#JeSuisCharlie

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Immagine presa dalla rete. Un ringraziamento speciale all’autore che ha rappresentato esattamente ciò che avrei disegnato io.

 

A a due giorni dalla carneficina, leggo ancora polemiche sulla “solidarietà virale”. Siccome anch’io, su fb, ho fatto la mia parte, condividendo le immagini che ho ritenuto più espressive, voglio dire la mia.
Dire #iosonocharlie significa essere solidali con chi è morto perché si esprimeva con delle vignette, essere vicini a chi è stato privato di un affetto, battersi per la libertà e si, anche avere un pizzico di coraggio, perché scendere in piazza con  quel cartello,  potrebbe esporre a beccarsi magari anche solo la sassata di qualche emulo fanatico.  Significa anche, secondo me, essere vicini a chi, in questo giorni, deve continuamente ripetere “non nel mio nome”, perché, l’odio si alimenta proprio con queste carneficine.

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Immagine presa dalla rete. Sintetica, esemplificativa, garbata…

 

Ma non significa, almeno per me, condividere gli eventuali eccessi e le cadute di gusto del giornale.
Insomma, essere solidali non significa essere tutti uguali: significa essere vicini e urlare “non abbiamo paura”.

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Immagine presa dalla rete: RESPECT!

 

Adieu.
Kali

IL MIO PRIMO REPOST: “Napoli si è scordata di Pino Daniele”

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Ho scritto di Pino Daniele nel mio primo post su FB poco dopo la mezzanotte del primo dell’anno. L’avevo appena visto su Rai1, in quella trasmissione dall’aria discount, tra vintage e low cost. Trovarci l’autore di tante colonne sonore delle mie nottate al tavolo da disegno, mi aveva sorpresa. Avevo pensato alla stranezza di trovare D’Alessio a Piazza del Plebiscito e Daniele ai piedi del Monte Bianco. Strano, ma non tanto, pensavo. Perché, anche secondo me, Napoli aveva dimenticato Pino Daniele e pure molti di quelli che, alla sua morte, si sono lanciati in accorati “coccodrilli” sui social. Ricordo le critiche  per il fatto che “appariva distante sul palco”, dimenticando che era cardiopatco…O perché aveva scelto di vivere a Roma. Pino Daniele l’ho conosciuto in primo liceo. Ero al mio primo sit-in.  Corridoio del Provveditorato. Volevano smembrare la nostra classe. Adolescenti in rivolta pacifica ed un compagno con uno dei primi walkman. Dentro suonava “Vai mo’”…e la nostra classe non fu più divisa.

L’anno è iniziato con un tuffo indietro nel tempo, struggente e nostalgico. Mai avrei pensato sarebbe stata la sua ultima esibizione dal vivo.

Mi piacevano le sue sonorità blues, le sue ricerche, le sue collaborazioni, le canzoni “strappa-anima” e quelle allegre, che mi facevano posare le chine e dondolare in quelle lunghe notti, che sognavano albe nuove e piene di speranze.

Oggi ho trovato questo post, grazie a “Repubblica XL” su fb ed ho pensato che avrei dovuto condividerlo, perché  allora, quel senso di oblio, non era stata solo una mia sensazione.

Ciao Pino e, a voi, Buona Lettura

Napoli si è scordata di Pino Daniele.