Spie…

Sono sempre lì, solo che, a volte, decidi di non vederle.
Le ignori, per comodità, per pigrizia, perché pensi che, in fondo, sia meglio così.
Ma loro ci sono.
Rimangono nell’ombra, aspettano.
Quando non ci pensi più:
colpiscono!

Allora decidi che è giunto il momento di reagire con determinazione.
Un atto di forza.

Ho iniziato riscivendomi in piscina: prima piano, adesso sono a 80 vasche, due chilometri in un’ora: c’ho un’età e quindi, non mi posso lamentare.
Poi ho iniziato a puntare la sveglia all’alba nei week end e, complice un Abruzzo abbondantemente innevato, ho sperimentato ciaspolate naturalistiche nel Parco Nazionale,

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Ciaspole...tacco 12!

giornate sugli sci, che avevo abbandonato da sei anni,

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Bianco&Blu

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Ombre

trekking fotogragici-naturalistici in parchi e riserve.

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Risvegli...

Sono fine settimana impegnativi fisicamente, insomma non ci si riposa, ma i benefici di stare all’aria aperta, fare sport, movimento, foto, esperienze ed amicizie, ripaga dello sforzo e delle ore di sonno perdute.

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Oasi.

Lo scorso fine settimana il nipotONE era qui.
Ieri mattina, prima di partire per tornare all’Aquila dove studia, mi ha detto “zia hai trovato il modo di mettermi KO!”.
Eh, già perché dopo la mega passeggiata di venerdì ad Ostia, Sabato ha affrontato la sua prima giornata di sci.
Mattina lezione alle 9 poi su e giù per le piste con noi fino alle 16.30: stramazzato durante il viaggio di ritorno.
Domenica sveglia all’alba e trekking fotografico-naturalistico nella riserva naturale del lago di Vico: stramazzato nel viaggio di ritorno e a letto alle 23, praticamente strisciando sui gomiti.
Ah…il “cucciolo ventenne” studia scienze motorie! 😀
Tornato a l’Aquila mi ha mandato un messaggio ringraziandomi per il fine settimana “distruttivo ma bello e molto movimentato” nel quale si è “scialato assai assai” (trad.divertito moltissimo).
Che dire?
È bello quando certe spie…si accendono e ci ricordano che, là fuori, ci sono un sacco di cose belle da fare, basta solo organizzarsi e vincere la pigrizia.
Un saluto a Tutti.
Kali

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I miei adorati "tulippi"

[Tutte le immagini sono ©]

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Ladro!

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Questa è la foto tessera del nipotONE!
Quel LADRO ha rubato un 75!
Non so che grimaldello abbia usato…di sicuro non lo studio!
Avrà fatto il “piacione” con le prof? La faccina da cucciolo bagnato? Mah…
Comunque quel 75 (rubato) adesso è suo!
Ho un nipotONE “maturo” ed io sono una zia un po’ str***a, ma questo lo so!
Vabbe’ auguri Einstein de noantri (sta gongolando neppure avesse preso 100!): buona fortuna!
F.to:
Zia KalONZA.
😀

…e la prima è andata!

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Brano di conversazione via Viber col nipotONE, al ritorno dalla sua prima prova scritta dell’esame di maturità.

