Mood…

Sarà l’sms di Silykot di venerdì sera,
sarà per tutti i pensieri che sono seguiti,
sarà per mio padre che ancora non sta bene,
sarà che sta finendo anche ottobre,
sarà che l’Orso è partito stamattina per la Sicilia ed io, dopo 23 anni, non mi sono ancora abituata alle sue partenze,
sarà che ho il bucato da stirare, la casa da pulire e mille cose più importanti da fare, perché le scadenze si avvicinano…
sarà che per i motivi sopra  ho rinunciato un un pomeriggio-serata in giro per shopping con le amiche
sarà che non c’ho voglia di fare un tubo…
sarà che è già notte.
Sarà per tutto questo che ho voglia di un tè all’arancia e vaniglia che fa tanto inverno ed  i “soffi” da sgranocchiare?
Vado…

Foto presa dalla rete. Rappresenta Kali in questo momento: AMMAZZA AO’! Sti’ paparazzi stanno sempre in agguato!

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Gardaland: Senti quante campane suonano!

Riporto integralmente dal blog di Paperi si nasce.

Come ho scritto nel post precedente grazie agli amici Marco e Antonella, mi sono resa conto che la discriminazione vive e vegeta proprio dove non ti aspetti. E’ al via l’iniziativa di discriminazione al contrario: se Gardaland non accetta le persone con sindrome di Down, noi blogger non accettiamo Gardaland. E spero lo facciano più persone; in particolare penso a tutti coloro che sono la fonte primaria dell’esistenza di un parco di divertimenti, i genitori e i bambini, inconsapevoli alimentatori di una ” mostruosità “! Agli amici frequentatori di questo blog la preghiera di diffondere il messaggio con l’accortezza, se fosse possibile, di utilizzare lo stesso titolo, per i post che verranno scritti dopo di questo. Il motivo è semplice: bisogna fare in modo che l’iniziativa compaia sulle prime pagine dei motori di ricerca. Essere sulla quindicesima, significa non avere visibilità. Buona scrittura e aggiungete man mano i link di coloro che aderiscono! 

Blogger che hanno aderito all’iniziativa:

DRAMMI GOLOSI…

Faccio un intervallo nel racconto di viaggio bretone, per far posto una delle KALIADVENTURE.
Era una mattina d’ottobre assolata, ma fresca e mi accingevo ad “addentare” il mio biscotto preferito (alla faccia della linea, ma chissenefrega, il buon umore ringrazia!) una buonissima, profumatissima e “slurposissima” gocciola extra dark.
Già me la sentivo sciogliere in bocca quando….
NOOOOOOOOOOOO! SACRILEGIO!
Sull’amato biscotto c’erano piccole, tonde, ma inequivocabili…MACCHIE DI MUFFA!
*SPLUT!* *SPLUT!*
Ne avevo già mangiata una!
Ispeziono il sacchetto, aperto solo il giorno prima (ma allora…quante ne ho mangiate? ODDIOOOOO!) e la sentenza e: MUFFITE TUTTE O QUASI: PRODOTTO IMMANGIABILE! SOOOOOOB! 😦
Ma Kali ha le sue scorte, le riserve speciali in caso di attacco nemico, anche della muffa! TIE’! 😀
Vado in dispensa e torno trionfante con un altro sacchetto di gocciole!
AHHHHH! Si ricomincia la colazione! 🙂
…e invece…
AMMUFFITE PURE QUESTE!
Torno in dispensa, infuriata e prendo l’ultimo sacchetto.
Lo apro con goloso terrore
AHHHHH! E’ UNA CONGIURA!
LA MUFFOCONGIURA!
Ma come? Con quello che costano le gocciole?
E adesso?
Questo è un problemone! Altro che crisi economica!
TZE! 😛
Nonostante il contrattempo “gocciolesco” ero in anticipo, così mi studio il sacchetto per verificare di non aver acquistato i biscotti…nel secolo scorso! E’ tutto a posto: le gocciole sono ben lontane dalla data di scadenza. L’occhio cade sul numero verde del servizio consumatori
…hum…HI! HI! CHIAMO!

