Un po’ di sole per asciugare i pensieri…

Non ne posso più: ho bisogno di dar aria ai pensieri: sanno di muffa.
Sto ammuffendo anch’io.
Pesco nella memoria
Torno ai miei racconti: vi va di distrarvi un po’?
Riprendiamo:
Rocmariaquer, Pontivy, Presqu’ile de Quiberon, Quiberon, Auray & Lorient per il festival Interceltique (8 Agosto)
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Il  MORBIHAN è una zona turistica della Bretagna.
Ci sono spiagge di sabbia chiara e rinomate località balneari.
Il  GOLFO DI MORBIHAN,  la BAIA DI QUIBERON ed in particolare  la sua PRESQU’ILE con la sua COTE SAUVAGE che è uno dei panorami più affascinanti e mozzafiato di quest’area.
Piccolissimi borghi di pescatori. Architetture semplici in pietre e intonaci rustici, muretti bassi a dividere le proprietà, un trionfo di cespugli fioriti, finestre colorate, vialetti curati. Porticcioli con barche da pesca che ondeggiano tranquille o giacciono sul fondo del mare secondo le maree.


Gabbiani che giocano col vento, odore di salsedine, bar frequentati da omoni in tenuta da pesca ed un tempo tranquillo che scorre con un ritmo antico, come in un vecchio romanzo dell’inizio del secolo scorso.
Locmariaquer si trova ancora sul Golfo di Morbihan.  Deve esserci un po’ di turismo, perché c’è anche qualche negozio di souvenir , il porticciolo con barche da diporto, una lingua di sabbia bianca e piccole imbarcazioni colorate poco più grandi di canotti che vengono affittate. Portivy, invece, è proprio il borgo del capitano Achab.


Siamo all’ inizio della Presqu’ile e qui, i turisti non si fermano: proseguono dritti per Quiberon.  Il capitano Achab prende il caffè al bar sul molo: noi facciamo lo stesso ed è il miglior caffè bevuto finora.
Due bimbe poco più che adolescenti, con  la muta, fanno tuffi dal molo e risalgono e si rituffano senza stancarsi.


Le eriche crescono tenaci abbarbicate a poca terra a ridosso della scogliera, il vento, le grida dei gabbiani ed il rumore delle barche agitate dalle onde nel porto, sono i suoni che si sentono qui.
Proseguiamo in direzione della  Cote Sauvage. Il percorso costeggia boschi di conifere tra cui spicca una varietà di cipresso; l’odore è quello delle nostre pinete vicino al mare.  Si sale ed inizia lo spettacolo:


scogliere ventose a picco sull’oceano furioso che si esibisce in giochi di spruzzi, schiaffi d’onde, salsedine che sa di avventure di mare,
gabbiani che giocano con le correnti.  Stare in piedi è sfidare il vento.


L’obiettivo e occhiali si sporcano per gli spruzzi che arrivano fin quassù, ma non si può resistere a quella magia di forza, allo spettacolo del mare che ruggisce.


Mille insenature, mille affacci, rocce modellate dal vento e dal mare e, in mezzo a tutta quella furia…un grandissimo senso di pace e d’infinito.


Tappa finale sulla presqu’ile è proprio Quiberon.  Località turistica elegante, ma con gusto.


Spiaggia chiara, passeggiata lungomare, porticciolo turistico, ma anche per la pesca, bei negozi (tra cui uno “marinaro” con degli oggetti irresistibili!) e…l’incontro con i chichis! *SLURP*  Si tratta di lunghi bastonCIONI di pasta trafilata al momento, fritti all’istante e rotolati nello zucchero prima di essere serviti in coni di carta. Il sapore è quello delle nostre ciambelle fritte: UNA DELIZIA.

(la foto non è mia, ma presa dalla rete: mangiare o scattare foto? MANGIARE!)

I più piccoli li intingono nella Nutella, noi li mangiamo al naturale, passeggiando e godendoci lo spettacolo di bimbi che fanno il bagno in piscina…con la muta: c’è il sole, ma la temperatura non è altissima! Quiberon è nota anche per le sardine in scatola: c’è in attività ancora un famoso stabilimento di confezionamento. Ce n’è per tutti i gusti, in tutte le preparazioni. Peccato che le lattine pesino troppo e costino molto più delle nostre acciughe in scatola, altrimenti sarebbero state un originale souvenir.
Lasciato Quiberon,ci dirigiamo verso Auray. Il tempo di lasciare i bagagli e poi: via! Ci aspetta il festival interceltique di Lorient. La Bretagna ha origini celtiche come pure la Cornovaglia, l’Isola di Man, la Galizia, l’Irlanda,  il Galles, la Scozia e il Canada della costa atlantica…
Tutti gli anni i celti si ritrovano per questo festival fatto di balli, di musica, di costumi tradizionali, oggetti tipici, prodotti  tipici, birra e piatti bretoni da gustare per cena…a meno di non essere vegetariani e delicati di stomaco (Bacon fresco arrostito, stinco di maiale, patate fritte…*SLURP!*) C’è tantissima gente, giovani ,  bambini, anziani, gruppi d’amici…Un’occasione irrinunciabile per far tardi ancora una volta ed andare a letto con tante bellissime immagini ancora negli occhi e nel cuore.


