(IN)competenze

Sarà un caso, ma ultimamente mi capita di imbattermi in esempi di inaspettata incompetenza sul lavoro.
Medici che non sanno riconoscere una frattura, ingegneri che non riconoscono la causa del cedimento di un pilastro, istruttori di fitness che confondono muscoli ed ossa, psicologi che a vedere come si comportano e ragionano, li scambieresti per loro pazienti, architetti (palazzinari) che calano i loro progetti fotocopia su qualunque territorio  senza tener conto di affacci ed orientamento, così che finiscono per dotare il bagno di servizio della vista mare ed il soggiorno di quella muro di confine, per giunta a nord.
Poi ci sono le maestranze…
Dotate di fantasia mirabolante pronta ad elaborare tali giustificazioni per i loro misfatti che, se non ci fosse da piangere, sarebbero esilaranti.
“Archite’ io i disegni li butto! ‘na vorta che ho capito, nun ce faccio più Gnente. State tranquilla! Ce penZo io!”
E quando dicono così, io tranquilla proprio non ci sto.
E dire che non si trattava di costruire il Guggenheim di Bilbao, ma tre muretti realizzati con mattoncini di Clinker (o Klinker, come preferite) a sostegno di un lavapanni ed la creazione di un vano per la lavatrice.

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Schizzo da cantiere

“Guarda il disegno” (schizzo fatto al volo, stampato dal tabaccaio ed arricchito di note a mano per essere più chiara possibile), “basta che conti i mattoni. Ti do pure i prospetti e la vista dall’alto” (sempre in modalità basic, nulla di architettonico, roba da cantiere).
“Ho capito Archite’!”
Pure un po’ scocciato…si sa, le maestranze sono suscettibili, loro SANNO, l’arch. non capisce un tubo, poi se è donna, ancora meno. 😉
Risultato parziale:

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Aaaargh!

Non è un effetto ottico!
I muri sono storti! Non solo non sono ortogonali alla parete di fondo, ma “spanciano”.
State ridendo?
Io meno.
Dico io, se un MURATORE non sa fare un MURO…

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Immagine dalla rete

Seguirà demolizione e ricostruzione e, stavolta, spero il filo a piombo lo usi per costruire il muro e non per fare vaticini!
Vi racconterò della scusa del fabbro che non sapeva prendere le misure…
Ripassate da qui: c’è da ridere! 😉
Un saluto.
Kali

P.S.
Dimenticavo di dirvi che, di fronte al “capolavoro” ho chiesto all’artefice: “cosa c’è che non va?”

Ha esitato un po’, poi ha risposto:
“È storto, lo so!”

“Ahhhh lo sai? E che pensavi? Che sarei arrivata qui con la bacchetta magica e lo avrei sistemato con un bidibibodibibu?”

Naturalmente, questo è rimasto solo un pensiero.
Aveva provato a suggerire una “soluzione”, ma “soluzioni furbe” potrebbe essere l’oggetto di un altro post. 😉

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3 thoughts on “(IN)competenze

    • Beh, di fronte al “capolavoro” gli ho chiesto: “cosa c’è che non va?” Ha esitato un po’, poi ha risposto: “È storto, lo so!” “Ahhhh lo sai? E che pensavi? Che arrivavo qui con la bacchetta magica e lo sistemavo con un bidibibodibibu?” Naturalmente, questo è rimasto solo un pensiero e il muratore rifarà tutto il lavoro. Ahhh…naturalmente aveva provato a suggerire una “soluzione”, ma “soluzioni furbe” potrebbe essere l’oggetto di un altro post. 😉

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