“Tadandan…tadandan...(la musichetta della Barilla? Ma non ho chiamato la Pavesi? Mah! Poi scopro che sono la stessa cosa)
“Attendere prego,
tutti gli operatori sono momentaneamente impegnati…”
E ti pareva? Finisce l’annuncio ed io sto per riattaccare  quando mi risponde una voce gentile che mi chiede dettagli e…NON MI ACCUSA DI AVER CONSERVATO MALE I BISCOTTI come, invece, mi sarei aspettata.
Mi chiede di conservare le confezioni e mi assicura che sarei stata ricontattata dal “servizio qualità”
Seeeeee! Vabbe!

Passa qualche giorno e un’altra voce gentile mi chiama: è del “servizio qualità”! Di nuovo qualche dettaglio, di nuovo NON VENGO ACCUSATA  DI AVER CONSERVATO MALE I BISCOTTI e mi chiede di fare un pacco (“una cosa semplice, anche con una vecchia scatola da scarpe”, puntualizza) con le confezioni di biscotti e di scriverci sopra un indirizzo che mi detta. “(…)Un corriere verrà a ritirare il pacco. in un secondo tempo, un altro corriere le porterà un omaggio per il disturbo(…)”
Un omaggio? Seeeeeeeeeeee!

Dopo qualche giorno, arriva il corriere e ritira il pacco con le gocciole ammuffite.

Ieri…suonano.
“Sono il corriere c’è un pacco per lei”
????????

Era uno scatolone mandato dalla Barilla! Allegata una busta con scuse e ringraziamenti!
L’ho aperto con lo stesso stupore e la stessa foga dei bambini quando trovano i regali sotto l’albero la mattina di Natale: PURA REGRESSIONE!
Conteneva 11 pezzi tra cui delle novità che non avevo mai provato e qualcosa che sta per essere messa sul mercato.
Insomma scuse+marketing!
Io non so che tipo di azienda sia la Barilla, come tratti i lavoratori e che livello di qualità e sicurezza rispetti nei suoi stabilimenti, ma una cosa è certa. coi clienti ci sanno fare!
Non come una nota azienda di borse firmate di cui vi parlerò in un altro post e con la quale avevo speso ben più del prezzo di tre pacchi di biscotti!
Ecco cosa c’era nella scatola: SLURP!
Venite a fare merenda da me?
 

  

 

Carnac & Vannes (7 Agosto)

Non si fa! Se mi dite che, negli Alignements di Carnac

ci sono i menhir

(Nella foto sopra, il menir di Obelix!)

(oltre ai dolmen ed ai cairn) io mi aspetto di incontrare il Gallo panzone (Obelix) il suo cane e pure Asterix! Tradimento!

Decido di cercarlo a bordo del Petit Trein  in compagnia degli anziani, degli attempati turisti americani, delle famigliole con bimbi e delle coppie in vena di gita romantica. Il fatto è che c’è un po’ di sole e pensiamo di avere una panoramica della zona dei megaliti e delle spiagge per poi tornare con calma a visitare le cose più interessanti.


La scelta si rivelerà azzeccata perché finito il giro…BRAVI! PIOVE!  Per capire a pieno le caratteristiche del sito archeologico, bisognerebbe essere appassionati della materia quindi ci limitiamo a restare affascinati da ciò che leggiamo sulle varie guide, facciamo foto e continuiamo a cercare, invano, i Galli. Le spiagge, dove avevamo immaginato di pranzare distesi al sole e poi pisolare senza ritegno…sono impraticabili per la pioggia e nei paraggi non ci sono locali dove “sbafare” al coperto: ma che razza di località balneare è?
Mah!

 (Nella foto sopra, la spiaggia vista dal trenino…prima del diluvio!)
Andiamo al centro di Carnac ed una provvidenziale boulangerie che prepara baguette espresse e dolci favolosi, ci ristora. Anche Carnac è molto carina, con il suo ordine e le immancabili case a graticcio. Non piove più…DILUVIA! Inutile restare, meglio fare strada verso Vannes: magari durante il tempo del viaggio smetterà di piovere! Illusione! Due ore bloccati in auto in un parcheggio per il rischio di affogare! Ne approfittiamo per concederci il pisolo di cui sopra e per cercare alloggio nei pressi di Quinper: pieno Finistere. Abbiamo deciso di sperimentare,  anche quest’anno, l’ospitalità delle chambre d’hotes. Una via di mezzo tra i B&B e gli Agriturismo, a seconda dei casi. Residenze tipicamente bretoni, immerse nel verde, circondate da fiori, per la maggior parte tenute da anziani rimasti soli in dimore sovradimensionate per le loro esigenze.

