Un tempo piccolo…


“Diventai grande in un tempo piccolo
mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico
rotolai in salita come fossi magico
toccando terra rimanendo in bilico
diventai un albero per oscillare
spostai lo sguardo per mirare altrove
cercando un modo per dimenticare
dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo
ingannai il dolore con del vino rosso
buttando il cuore in qualunque posto
mi addormentai con un vecchio disco
tra i pensieri che non riferisco
chiudendo i dubbi in un pasto misto
dipinsi l’anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle in un tempo piccolo”

Mi piacciono moltissimo i Tiromancino, da sempre.
Li considero alla stregua degli Stadio.
Una voce riconoscibile, dei testi mai banali, delle musiche piacevoli.
Non sapevo che questo testo fosse stato scritto da Califano.
Non amavo il cantante, ma alcuni testi mi sono sempre piaciuti.
Forse perché sono poesie.
Insomma, mai farsi influenzare dalle apparenze:
meglio cogliere l’essenza delle cose.
E Roma… è davvero una città meravigliosa.

dipinsi l’anima
su tela anonima…”

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San Bonaventura. Bernini. 1677 -1679. Monterano Antica. Riserva Naturale
di Canale Monterano

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POESIA DORSALE

 

 

POESIA DORSALE (link al sito ufficiale)

Una sorta di gioco,
di puzzle letterario.
Comporre versi, impilando libri e leggendone i titoli.
TUTTA COLPA DI NANDO,

ingegnere insonne e cervellotico!
(HE! HE!)
Se morite dalla voglia di saperne di più…
cliccate sul link del titolo o su quello di Nando,
ma attenzione!
Se passate da lui e vi vede…
coinvolge anche voi!
(HE! HE!)

Io di "Poesie dors-ali" ne ho composte quattro,
ma visto che ho i brevetti da Istruttore di nuoto, freschi di rinnovo, ne avrei composta anche una Crawl-ali, una ran-ali ed una farfall-ali…
ma ve le risparmio!

(Questa l’hanno capita in due, anzi, forse l’ho capita solo io!)

Insomma, metto tutte e quattro le mie POESIE DORSALI:
fatemi sapere quale vi…
fa meno orrore!


 

DONNE

Ines dell’anima mia, una donna:
  ritratto in seppia,
lo scialle andaluso
cent’anni di solitudine.

Quando tutte le donne del mondo:
piante selvatiche
mille splendidi soli


 
 
MALINCONIA

La bella estate,

la luna e i falò,
ossi di seppia,
giro di vento
…ed è subito sera.


 
 
 
CONFUSIONE
 
L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello
due di due,
cronache di poveri amanti.
 

 
 
 
QUESTIONE MERIDIONALE
 
Conversazione in Sicilia.
"Cristo si è fermato ad Eboli!"


SOPRAVVISSUTI?
Allora…
BUON FINE SETTIMANA E…
BUON ALBERO DI NATALE!
 
Kali
 

Maestrale..

Eugenio Montale
MAESTRALE

S’è rifatta la calma

nell’aria: tra gli scogli parlotta la maretta.

Sulla costa quietata, nei broli, qualche palma

a pena svetta.

 

Una carezza disfiora

la linea del mare e la scompiglia

un attimo, soffio lieve che vi s’infrange e ancora

il cammino ripiglia.

 

Lameggia nella chiaria

la vasta distesa, s’increspa, indi si spiana beata

e specchia nel suo cuore vasto codesta povera mia

vita turbata.

 

O mio tronco che additi,

in questa ebrietudine tarda,

ogni rinato aspetto coi germogli fioriti

sulle tue mani, guarda:

sotto l’azzurro fitto

del cielo qualche uccello di mare se ne va;

né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:

"più in là"!

Impazzire di luce..

Portami il girasole ch’io lo trapianti

 

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,

si esauriscono i corpi in un fluire

di tinte: queste in musiche. Svanire
é dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze

e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

Eugenio Montale

 Ossi di Seppia

Il mare sorride lontano.

LA BALLATA DELL’ACQUA DEL MARE
 
Il mare sorride lontano. Denti si spuma labbra di cielo.
– Che cosa vendi, fosca fanciulla, con i seni al vento ?
– Vendo, signore, l’acqua dei mari.
 – Che cos’hai, giovane negro mescolato nel sangue ?
 – Ho, signore, l’acqua dei mari. – Queste lacrime salmastre, da dove vengono ?
 – Vengono, signore, dall’acqua dei mari.
– Cuore, questa amarezza profonda, da dove nasce ?
– Dall’amara acqua dei mari.
Il mare sorride lontano. Denti di spuma labbra di cielo.
 
– Federico García Lorca: Libro de poemas; 1919
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La balada del agua del mar
 El mar sonríe a lo lejos. Dientes de espuma, labios de cielo.
– ¿Qué vendes, oh joven turbia con los senos al aire ?
– Vendo, señor, el agua de los mares.
– ¿Qué llevas, oh negro joven, mezclado con tu sangre ?
 – Llevo, señor, el agua de los mares.
– Esas lágrimas salobres ¿de onde vienen, madre ?
– Lloro, señor, el agua de los mares.
 – Corazón, y esta amargura seria, ¿de dónde nace ?
– ¡Amarga mucho el agua de los mares.
 El mar sonríe a lo lejos. Dientes de espuma labios de cielo.
 
 Federico García Lorca Libro de poemas 1919
 

 

UNA POESIA

Io non sono
che lo sforzo per esistere
qualcosa che arranca
 nel nulla quotidiano
per giungere alla sponda dell’essere
mille volte ricade
mille volte ritenta
s’arrampica s’aggrappa
e sa che non avrà
se non questo tormento
e che saperlo una volta
non è saperlo per sempre
sempre bisogna imparare daccapo
con sudore e con lacrime.
 
"IL NULLA QUOTIDIANO"
Gianni Rodari