E: E la prima è andata
ZIA KALI: Racconta!
E: Saggio sul cervello.. la prof ha detto che testi erano un po’ “streusi” questo e un altro di ambito politico si potevano fare io ho scelto scientifico.. poi c’era un tema storico e analisi del testo di Magris
Z.K.: Se il soggetto era autobiografico…siamo spacciati! Uahhhhhhh!
E: Ahahahaha
Z.K.: Cervello: questo sconosciuto…
Ci avrei giurato che non avresti fatto l’analisi del testo!
E: Nemmeno lo abbiamo fatto sto Magris. Comunque ho fatto 4 colonne.
Z.K.: 4 colonne! Cavolo ti sei spremuto le meningi
E:  ahhhahhhaaa! Si!
Z.K. Dove vi siete fermati col programma? A Dante? 😀
E: Noo Manzoni 😉
Z.K.: Ahhh almeno alla prima metà dell’ottocento ci siete arrivati! (Che vergogna!)
E: Ahahahaha ma dai no abbiamo fatto fino a 900
Z.K.: Beh Manzoni …è morto prima! 😦
E: Vabbe tu mi parli di Dante
Z.K.: MA CHE STAI A DIIIIIII SOMARO COL BOTTO!
E: È vero
(Ndr: L’oracolo Wikipedia deve essere arrivato in soccorso per limitare i danni…)
Z.K.: Manzoni è morto nel 1873! Dante all’inizio del trecento! Oh my God!
E: Abbiamo fatto fino a Svevo, Montale…
Z.K.: Ahhhhh ma allora al secolo scorso ci siete arrivati! Cavolo mi dici Manzoni!
E: siiii
Z.K.:Ma dov’eri quando spiegavano il 900? Al cesso? 😀
E:  Mmm sii 😀
Z.K.: Ci avrei giurato! 😀
(…)
____________________________
Tralascio il resto…
Che zia Kali fosse notoriamente una scassa balle, lo sapevate già.
Tuttavia la conversazione si chiudeva con i rimandi a lupi e balene, nonché con il famoso grido di battaglia: DAJE! …e la citazione di Zoro, al secolo Diego Bianchi e del suo Gazebo.
Che dire? La letteratura italiana “non sarà mai il suo mestiere” (citando Venditti) oppure ha una “leggerissima” confusione in testa…anzi nel CERVELLO, quello che, spero, abbia messo nel tema!
Speriamo bene!
DAJE!
Alla prossima!
Kali

P.S.
Sono una zia anomala, lo so. Ma lui è il mio nipotONE e…io può! 😉

(…)tuo padre sembra Dante e tuo fratello Ariosto (…)

Tutti gli anni, Venditti ci ricorda quei momenti. Quando l’anziano e bravissimo prof di consolidamento all’università, mi confessò di sognarlo ancora, mi  sembrò così umano…e io un po’ meno scema!
Ancora oggi capita, anche se molto meno e nel sogno mi dico “alza la testa: la tua Minerva*  è lì e non te la leva nessuno!
Ma quel pomeriggio caldo e lunghissimo, passato al tavolo di cucina e io non studiavo mai li, lo ricordo come fosse ieri. L’italiano era la mia materia preferita, me la cavavo bene, non avrei dovuto avere problemi…facile a dirsi. Scrivi, scrivi, ripassa, annota, sfoglia…un secolo fa.

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Immagine presa dalla rete

Adesso tocca al nipotONE.
Cavolo! Ma non hanno suonato ieri le campane a festa per la sua nascita? Dove sono finiti questi quasi 19 anni?
Mammamia!
Spero l’italiano gli sia diventato un po’ più digeribile…
Spero vada bene.
Poi studierà per il test d’ammissione a fisioterapia…niente Architettura, per fortuna!
In bocca al lupo a tutti.
Zia Kali

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Immagine presa dalla rete

*La Minerva campeggia sul magico “foglione” di chi ha lottato e vinto alla Sapienza di Roma.

Diario dalla terra sicula #2

Cari amici liquesi rieccomi qui.
La settimana di ferragosto è stata impegnativa, per il ritorno a casa dalle ferie balneari dei nipoti INI e ONE.
Finita la pacchia-pace!
“Ziaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!”
“Ziooooooooooooooooooooo!”

Così, tra gelati, giostre e spiaggia, le giornate sono state senza un attimo di respiro.
In compagnia dei due più piccoli e con la completa latitanza del famoso nipotONE.
Come previsto e giusto, il quasi diciottenne, preferiva la compagnia dei suoi coetanei  e  scorribande notturne, falò di ferragosto, pomeriggi  al mare…
Ma la mia goduria era sbrandarlo dopo le notti brave, per ricordargli che aveva promesso allo zio Orso di dargli una mano in qualche faccenda pesante.
Dopo ripetute cuscinate e minacce di “smutandamento”, al grido: “sta arrivando lo Zio” del fratello più piccolo complice della perfida Zia, si alzava ed in una specie di trance e ad occhi ancora chiusi, metteva in azione tutta la sua giovane energia per la missione da compiere, salvo poi, farsi una doccia e tornare in letargo fino all’ora di pranzo.