(continua)

Puntate precedenti:
0) On the road
1)Andiamo per ordine: che la vacanza cominci! (4 e 5 Agosto 2011)
2) Rennes & Guerande (6 Agosto)
3) Carnac & Vannes (7 Agosto)

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17 thoughts on “Un po’ di sole per asciugare i pensieri…

  1. che bella gabbianella!! 😀
    meglio un po’ di sole, fa venire la voglia di prendere un piccolo bagaglio e di partire per chissà dove…
    ( foto splendide, ormai sono ripetitiva! )

    • Grazie!
      🙂
      Non potendo partire, domenica sono andata qualche ora a guardare il mare…non era l’oceano, ma il nostro Tirreno.
      Calmo, sereno, pieno di luce, con poca gente…
      I pensieri restano umidi,
      ma meglio che zuppi…
      Un abbraccio.

  2. Ovvio?
    Cosa potrebbe esserci di ovvio?
    Mica sono un fotografo professionista presuntuoso!
    I complimenti fanno sempre piacere, anche perché una foto che a me può sembrare bella…in realtà potrebbe non esserlo per tutti.
    Quale foto ti piace di più?
    sai, mi piacerebbe sapere cosa vi comunicano le mie immagini, se riescono a darvi qualche emozione, se riescono a rendere meglio delle parole…
    Sarebbe bello e d’aiuto per me.
    Monotono?
    Nononooooooooooooooooo!
    Allora proseguo con le “asciugatine”, almeno per qualche minuto pensiamo ad altro!
    Un abbraccio.anche a Te!

    • Allora, rispondo alla tua domanda, anche se non credo che tu abbia bisogno di sapere quali emozioni danno a me le tue foto… L’importante è la evidente passione che tu ci metti nel realizzarle e nel costruirle…
      In assoluto quella che mi piace di più è quella con le due persone sedute sulla panchina, perché mi fa sentire lì, a segure il volo del gabbiano assordato dal rumore delle onde… Poi mi piacciono la casetta e la barca Lampedusa arenata, perché mi fanno ricordare il Nord, e lo spettacolo meraviglioso e potente delle maree.

      • Il “bisogno” nasce dal desiderio di condividere un’emozione. I miei occhi hanno visto, la mia fotocamera ha conservato un’immagine che l’anima ha riconosciuto, la memoria preserverà il ricordo. Ma cosa, quell’immagine, è in grado di comunicare?
        Chissà se è in grado di ricreare anche in anime diverse, emozioni simili alle mie.
        C’era vento sulla scogliera, salsedine nell’aria, voli di gabbiani e urla del mare.
        Mi sono fatta piccola piccola, abbassata con le spalle contro un muretto a secco per non cadere, viste le raffiche, ed ho sperato che quella coppia non si girasse.
        “Mille giorni di te e di me” l’ho intitolata, e mi è venuta in mente Mara con la sua passione per Baglioni, ma anche “Ascolta l’Infinito”, o “tra mille tempeste io e Te”. Era un’immagine struggente, bellissima, serena, nonostante l’oceano in tumulto.
        Ho scattato.
        E’ piaciuta anche a Te.
        Ecco perché mi interessano le emozioni.

      • Poi c’è quella barca “Lampedusa”..un omaggio all’Orso in terra di Francia!
        Quei colori accesi, quel porto tranquillo, la barca in secca, inutilizzabile…ma tornerà l’alta marea…

        La casa…
        Semplicità estrema.
        Cosa può esserci oltre quella porta bianca bordata d’azzurro?
        Oltre quel muretto basso che accoglie e non divide?
        Una signora sorridente che ti offre il suo Pain au chocolat?
        Come deve essere vivere in quel borgo di pescatori lontano dalle rotte turistiche…lontano da tutto?
        Ecco…ogni immagine vale mille pensieri e racconta una storia diversa per chi la guarda.
        Tutto questo per dire che…si…ho proprio “bisogno” di sapere quello che le mie foto sono in grado di raccontare…
        🙂

  3. Al tuo confronto, la ‘Solarex’ della Rex, non vale una cippa.
    Che bello tornare a viaggiare e sognare (e slurpare) con i tuoi post entusiasti e pieni di immagini meravigliose. Di tutte, inutile dire che la tua ‘controvento’ è stata quella che mi ha entusiasmata di più, mi ha evocato l’intro di ‘Amico di ieri’ de: Le Orme, e poi ‘Learning to fly’ di Tom Petty & the Heartbreakers. 🙂
    Sorridevo poi osservando le poco temerarie ragazzine munite di mutina, perchè ripensavo a me quando sfidavo le gelide acque del Baltico, attorniata da una selva di tedesconi sofferenti di flatulenza, che sguazzavano con lo slippino e mi facevano sentire una mezza aliena.
    Ti abbraccio forte e mi metto comoda per il prosieguo, mentre approfitto dei chichis :mrgreen: : *crunch*!

    • GRAZIE! I tuoi commenti sono sempre così accurati…
      Sono andata ad acculturarmi sulle due canzoni che non conoscevo (me ignorante!)
      (…) I’m learning to fly, but I ain’t got wings(…)
      *sospiro*
      Mi hai fatto morire con l’immagine di Te che fai il bagno tra i tedesconi “rumorosamente olezzanti”
      UAH! UAH!
      Le chichis erano davvero speciali…
      Ricambio l’abbraccio.
      A presto per la prossima asciugatura!

E tu che ne pensi?

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