#EXPO2015 (parte seconda): Vero & Falso

Il  14 luglio è stata la festa nazionale francese e la Tour Eiffel è stata, come sempre,  la protagonista.
Lei, costruita per essere il simbolo temporaneo dell’Esposizione Universale del 1889 (si celebrava il centenario della Rivoluzione Francese) è diventata, invece, il simbolo permanente di Parigi.

immagine presa dalla rete

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Ecco.
A questo punto scatta il: “Seeee! Proprio come l’Albero della Vita dell’Expo 2015!”
Troppo facile.

Il fatto è che, adesso, non ci si emoziona più, soprattutto in casa nostra, eppure, vi posso assicurare che la sera, sotto quel simbolo illuminato dell’Expo nostrano, si radunano migliaia di persone. Solo che guardano l’evento, attraverso gli obiettivi dei loro smartphone, dei tablet, delle reflex, per vedere poi (?),  per dire “io c’ero” per condividere su tutti i social, migliaia di immagini e video senza alcuna selezione che nessuno guarderà, perché “troppo è come niente” [auto cit.], e così si perdono, le cose vere, mentre accadono. Ma sto divagando.

immagine presa dalla rete

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L’Albero della Vita: non posso dire sia emozionante come la Tour o come la Fontana Magica di Barcellona, ne che sia il non plus ultra del bello e dell’emozionante, ma anche se non passerà alla storia, ne verrà ricordato per la sua originalità, ha i suoi estimatori e fa, temporaneamente, una discreta figura.

A più di venti giorni dal mio rientro dall’Expo, e dopo averne ampiamente parlato con gli amici che me ne chiedevano conto, sono riuscita ad analizzare ancora meglio, ciò che ho visto. Siccome ci sarebbe molto da parlare, proverò a sintetizzare.


 

VERO & FALSO
(Luoghi comuni, sentito dire, banalizzazioni & Co.

1-“L’Expo è una mostra”
Falso: È un’esposizione universale, proprio come quella di cui all’inizio del post, proprio come quella che non si tenne, a causa dello scoppio della guerra a Roma (E42: ossia E.U.R. che sta proprio per Esposizione Universale di Roma)

2-“All’expo non si dovrebbe pagare il biglietto”
Falso: anche a quella di Parigi si pagava.  E si paga per entrare nei parchi tematici, alle fiere di settore, alla mostre e nei musei. Si paga anche per visitare alcuni luoghi di culto in Italia (a Milano per il Duomo, a Pisa per il Battistero, la Torre  e la Cattedrale, a Firenze per Santa Maria Novella….) e anche all’estero: perché non si dovrebbe pagare l’ingresso all’Expo?

3-“Il biglietto è troppo caro”
Vero, purtroppo.  Però  la “macchina” è imponente e, comunque, qualche agevolazione in più non guasterebbe. C’è solo l’ingresso ridotto alle 19, utilizzabile per lo più, dai milanesi (e in moltissimi, non ne approfittano).

4-“L’Expo fa schifo”
Se così fosse, non starei a scriverne ancora. Purtroppo, come in tutte le cose, in molti parlano per sentito dire, per luoghi comuni, per partito preso  e neppure ci sono stati.
E se ci sono stati, non l’hanno visitato con lo giusto spirito di osservazione.

5-“L’Expo è spettacolare”
Vero anche se  sarebbe più corretto definirlo: imponente, enorme, interessante con punte di spettacolarità

6-“All’Expo si muore dal caldo”
È luglio: fa caldo, anche all’Expo! Il Decumano è coperto, quindi all’ombra. Tra i padiglioni ci sono panchine, all’ombra.  Nel Cardo, davanti ad Eataly c’è uno spazio verde che ospita una mostra di sculture (molto belle) dove potersi sedere o sdraiare all’ombra. Inoltre… ci sono distributori gratuiti d’acqua liscia e frizzante refrigerata:  portatevi una bottiglietta e riempitela tutte le volte che volete.

7-“All’Expo il cibo è caro”
Vero/falso. Ogni padiglione ha il suo punto ristoro con pietanze locali: non sono economiche, ma ho visto vassoi da €10 nei padiglioni del riso-cacao-caffè che mi sembravano ricchi, ma non li ho provati, quindi non posso giudicare. Ho sentito dire che da Beretta facevano degli ottimi panini con salumi a 2.50. Io ho provato il fish&chips  al padiglione della Gran Bretagna e…sono stata rapinata!  €8 per un cartoccetto contenente 4 (di numero) pezzetti (dimensione crocchetta di pollo del Mc) di merluzzo ed un ciuffetto di patatine. In questo caso, una porzione più generosa avrebbe giustificato il prezzo. Ho mangiato al ristorante calabrese di Eataly dove ho preso un piatto di pasta a €10: non è economica, ma era pasta fresca , buonissima, non banale, ne precotta, perché cucinata espressa da uno chef e la porzione era abbondante, quindi ci sta.  Poi c’è lo street food, altri ristori dove mangiare toast, pizza, primi piatti…oppure, la mia soluzione per il pranzo del secondo giorno: il “Future food district” di Coop! Il supermercato del futuro. Non voglio rovinarvi la sorpresa:  andateci, fate la spesa e vi ritroverete con i vostri panini freschi, bibite, dolce e frutta a dividere, la panchina all’ombra, con dipendenti dell’Expo e altri visitatori che hanno avuto la vostra stessa idea. 😉

8-“All’Expo, pure il caffè è caro”
Boh, io l’ho sempre preso ad €1, quindi non saprei.

