#IamAnArchitect 

Una pagina FB dedicata alle “donne architetto” (e già la distinzione di genere mi procura l’orticaria) continua a ricordare che, l’Accademia della Crusca, ha riconosciuto il termine “Architetta”, che a Bergamo, l’Ordine ha dato il permesso di utilizzare il termine sul timbro.
Ciclicamente ripropone gli stessi argomenti. Ciclicamente ci indignamo. Oggi ho letto anche l’indignazione di colleghe ingegneri, avvocati e di un collega architetto solidale con noi, che rivendichiamo il diritto di NON declinare il titolo.
Ad una collega che ci invitava a consultare il dizionario ho risposto:

“Il vocabolario ha subìto un aggiornamento frutto anche di queste “battaglie” che non toccano la sostanza del problema. Prendine uno più datato e vedrai. L’accademia della Crusca si è pronunciata e allora? Sono architetti? Sono me e tutte le colleghe che qui e non solo, rivendicano il diritto di un titolo, che ritengono indeclinabile nella sostanza? Pure “zuzzurellone” è  nel dizionario: tu, lo utilizzi?”

Ed al post ho risposto:

“Ancora? E allora, ancora NO! Chi vuole farsi chiamare architettA lo faccia pure, ma non si batta in mio nome! Leggere nell’articolo:”Il termine al femminile rappresenta l’ascesa sociale delle donne nella professione(…)” è la sintesi del fatto si voglia legare ad una vocale, la battaglia per una parità che tutte noi combattiamo ogni giorno con la professionalità e non con le parole. Voglio essere un architetto: battiamoci per il rispetto del ruolo, per le giuste retribuzioni, per l’inclusione…Il titolo è la mia conquista e voglio avere il diritto di chiamarmi architetto, proprio come Gae Aulenti e Zaha Hadid, per citarne solo due.”

Una collega ingegnere mi ha fatto sorridere, perchè chiudeva il suo commento, minacciando di colpire con un tondino, chi in cantiere, l’avesse chiamata architettA.
Siamo architetti, ingegneri… anche col senso dell’umorismo: mica una borsettata o un calcio  dove non batte il sole: una bella “tondinata” e via!
Peace&Love: #IAmAnArchitect 😎

Foto mia

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Simboli…

Porto di Messina

Ci sono punti fermi,riferimenti,

simboli,

cardini.

Ad ognuno di essi si impiglia un pensiero, 

sempre diverso e sempre lo stesso, secondo le nuvole e il vento.

Ci sono punti fermi che amo fotografare sempre, perchè non sono mai uguali

e non è solo questione di luce e inquadratura, ma dipende dal pensiero che ci resta impigliato.

Gaufre

Andy Warhol lèvete!😂

Non puoi evitarla.
Ti segue anche in albergo, dove puoi prepararla da te a colazione (almeno nell’albergo dove sono stata io, con colazione era stratosferica)

Non è quel biscotto secco  coi buchi a reticolo che, da noi, si vede nei furgoni dei gelati, è una sorta di pancake, morbido e cotto al momento con l’apposita ferratella. Costa un euro solo la gaufre base di misura standard, all’incirca quadrata, poi c’è quella  XL chiamata “Bruxellese” che è il doppio, comunque il costo finale varia in base alla farcitura. Quella in foto è standard, farcita con banana, panna e Nutella (che di solito, evito a favore della Novi, Rigoni, Nellina dei Cimini). Costo €5.50, praticamente un pasto, per me, difficile da finire. Ne ho mangiata solo un’altra, durante il viaggio, ricoperta di sola Nutella e divisa con G. Posso dire? A me, la gaufre in se, con quella sua consistenza morbidosa ed appiccicaticcia, non fa impazzire. Mi ricorda un po’ i pancake, che non amo particolarmente. Preferisco le chichis (altrove: churros) bretoni, fritte all’istante, servite nei coni di carta coperte di zucchero. Pure le crêpes dolci non mi fanno impazzire: preferisco le galettes salate.

