Malistezza…

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La “malistezza” è la malinconica tristezza che arriva in giorni così.
Perché se fino a tre anni fa, facevo in modo di portarti bignè e fresie (che adoravi), oggi ho potuto portarle solo alla tua foto e all’urna, ricordo polveroso di quello che eri.
E i bignè li ho portati a Mamma, ma ho contato anche Te, sia mai ci rimanessi male.
E non è vero niente.
Le balle sul tempo, la vicinanza…balle.
Te ne sei andato e, questa è l’unica verità.
Sta arrivando la primavera.
Ho scattato qualche foto con lo smartphone, quindi non sono il massimo.
La passione me l’hai trasmessa Tu, insieme agli insegnamenti.
Ti dedico questi scatti: credo ti sarebbero piaciuti.

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Non eri solito farmi complimenti, ma i due più belli erano “sei una bella penna” e, riferendoti alle fotografie “l’allieva ha superato il maestro”.
Non è vero e te lo dicevo.
Auguri Papà.
Ovunque…
Kali

Ci sono amiche che…

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Ci sono amiche con le quali hai diviso un pezzo importante di cammino, ma che non vedi da anni, eppure le “senti”.
A. è una di queste.
Non manca ricorrenza che non ci si scambi un messaggio, una telefonata. Eppure, i chilometri che ci dividono sono solo un centinaio…
Ci potremmo vedere, tornare sotto i due pini e guardate il sole che tramonta dietro la cupola di San Pietro, a ridere ricordando quella volta che, per pranzo, ci siamo mangiate una mega porzione di lasagna e poi siamo stramazzate sui libri di statica, tra i rimproveri di L. compagno di studi, che ce l’aveva pure detto di stare leggere, altrimenti ci sarebbe venuto “l’abbiocco”.
Lui, uomo lungimirante, s’era accontentato di un’insalatona, noi donne che tentavamo di star sveglie coi caffè della macchinetta, perché si sa, le reazioni vincolari, non sono particolarmente “eccitanti”.

Ad A. avevo mandato gli auguri per l’otto marzo. In serata ero a passeggio sul lungolago, ammirando uno degli struggenti tramonti, quando mi è arrivato un suo messaggio.

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Sunset

Le era morta la madre…
Oggi l’ho chiamata…
Volevo confortarla, offrirle tutto il sostegno possibile, anche professionale, anche raggiungendola nella sua città.
Abbiamo parlato a lungo.
L’ho sentita sorridere, quando le ho detto “vengo a studio da te?”
(e ci voglio andare comunque, anche solo per bere un caffè insieme).
Volevo parlasse solo lei, delle sue cose. Ci ho provato in tutti i modi, ma con A. non si scappa: può esserle anche franato il mondo addosso, ma non mi lascia mai chiudere una telefonata senza avermi chiesto “E tu? Che mi racconti?”.
Ecco, ci sono persone che ti travolgono coi loro problemi, dopo un “come stai” detto per abitudine, e poi c’è A. che, da sotto un treno, quella risposta la chiede con insistenza.
“Sto bene. Un abbraccio e a presto.”

Kali

Spie…

Sono sempre lì, solo che, a volte, decidi di non vederle.
Le ignori, per comodità, per pigrizia, perché pensi che, in fondo, sia meglio così.
Ma loro ci sono.
Rimangono nell’ombra, aspettano.
Quando non ci pensi più:
colpiscono!

Allora decidi che è giunto il momento di reagire con determinazione.
Un atto di forza.

Ho iniziato riscivendomi in piscina: prima piano, adesso sono a 80 vasche, due chilometri in un’ora: c’ho un’età e quindi, non mi posso lamentare.
Poi ho iniziato a puntare la sveglia all’alba nei week end e, complice un Abruzzo abbondantemente innevato, ho sperimentato ciaspolate naturalistiche nel Parco Nazionale,

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Ciaspole...tacco 12!

giornate sugli sci, che avevo abbandonato da sei anni,

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Bianco&Blu

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Ombre

trekking fotogragici-naturalistici in parchi e riserve.

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Risvegli...

Sono fine settimana impegnativi fisicamente, insomma non ci si riposa, ma i benefici di stare all’aria aperta, fare sport, movimento, foto, esperienze ed amicizie, ripaga dello sforzo e delle ore di sonno perdute.

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Oasi.

Lo scorso fine settimana il nipotONE era qui.
Ieri mattina, prima di partire per tornare all’Aquila dove studia, mi ha detto “zia hai trovato il modo di mettermi KO!”.
Eh, già perché dopo la mega passeggiata di venerdì ad Ostia, Sabato ha affrontato la sua prima giornata di sci.
Mattina lezione alle 9 poi su e giù per le piste con noi fino alle 16.30: stramazzato durante il viaggio di ritorno.
Domenica sveglia all’alba e trekking fotografico-naturalistico nella riserva naturale del lago di Vico: stramazzato nel viaggio di ritorno e a letto alle 23, praticamente strisciando sui gomiti.
Ah…il “cucciolo ventenne” studia scienze motorie! 😀
Tornato a l’Aquila mi ha mandato un messaggio ringraziandomi per il fine settimana “distruttivo ma bello e molto movimentato” nel quale si è “scialato assai assai” (trad.divertito moltissimo).
Che dire?
È bello quando certe spie…si accendono e ci ricordano che, là fuori, ci sono un sacco di cose belle da fare, basta solo organizzarsi e vincere la pigrizia.
Un saluto a Tutti.
Kali

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I miei adorati "tulippi"

[Tutte le immagini sono ©]