9-“Eataly fa da padrona”
Balle. Ci sono i ristoranti self-service regionali, ma poi, per mangiare ci sono tante alternative (vedi sopra).

10-“Per vedere la mostra di quadri curata da Sgarbi ed ospitata da Eataly, si paga”
Falso! È gratis e ci sono quadri bellissimi. Come belle sono le sculture di cui al punto 6.

11-Non si assaggia niente
FALSO. Nonostante, ormai, non si assaggi più neppure alle sagre di paese, io forse sono stata fortunata, perché ho assaggiato il caffè ed una specialità al padiglione degli Emirati Arabi, un biscotto ed un cioccolatino in quello Belga, Le mele essiccate nelle torri Svizzere, un cioccolatino strepitoso da Lindt, un assaggio di mousse da Icar e altre specialità dolciarie nello stesso padiglione.
A pagamento ho provato il gelato da Pernigotti, ma se siete abituati a quello Siciliano, non lo troverete strepitoso. Non ho visitato tutti i padiglioni, ma sono sicura che, anche in altri sarà possibile portarsi a casa un ricordo sensoriale.

12- I Gadget costano un sacco.
Vero! Ma quando mai i gadget sono a buon prezzo? Vi do una dritta: non fermatevi alla prima bottega. 😉

13-Non ci sono tutte le nazioni
VERO. Manca la Scandinavia per esempio e credo anche delle altre, ma molte non le trovate con un padiglione individuale, piuttosto raggruppate in quelli tematici. Ecco il vero neo è che, se non avrete letto bene la mappa non ve ne accorgerete.

14-Ci sono file mostruose per visitare i padiglioni.
VERO/FALSO  alcuni hanno lunghissime file e, se avete poco tempo, non riuscirete a vederli.  Alcune file, secondo me, non sono valse la pena. Altri, come l’Angola, hanno file scorrevoli ed il padiglione, seppur meno gettonato, è tra i più belli. Puntate il vostro padiglione preferito e andateci all’apertura: sicuramente riuscirete a vederlo!

15- Ci sono molti bagni
VERO! Tantissimi, tutti agevoli, puliti e dotati di carta e sapone!

16- Si arriva facilmente
VERO: C’è una fermata metro dedicata.

17- La mascotte Foody è brutta e la parata patetica.
FALSO/VERO La mascotte è carina (Disegnata dalla Disney ed ispirata alle opere di  Arcimboldo) ai bambini piace molto. Meno belli gli altri pupazzi e si, la parata è striminzita. Vabbè: mica vorrete perdere tempo con la parata! Ci sono i padiglioni da vedere! Forza!

18- Ma allora ti è piaciuto tutto!
FALSO!  Ecco alcuni punti critici:

-Brutto-Brutto. le scenografie al centro del decumano: meglio più panchine!

-La mancanza di organizzazione “svizzera” di certi padiglioni per evitare la fila

-La mancanza di ausili anti-caldo di certi padiglioni per affrontare le file

-Una disinfezione dell’area anti-zanzare

-Il padiglione del Nepal: che magone…a parte lasciare un contributo, forse bisognava organizzare qualcosa…

Il FUORI TEMA di tante nazioni!

-Gli orari di  chiusura dei padiglioni: non restano aperti fino alla chiusura dello spazio espositivo, MA chiudono alle 21 togliendo, ai visitatori, la possibilità di sfruttare fino in fondo, il tempo (spesso poco) a disposizione. Alcuni  protraggono le visite fino alle 21.30, ma ci hanno detto che il Giappone…le chiude alle 18.30!

-Una mappa chiara nella quale fosse specificato che alcune nazioni sono raggruppate nei padiglioni tematici

-Un planisfero stilizzato all’ingresso di ogni padiglione con, evidenziata, la nazione a cui si riferisce!

-I disfattisti, criticoni, pessimisti lamentosi.
Mi sono dilungata troppo: per i miei voti e le considerazioni sui  padiglioni visitati, farò un altro post!
A presto!
Kali

Leggi la Prima Parte QUI (click)

Padiglione Zero (Spezie e semi)

Padiglione Zero (Spezie e semi)

 

Padiglione Francia (dettaglio della copertura interna)

Padiglione Francia (dettaglio della copertura interna)

 

Padiglione Zero

Padiglione Brasile (La biodiversità)

Chagall…oltre.

