Amsterdam

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Uno dei meravigliosi dehors sui canali

Ci sono città che chiamarle tali non gli rende giustizia, perché il termine evoca palazzi, smog, traffico, confusione, ed invece, ad Amsterdam, non ci trovi nulla di tutto questo.  “La vedi tutta in due giorni” leggevo prima di partire, ma sapevo che a me non sarebbero bastati. Quasi tre giorni erano pochi per viverla ed amarla, così ho cercato di farlo  intensamente. Ho cercato di prepararmi, ma alla bellezza non si è mai preparati abbastanza. Non ero preparata allo scampanellio delle biciclette, al loro sfrecciare, ai canali dove ho rischiato di finire per scattare una foto, all’odore del fumo della marjuana per la strada, ai manichini che si muovevano…perché non erano manichini, alle facciate inclinate in avanti, alle finestre altissime al piano terra, coi davanzali abbelliti da fiori e ninnoli, tanto che a guardarci dentro era inevitabile, ma non si fa, perché spesso non ci sono tende e dentro ci scorrono vite.
Non pensavo ai solai di legno, che quando ci cammini si flettono ed accompagnano ogni passo con uno scricchilio.
Alle scale strettissime e ripide, alla delizia della crema di formaggio sul pane caldo, alle patatine fritte non surgelate, ai mille ponti illuminati di notte, ai mille e mille passi fatti, ai quadri di Van Gogh che non avevo mai visto, ai dehors sui canali dove bere un caffè o mangiare qualcosa, al sole che c’è sempre stato, nonostante sia una rarità e alla pioggia che non ho mai incontrato.
Ed ho un elenco di cose  che mi piacerebbe  fare, da vedere… Passeggiare nei parchi, girare per tutti i mercati, fare la degustazione di formaggi, visitate il Nemo ed altre architetture contemporanee, girare in bicicletta, fare altre foto.Insomma un’ottima scusa per tornare.
Lasciare Amsterdam è stato difficile, ma il programma del viaggio da intraprendere, era davvero interessante…
(segue)