Il NipotONE è andato in ferie con la famiglia, ma già dopo pochi giorni, smaniava per tornarsene a casa dai suoi amici (Amici o …FIMMINE? Secondo me, FIMMINE!)
Per ammazzare la noia s’era portato la mountain bike e macinava chilometri su chilometri, fino ad arrampicarsi per ben due volte in cima a Tindari (la salita è davvero ardua, soprattutto sotto il sole)
Alla mia domanda:
“E. hai iniziato a fumare?”

(Anche se il mio naso infallibile mi diceva di no…)
Rispondeva:
“Zia se fumassi, secondo Te, riuscirei ad arrivare a Tindari in sella alla bici?”
Logica schiacciante…
Spero che l’animo sportivo di Karateka, lo preservi dal fare cavolate tipiche dell’età…
Dimenticavo…
da Tindari mi ha portato un magnete!
Il mio nipotONE mi ha portato il primo souvenir della storia!
MITICO!
Zompavo di gioia…e anche se l’oggetto, a forma di stella marina blu in resina, è indiscutibilmente ORRIBILE… non glielo dirò MAI!
♥ AMMMMORE DI ZIA SUA! ♥
E mi ha anche recapitato A MANO una cartolina!

Volete vedere che mi ha scritto?

PROFONDO EH?
Vabbe’ che quest’anno non ha preso alcun debito scolastico, ma pretendere ADDIRITTURA uno sforzo cerebrale in vacanza e dopo l’ascesa in bici…
SAREBBE DAVVERO TROPPO!
😉

La zia muratorA

 S: “Zio, è vero che adesso Zia aggiusta la casa della nonna?”

Orso: “???”

S. “Siiiii! La Zia, la Zia! Adesso viene e l’aggiusta!”

Orso: “Guarda che la Zia mica fa il muratore! La zia farà il progetto, poi chiameremo gli operai e la casa della nonna verrà aggiustata”

S: “ Ah! Ma allora non l’aggiusta la zia!”

Orso: “No la zia fa l’architetto…”

S: “Architetto? E che fa l’architetto?”

Zia Kali: “la muratorA!”

Il piccolo S. deve aver sentito parlare i “grandi” ed ha interpretato a modo suo.
La casa della nonna è quella di Papà Orso.
Forse qualcuno di voi ricorderà la frana di Giampilieri dell’ottobre 2009 QUI le foto
e Qui (1 , 2 , 34)  i racconti
Adesso la casa è in zona “verde” e possono iniziare i lavori.
Vogliono che sia io ad occuparmi del progetto e di seguirli.
Inizieremo dalla parte bassa, quella invasa dal fango.
Successivamente (un po’ per volta) “saliremo”.
I lavori sono tanti…
Come pure le aspettative.
Speriamo bene…
Devo iniziare il progetto: prevedo un’estate di lavoro con trasferta annessa.
Molti non sono tornati, tanti non ci sono più.
Qualcuno resiste, qualcuno riapre le attività.
Ancora tante transenne, tanti lavori.
Sulla montagna continuano ad operare…spero bene.
Per ora ho visto tanto cemento, barriere, sottopassi per l’acqua, un’intera zona da demolire per fare da “via di sfogo”per eventuali frane e fiumi d’acqua e fango.

Nell’immediatezza della tragedia se parlavi a qualcuno di Giampilieri, ti rispondeva “Ah, si quello della frana per colpa dell’abusivismo” GRRRRRRRRRRRRRR!
(Vi rimando al primo link per sapere cosa ne penso a proposito) adesso, nessuno ricorda più.
Io si.

Tornarci è sempre un dolore.
Entrare nella casa dell’Orso un pugno allo stomaco.
Se Papà Orso non fosse morto prima, sicuramente sarebbe stato travolto dal fango in casa sua o per strada al ritorno dalla partita a carte con gli amici.
Nemmeno questo pensiero aiuta a stare meglio, ovviamente.
Adesso lo troverò sulla porta, insieme al mio, a dirigere i lavori e se mi fischieranno le orecchie…
saprò il perché.

Le foto di Giampilieri e del disastro ve le ho già linkate
Vi lascio una foto scattata a L’Aquila durante il mio sopralluogo raccontato nel post “mi accompagni?”
Accanto alle tante chiavi lasciate sulle transenne c’era anche un cartello che diceva

“Queste sono le chiavi delle nostre case, appese alle transenne come le nostre speranze”

A Giampilieri qualcuno la speranza l’ha persa, altri la stanno ancora cerando.
Kali