Comunque, dividere una gaufre, seduti sul bordo di uno dei canali di Gand o Brügge, con gli edifici dai frontoni smerlati che ci si riflettono, nelle luci della sera…è decisamente romantico. 😍
*Disclaimer per chi sta già ghignando al pensiero di come mi torturerà al rientro in palestra:*
La gaufre in foto è stata mangiata dopo aver percorso 18km a piedi…

#gaufre #nutella #delizie Bruxelles #Brussel #Belgio #estate2017 #summer2017 #ontheroad 

Gaufre taglia normale

“Bufferezze”

Ossia buffe-stranezze

Manneken Pis

Cose buffe da vedere a Bruxelles: Manneken-Pis, ossia “il ragazzetto che fa la pipì”. Trattasi di statuetta alta circa 50 cm, posizionata in alto, dietro una cancellata: una fontanella inaccessibile…per fortuna, aggiungerei! Uno dei simboli della città, insieme all’Atomium che, almeno…non la fa in pubblico!😉

Pare che, il giovane, sia dotato di un guardaroba che neppure la Ferragni e che venga abbigliato, secondo le occasioni. Insomma, un bambolotto più famoso di Cicciobello, ma non ditelo ai belgi 😂.
Trovarlo non è semplice, viste le poche indicazioni, ma credo si tratti di una strategia: durante la ricerca si visita la città, si assaporano gouffre e praline, si fa shopping…
Il pupo ” tiene famiglia”: effetti della birra belga?

Manneken-Pis, Jeanneke Pis, Zinneke Pis

Ecco tutta la famiglia di…incontinenti!😂
Dopo il Manneken, che troverete riprodotto ovunque, in un trionfo del cattivo gusto che nemmeno certi souvenir degli anni ’70-80, dalle magliette ai portachiavi, passando per i…cavatappi (non chiedetemi dettagli, please), ecco il resto della famiglia.
La ragazzetta (Jeanneke) è ancora più piccola. Una trentina di centimetri di statuetta, in una nicchia con cancellata sul muro di un vicoletto.
La foto frontale, non ve la posto per decenza: se il maschietto fa sorridere, la femminuccia…beh, avrei evitato, o aggiunto una gonnella, vabbe’ sarò vecchia io, ma m’è sembrata un’inutile esposizione, seppur di una statuetta. Inoltre, è uso tirare monete nella piccola vaschetta ai piedi della bambina come portafortuna…vabbe’ non aggiungo altro.

Il migliore è il cane (Zinneke).
A differenza degli umani, simula il gesto. Non è una fontana, ma una semplice scultura, in un quartiere un po’ fuori dalle rotte turistiche. Bisogna andarci apposta ed il peloso, l’ho trovato più carino degli altri due.

Zinneke pis

#Manneken-Pis
#Jeanneke Pis
#Zinneke Pis
#Brussels #belgium #Bruxelles #Brussels #Belgio #belgium #Estate2017 #ontheroad

Murales

Bruxelles

Una delle cose belle da fare in questa città, è andare in giro, col naso all’insù, a caccia di murales. Molti hanno come tema Tintin ed il suo cagnolino Milou, i personaggi di Hergè. Ricordate il fumetto belga con il ragazzo reporter? No? Siete troppo giovani, allora 😉

Insomma, muri anonimi di edifici, diventano tavole a colori e, girare per la città alla ricerca di queste opere, diventa una sfida, una sorta di caccia al tesoro.

Metto alcune foto, ma i murales, sono molti di più.

Tintin


Fascino…

Grand Place -dettaglio-

Le città hanno il loro fascino anche con la pioggia che specchia le superfici, colora le strade di ombrelli, gioca coi riflessi degli edifici nelle pozzanghere, spegne il cielo e ci costringe a guardare più giù, a goderci la giornata nonostante tutto a sforzarci di cercare il bello, perchè siamo in vacanza ed il bello c’è per forza…

Grand Place

Grand Place