La Bretagna, ed in particolare il Morbihan ed il Finistere sono mete turistiche interne. Gli italiani sono quasi assenti e a parte qualche rara eccezione, non si parla l’inglese ma solo il Francese (e va di lusso se non parlano il Gaelico!).  Come già detto l’Orso se la cava molto bene e solo così ha potuto contattare i proprietari di alcune chambre trovate sulla provvidenziale guida (in Francese). Dopo un’estenuante ricerca troviamo alloggio a Le Juch. Ne frattempo ha smesso (MIRACOLO!) di piovere e andiamo a visitare Vannes.

Città con il porto, molto fiorita, molto ben tenuta e molto carina.


UHHHHHHHH! Ma quella torre, quella finestra…

aspe’ che inquadro meglio…*SBAM!*
Cado dal marciapiedi a faccia in giù: 
per poco non mi ammazzo.
DOLOREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!
L’Orso già mi vedeva in ospedale tutta ingessata…e c’è mancato davvero poco, ma grazie alla mia agilità da… grillo anziano, me la sono cavata con qualche ammaccatura (ed ho salvato la fotocamera!)

C’è il sole, anche se sono passate le 20.30 e la luce è bellissima…



Anche stavolta riusciamo ad assicurarci la cena andando a Port Navalo nella Presqui’ile de Rhuys.
Il vento è gelido e la sabbia ci smeriglia la faccia. Purtroppo l’idea di vedere il Golfe de Morbihan by night è irrealizzabile: non si vede un piffero!

Meglio andarsene a letto. C’è un bel pezzo di strada per tornare a Redon. Arriviamo stremati e…manca la chiave della nostra stanza! PANICO! MA OGGI LE SFIGHE NON FINISCONO PIU’?
Non c’è portiere di notte: dormiremo sui divanetti?
Ci sono i biglietti da visita dell’hotel. L’Orso chiama, si sente squillare il tel. nella stanza accanto: la proprietaria-factotum appare in vestaglia scusandosi: la ragazza della mattina aveva dimenticato di mettere anche la nostra chiave sul bancone e l’aveva lasciata nell’armadietto…chiuso a chiave! Ma quale ragazza! L’aveva messa li lei, me lo ricordo benissimo!
Vabbe’ problema risolto. Andiamo a nanna…che sono le 2 del mattino!
(continua)

Puntate precedenti:

0) On the road
1)Andiamo per ordine: che la vacanza cominci! (4 e 5 Agosto 2011)
2) Rennes & Guerande (6 Agosto)

Rennes & Guerande (6 Agosto)

Vi  ho già raccontato che il nostro netbook sul quale facevamo affidamento per la pianificazione del viaggio, c’ha dato forfait prima della partenza. Così, la nostra seconda mattinata di vacanza è stata dedicata allo sfruttamento del pc dell’Ibis che ci ospitava per la ricerca della sistemazione per le notti successive. Troviamo posto a S. Nicolas Redon: sarà l’occasione buona per andare a vedere anche Guerande altrimenti “fuori rotta”. Prenotiamo due notti a Redon per visitare i dintorni della penisola di Quiberon e del golfo di Morbihan e una notte a Auray  per andare anche al Festival  Interceltique: Finalmente siamo a posto, ma ormai la mattinata è trascorsa,  dobbiamo ancora vedere Rennes e …PIOVE (continuiamo bbbene!).
Inseguiamo i profumi ed arriviamo al mercato. Uno spettacolo!  Mille banchi di formaggi, ostriche n° 2 a €3 la dozzina, salumi profumati, fiori, frutta carissima, carciofi enormi,

spezie, pane, cucina etnica e locale…ma cosa sono quelle file? Che si mangia? Non ci sono turisti in fila, ma impiegati, ragazzi, giovani mamme con pargoli, tutti comprano il loro pranzo “al volo” : galette di grano saraceno con salsiccia arrostita all’istante, la specialità di Rennes. Indovinate cosa abbiamo mangiato per pranzo…
Ma il mercato non è solo piacevolezze.
Quando chiude, diventa un luogo triste e non per la spazzatura che rimane, bensì per coloro che vivono grazie a quella spazzatura…e non sto parlando di animali.
La nota duramente stonata della giornata, il segno di quella crisi che c’è e che fa tremare.
Rennes è molto bella anche sotto la pioggia (a parte il fatto che mi si bagna l’obbiettivo e la cosa mi fa imbestialire). Case a graticcio, finestre fiorite, sculture in legno sulle case più antiche