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Non andateci pensando di trovare “il violinista verde” o le altre opere molto note, altrimenti rimarrete delusi. Andate con l’intento di conoscere il pensiero, le motivazioni, la poetica dell’artista. Molte le incisioni per le illustrazioni dei libri: fermatevi a capire le differenze tra le tecniche. Appassionatevi alla sua visione gioiosa della vita, ai suoi racconti onirici, si suoi simboli, al suo amore per Bella, al suo raccontare l’orrore della persecuzione degli ebrei. Godete dei colori, ma anche dei tratti scuri delle stampe. Insomma è Chagall fotografato da un’angolazione diversa da quella a cui vi hanno abituato i libri di scuola. L’audioguida, però,  poteva  essere fatta un po’ meglio: le opere sono descritte troppo sommariamente rispetto alle altre notizie fornite, i percorsi di mostra un po’ angusti, la climatizzazione migliorabile.

Roma
Chiostro del Bramante
Fino al 26 luglio.
Affrettatevi!

#EXPO2015 (parte prima)

Ormai tutti sanno già tutto, anche chi non c’è stato!
E giù critiche, commenti feroci, adesso posso dire, spesso faziosi e non veritieri.
Il 3 luglio è stato il mio compleanno.
Il 30 sera, G. mi dice: “Domani organizzati perché il due devi iniziare a scartare il mio regalo per il compleanno!” Insomma, aveva organizzato tutto! Biglietti per due giorni all’Expo, mega albergo a Rho con navetta efficentissima e gasolio superpower nell’auto. Si va!
Ho già scritto, in questo blog, di quanto adori questo genere di regali, quindi potete immaginare come fossi all’ottavo cielo, perché il settimo non renderebbe l’idea.
Sono stati giorni intensi, nei quali sono riuscita anche ad avere un assaggio di Milano, dove tornerò (spero) presto.
Ho voluto affrontare l’esperienza senza pregiudizi, sovrastrutture, condizionamenti. Ho voluto cercare il bello, il corretto, il fatto bene, non solo notare quello che poteva essere fatto meglio. Quindi non aspettatevi post di critica feroce, ma un’analisi il quanto più possibile oggettiva, di ciò che ho visto.
Voglio cominciare con un padiglione visto il secondo giorno, perché mi è piaciuto il messaggio ed il modo originale di rappresentarlo. Tra tanti video in due, tre e quattro D, ologrammi, tecnologia, la Svizzera s’è distinta per originalità. Non è stato il padiglione più bello in assoluto, ma sicuramente nella rosa dei più interessanti.
Il padiglione aveva quattro mostre di promozione turistica, quindi decisamente fuori tema, come tanti altri, però…prenotandosi on line, oppure passando in anticipo a ritirare un biglietto GRATIS, si poteva accedere alle torri. La magia, il genio, il messaggio, la trovata per parlare del tema, erano qui. “Sfamare il pianeta” l’hanno interpretato facendo leva sul concetto di condivisione, abbattimento degli sprechi, solidarietà e altruismo. Insomma: “condividiamo le risorse senza egoismo”. Ogni torre conteneva scatole. In una torre c’erano bustine di caffè solubile, in una bustine con fettine di mele essiccate, in una monodosi di sale svizzero e, nell’ultima, i bicchieri in foto
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ed un rubinetto d’acqua potabile. Ciascuno può prendere quello che vuole da ogni torre, MA…ogni volta che le scatole si svuotano, il pavimento della torre scende di un piano perché le scatole non vengono più riempite e, arrivati al piano terra, non ce n’è più per nessuno. Una guida espone questi concetti all’ingresso di ciascuna torre, poi se ne va. Beh…ho visto persone riposare bustine in eccesso, altre rinunciare alle mele perché “tanto non mi piacciono, le lascio a qualcun altro”, altri dividersi le fettine di una sola bustina. L’umanità, contiene elementi validi e se sensibilizzata, ha margini di miglioramento, nonostante i piani scendano, e sicuramente, qualcuno che ignora i messaggi ci sarà sempre, ma vi assicuro, che se tutti prendono una sola bustina di caffè…l’egoista, guardato malissimo, poserà le tre eccedenti…almeno qualche volta. 😉

Durante il viaggio di ritorno abbiamo fatto delle schede di valutazione dei padiglioni più interessanti. I criteri sono stati:

1) Tema

2) Immediatezza

3) Varietà

4) Originalità

5) Extra (gadget, spettacoli, ausili anti canicola…)

6) Architettura

7) Effetti speciali

8) Fila e tempi d’attesa

Le votazioni andavano da 0 a 5.
Questo padiglione ha avuto 3.5 di media, abbassata dal voto sull’architettura, sulla varietà (1).
Alla prossima!
Kali

P.S. La SECONDA PARTE del racconto, la trovi QUI (click)

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