. Mai avrei pensato sarebbe stata la sua ultima esibizione dal vivo.

Mi piacevano le sue sonorità blues, le sue ricerche, le sue collaborazioni, le canzoni “strappa-anima” e quelle allegre, che mi facevano posare le chine e dondolare in quelle lunghe notti, che sognavano albe nuove e piene di speranze.

Oggi ho trovato questo post, grazie a “Repubblica XL” su fb ed ho pensato che avrei dovuto condividerlo, perché  allora, quel senso di oblio, non era stata solo una mia sensazione.

Ciao Pino e, a voi, Buona Lettura

Napoli si è scordata di Pino Daniele.

Since 2006…

Cerco un libro..

Cerco un libro che parli di luoghi lontani, fatti di boschi e pianure, di alberi e acqua, di orizzonti, insomma un libro di viaggio capace di far immaginare posti stupendi nei quali sognare di fare un viaggio…prima o poi.

Pensavo a qualcosa sul Canada, L’Alaska, o il Nord Europa.
Avete un consiglio?
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Iniziava così questo viaggio,
sette anni fa.
Continua, a fatica, ma continua.
Non mi va di fare bilanci,
ne di ripetere cose che, forse, avrò già scritto in occasione di questa ricorrenza.
Non so perché quest’anno me la sia ricordata…
Addirittura avevo fatto un promemoria.
Speriamo non sia un brutto segno: stanotte ho sognato (o meglio, ho avuto un incubo) di avere ancora solo un mese di vita…
Magari comincio a salutare.
…o a fare scongiuri.
Sarà che in queste ultime due settimane sono andata in piscina tutti i giorni…magari il cloro ha effetti collaterali: mi si è candeggiato il cervello e il subconscio!
Bando ai pensieri lugubri.
Auguri Blog!
Sei in seconda elementare!

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Che la Primavera sia con Voi!
Kali