Buon Compleanno Bab

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Buon primo compleanno di questa nuova esistenza, fatta dei nostri pensieri per Te, nei nostri ricordi di Te, di lacrime e cuori stracciati in mille coriandoli dolorosi.

Buon primo compleanno senza Te, che manchi a noi, impotenti davanti al dolore della tua mamma e della tua nonna.

Buon Compleanno, mentre ricacciamo indietro le lacrime, per non perderci l’immagine di Te che galoppi felice e finalmente in salute.

Buon Compleanno piccola donna guerriera: Tu non hai perso: sei andata a combattere altrove.

Auguri INipotA

Ci manchi tanto.

Dacia Maraini

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È stato un pomeriggio interessantissimo: nella Biiblioteca del mio paese c’è stata Dacia Maraini.  Ha detto cose bellissime, ha raccontato pezzi di storia e della cultura, ha risposto a tante domande, ha dispensato sorrisi e dediche sui libri,  indifferentemente che fossero copie dell’ultimo o volumi un po’ ingialliti, tirati giù dalle librerie di casa. Bello. Davvero Bello!
Ha presentato il suo ultimo libro, ma raccontato anche molto altro.
Il libro è  “Chiara di Assisi. Elogio alla disobbedienza”. Non un libro sulla storia della Santa, ma il racconto della scelta di una donna benestante del duecento che decide di essere libera (rispetto alla condizione sociale che le imponeva il suo rango ed il periodo) lasciando tutto e fondando un convento con regole molto rigide, ma senza pene e punizioni (le Clarisse). Senza proprietà, senza riconoscere il potere della Chiesa, dalla quale non accetta finanziamenti,ed in contrapposizione con la Chiesa stessa. Amica di Francesco, del quale condivideva gli ideali, ma non subordinata a Lui.
Naturalmente l’ho comprato e fatto autografate, perché il Kindle è bello e pratico…ma non puoi portarlo ad un autore per farlo firmare! 😉
Lo leggerò e vi farò sapere.
Un saluto a tutti.
Kali

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Piccole gioie...

Malistezza…

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La “malistezza” è la malinconica tristezza che arriva in giorni così.
Perché se fino a tre anni fa, facevo in modo di portarti bignè e fresie (che adoravi), oggi ho potuto portarle solo alla tua foto e all’urna, ricordo polveroso di quello che eri.
E i bignè li ho portati a Mamma, ma ho contato anche Te, sia mai ci rimanessi male.
E non è vero niente.
Le balle sul tempo, la vicinanza…balle.
Te ne sei andato e, questa è l’unica verità.
Sta arrivando la primavera.
Ho scattato qualche foto con lo smartphone, quindi non sono il massimo.
La passione me l’hai trasmessa Tu, insieme agli insegnamenti.
Ti dedico questi scatti: credo ti sarebbero piaciuti.

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Non eri solito farmi complimenti, ma i due più belli erano “sei una bella penna” e, riferendoti alle fotografie “l’allieva ha superato il maestro”.
Non è vero e te lo dicevo.
Auguri Papà.
Ovunque…
Kali

Ci sono amiche che…

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Ci sono amiche con le quali hai diviso un pezzo importante di cammino, ma che non vedi da anni, eppure le “senti”.
A. è una di queste.
Non manca ricorrenza che non ci si scambi un messaggio, una telefonata. Eppure, i chilometri che ci dividono sono solo un centinaio…
Ci potremmo vedere, tornare sotto i due pini e guardate il sole che tramonta dietro la cupola di San Pietro, a ridere ricordando quella volta che, per pranzo, ci siamo mangiate una mega porzione di lasagna e poi siamo stramazzate sui libri di statica, tra i rimproveri di L. compagno di studi, che ce l’aveva pure detto di stare leggere, altrimenti ci sarebbe venuto “l’abbiocco”.
Lui, uomo lungimirante, s’era accontentato di un’insalatona, noi donne che tentavamo di star sveglie coi caffè della macchinetta, perché si sa, le reazioni vincolari, non sono particolarmente “eccitanti”.

Ad A. avevo mandato gli auguri per l’otto marzo. In serata ero a passeggio sul lungolago, ammirando uno degli struggenti tramonti, quando mi è arrivato un suo messaggio.

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Sunset

Le era morta la madre…
Oggi l’ho chiamata…
Volevo confortarla, offrirle tutto il sostegno possibile, anche professionale, anche raggiungendola nella sua città.
Abbiamo parlato a lungo.
L’ho sentita sorridere, quando le ho detto “vengo a studio da te?”
(e ci voglio andare comunque, anche solo per bere un caffè insieme).
Volevo parlasse solo lei, delle sue cose. Ci ho provato in tutti i modi, ma con A. non si scappa: può esserle anche franato il mondo addosso, ma non mi lascia mai chiudere una telefonata senza avermi chiesto “E tu? Che mi racconti?”.
Ecco, ci sono persone che ti travolgono coi loro problemi, dopo un “come stai” detto per abitudine, e poi c’è A. che, da sotto un treno, quella risposta la chiede con insistenza.
“Sto bene. Un abbraccio e a presto.”

Kali