MAISON TI KOZ anno 1505

E deliziosi CAFE’


Dimenticavo di dire che siamo nel  dipartimento del Morbihan, la parte sud della Bretagna, famoso soprattutto per le sue località balneari di cui vi parlerò in un altro post.
S
. Nicolas Redon (dove dormiremo la prossima notte) non è vicinissimo alle zone che vogliamo vedere, ma ci offre la possibilità di visitare Guerande e le sue saline.


Il paese è piccolissimo, molto curato e circondato da mura.


La principale risorsa è la vendita del famoso e carissimo “fleur de sel” che i gourmet considerano il “tartufo dei Sali”.
Meno salato del comune sale marino, di colore grigio grazie all’argilla delle saline, viene raccolto quando affiora sulla superficie dell’acqua nelle mattine estive. Amatissimo da Luigi XIV per le note di violetta che io, lo confesso, proprio non sono riuscita a trovare! Anche il sale di Guerande (oltre al fleur de sal) è molto apprezzato e viene raccolto in maniera tradizionale, a mano e senza l’uso di strumenti metallici che ne altererebbero l’aroma.
Le saline sono uno spettacolo! Alcune non sono vicine al mare, come mi aspettavo, ma nell’entroterra. Si  sono formate grazie ai depositi argillosi lasciati dai fiumi e sfruttano le maree per il loro funzionamento.

Lungo il percorso verso il mare esce un po’ di sole e notiamo il vecchio MOULIN DE LA FALAISE per la “farine de Ble Noire” ossia per la farina di  grano nero o saraceno.
Ormai in disuso e privo di un “braccio” ha ancora il suo fascino: non trovate?


…e come segnavento c’è il PALUDIER intento nel suo lavoro: bellissimo!


La notte scende molto lentamente ed il rischio di rimanere senza cena è in agguato!
Scopriamo che andando ai porti dei vari borghi, si trova un po’ di vita e c’è la possibilità di cenare anche dopo le 21.30, cosa impensabile nell’entroterra. Cerchiamo una località con porto: Le Croisic!Tira un vento gelido, ma si mangino dei frutti di mare spettacolari (lumachine, ostriche, mazzancolle, gamberoni, lumaconi, conchiglie di St Jaques). Peccato solo non si riesca mai ad andare a letto ad un orario decente! Bello il viaggio “on the road”, ma certamente non riposante…
(continua)

Puntate precedenti:

0) On the road
1)Andiamo per ordine: che la vacanza cominci! (4 e 5 Agosto 2011)

Andiamo per ordine: che la vacanza cominci! (4 e 5 Agosto 2011)

Due ore di volo trascorrono in fretta su Ryanair tra vendite di gratta&vinci, dove non si vince, sigarette “solo nicotina e niente fumo”, gadgets profumi e balocchi, zuppe non meglio identificate servite in bicchieri di carta tipo Starbucks (che alcune bambine irlandesi riescono a trangugiare senza batter ciglio). Avete presente i viaggi in bus a €29.90 tutto compreso (però ti devi comprare la batteria di pentole)? Ecco, Ryanair è la versione “volante” di quei bus!

Ti venderebbe anche una serata a cena col personale di bordo e manca poco ti faccia dare una ramazzata all’aeromobile e tirare fuori i piedi per l’atterraggio stile Flinstone! Però costa poco, anche comprando i biglietti a ridosso della partenza…

Delle pantomime all’imbarco bagagli (causa limiti severissimi di peso) ho già parlato in un post del passato…

adesso si aggiunge la pantomina all’imbarco dove se hai un borsellino in mano, oltre all’eventuale bagaglio (zainetto o trolley che sia) scoppia il finimondo. E qui i passeggeri si dividono in cinque categorie:

1) GLI IGNARI: sono quelli che “cascano dal pero” <OH! Non lo sapevo proprio, ma dov’era scritto?> e perdono due ore cercando di infilare la borsona da mare nello zainetto del figlio (e non viceversa)

2)GLI STRAFOTTENTI: <se, vabbè, mo’ te pare che fanno storie pe’ ‘na borZetta> (siamo a Ciampino) e poi si accorgono che…SI!  FANNO STORIE!

