SI!

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Immagine presa dalla rete

 

“E’ una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. E’ una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttare via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza.

Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

Il Piccolo Principe”

È  la ragione fondamentale che ha guidato la mia scelta per il voto al referendum, insieme alla repulsione per le negazioni usate in casi come questi in cui NO è chiusura, ostacolo,

SI è tentativo di cambiare, iniziando da adesso, non quando “avròunlavoralacasacisaràilsolefaràmenofreddoaspettiamol’annonuovo”.

SI è voglia di provarci, con tutte le incognite ed i rischi.

SI è vincere la paura anche di sbagliare.

SI è assumersi responsabilità che non si vogliono rimandare e demandare.

SI perché molti di quelli del NO prima erano per il SI, ma poi ne hanno fatto un fatto politico.

SI perchè il mio voto non può, ideologicamente parlando, essere  mai sommato a certi NO.

SI perchè Renzi non piace neppure a me, ma non stiamo votando per questo.

SI perchè condivido alcune ragioni del NO, ma quelle del SI mi convincono di più.

SI perchè sono state scritte troppe balle sulle catastrofi che si abbatterebbero su di noi se vincesse il SI.

SI perchè ero tentata dalla scheda bianca, ma ho deciso, appunto, di pensare positivo e sperare nel cambiamento.

E mi sono presa la responsabilità ed il rischio di fare questo post, nonostante sappia che la maggioranza dei miei contatti, probabilmente, voterà diversamente, proprio per dimostrare che io, NON HO PAURA DEL SI!

P.S.
e SI perchè ho fatto una ricerca per vedere se  ci fossero vignette, non dico contro il no, ma almeno a favore del si e ne trovata una sola e secondo me, anche questo è un segnale.

 

vignetta-staino-sinistra

Immagine presa dalla rete

 

Buon Compleanno Bab

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Buon primo compleanno di questa nuova esistenza, fatta dei nostri pensieri per Te, nei nostri ricordi di Te, di lacrime e cuori stracciati in mille coriandoli dolorosi.

Buon primo compleanno senza Te, che manchi a noi, impotenti davanti al dolore della tua mamma e della tua nonna.

Buon Compleanno, mentre ricacciamo indietro le lacrime, per non perderci l’immagine di Te che galoppi felice e finalmente in salute.

Buon Compleanno piccola donna guerriera: Tu non hai perso: sei andata a combattere altrove.

Auguri INipotA

Ci manchi tanto.

Lilium

Lilium nel giardino di Mamma la scorsa primavera

Gentili accademici integrali,
gentile maestra degli errori belli,
gentile bimbo che mai avresti pensato la “furbata”, stavolta, ti avrebbe fatto assurgere agli onori dei social,
gentili voi, che rendete virale ogni bazzecola a colpi di like e condivisioni,
gentile popolo italico che partendo dall’ignoranza, anche laureata, coni parole ogni giorno, uccidi la lingua e massacri i verbi…
spero che arrivi un gregge di pecore e bruchi tutti i fiori.
Ora Basta.
Grazie.
Kali

(IN)competenze

Sarà un caso, ma ultimamente mi capita di imbattermi in esempi di inaspettata incompetenza sul lavoro.
Medici che non sanno riconoscere una frattura, ingegneri che non riconoscono la causa del cedimento di un pilastro, istruttori di fitness che confondono muscoli ed ossa, psicologi che a vedere come si comportano e ragionano, li scambieresti per loro pazienti, architetti (palazzinari) che calano i loro progetti fotocopia su qualunque territorio  senza tener conto di affacci ed orientamento, così che finiscono per dotare il bagno di servizio della vista mare ed il soggiorno di quella muro di confine, per giunta a nord.
Poi ci sono le maestranze…
Dotate di fantasia mirabolante pronta ad elaborare tali giustificazioni per i loro misfatti che, se non ci fosse da piangere, sarebbero esilaranti.
“Archite’ io i disegni li butto! ‘na vorta che ho capito, nun ce faccio più Gnente. State tranquilla! Ce penZo io!”
E quando dicono così, io tranquilla proprio non ci sto.
E dire che non si trattava di costruire il Guggenheim di Bilbao, ma tre muretti realizzati con mattoncini di Clinker (o Klinker, come preferite) a sostegno di un lavapanni ed la creazione di un vano per la lavatrice.

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Schizzo da cantiere

“Guarda il disegno” (schizzo fatto al volo, stampato dal tabaccaio ed arricchito di note a mano per essere più chiara possibile), “basta che conti i mattoni. Ti do pure i prospetti e la vista dall’alto” (sempre in modalità basic, nulla di architettonico, roba da cantiere).
“Ho capito Archite’!”
Pure un po’ scocciato…si sa, le maestranze sono suscettibili, loro SANNO, l’arch. non capisce un tubo, poi se è donna, ancora meno. 😉
Risultato parziale:

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Aaaargh!

Non è un effetto ottico!
I muri sono storti! Non solo non sono ortogonali alla parete di fondo, ma “spanciano”.
State ridendo?
Io meno.
Dico io, se un MURATORE non sa fare un MURO…

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Immagine dalla rete

Seguirà demolizione e ricostruzione e, stavolta, spero il filo a piombo lo usi per costruire il muro e non per fare vaticini!
Vi racconterò della scusa del fabbro che non sapeva prendere le misure…
Ripassate da qui: c’è da ridere! 😉
Un saluto.
Kali

P.S.
Dimenticavo di dirvi che, di fronte al “capolavoro” ho chiesto all’artefice: “cosa c’è che non va?”

Ha esitato un po’, poi ha risposto:
“È storto, lo so!”

“Ahhhh lo sai? E che pensavi? Che sarei arrivata qui con la bacchetta magica e lo avrei sistemato con un bidibibodibibu?”

Naturalmente, questo è rimasto solo un pensiero.
Aveva provato a suggerire una “soluzione”, ma “soluzioni furbe” potrebbe essere l’oggetto di un altro post. 😉