3) I PARAC**I: inzeppano il trolley al limite della tenuta fisica, restando nel peso di 10 kg…salvo poi farsi “tanare” perché il suddetto informe bagaglio non entra nel cestello di prova (no, neppure saltandoci sopra!) e, anche loro, perdono due ore per “rimodellare” il tutto

4) I “LO BUTTO”: sono quelli che pur di non impazzire e dare soddisfazione all’impiegato di turno, si liberano dell’eccesso…buttandolo

5) I RASSEGNATI: pur di non passare nella gogna del sovrappeso o della borsetta in eccesso, prevedono lo spazio anche per quella, passano il controllo e, nel bus per l’aereo …la tirano nuovamente fuori!

Categoria n° 5: PRESENTE!
Kali 1 – Compagnia aerea 0

L’aeroporto di Beauvais (circa 90 km da Parigi) quest’anno ha aperto un terminal apposta per i voli dall’Italia! Wow! Finalmente non sembra di arrivare in un hangar, ma in un vero aeroporto, seppur piccolo. L’albergo per la notte (sono ormai le 21.30) è poco distante e sperimentato lo scorso anno, come pure il Buffalo Grill per la cena. Di rito la prima birra 1664: siamo in Francia! Beauvais non è solo aeroporto, ma anche piccolo paese medievale. Con una passeggiata in notturna ne esploriamo una parte e dopo aver percorso quasi 6 km rimandiamo il resto del tour alla mattina seguente, dopo aver ritirato l’auto alla Hertz.

Quest’anno ci consegnano una KA di appena 8 mesi blu elettrico: impossibile perderla!  Ha di buono che i bagagli si riescono ad occultare tutti, grazie a manovre d’incastro che neppure un puzzle! Sorvolo sul sistema stop&go…alla mia prima rotonda sono entrata nel panico! “Oddiooooooo s’è spentaaaaaaa”…e bastava premere la frizione perché ripartisse…HEM…
Il tour di Beauvais è sotto la pioggia (‘nnamo bene!). Dopo tre anni di frequentazione francese scopro che, si, è vero, la baguette la vendono davvero così…e stavo per…vomitare!

Supermercato:  ma dov’è il pane? L’Orso Chiede e gli rispondono “alla cassa”. Mah, strano, il banco del pane vicino alla cassa…Non il banco! Il sacco del fornaio con le baguette stava proprio accanto alla cassiera che, con noncalance, allunga la sua manaccia lurida prende la MIA baguette e …la sta per poggiare sul banco insieme all’altra merce. L’Orso la prende al volo (deve aver letto l’orrore nei miei occhi) Paghiamo ed usciamo con…la baguette in mano, neppure un coriandolo ad avvolgerla: ORRORE!  L’Orso “Ohhhhhhhh non fare tanto la difficile! Fa parte della cultura locale, o così o digiuni! E poi…tu non hai fatto la scout per 10 anni?” *SOB* Però avevo comprato due rotoli di similscottex e…voilà ho vestito la baguette con un outfit… di carta!

Mi piace curiosare nei super all’estero: fa parte della vacanza scoprire le differenze coi nostri. Le cose che abbiamo in comune (Nutella, pasta…) e quelle che da noi non ci sono come un milione di tipi di sardine, mille leccornie di Bonne Maman, i Figolu (slurp) ed i prodotti internazionali che mantengono formati, colori e loghi, ma cambiano nome. Sarò scema, ma il “trova le differenze” mi appassiona in tutte le cose.

Dopo mille foto scattate al sistema di puntellamento della basilica gotica,


L’Orso mi recupera ricordandomi che dobbiamo arrivare a Rennes. Rennes? Come quelle di Babbos Natales? HE! HE! HEM…


Arriviamo per cena…seguiamo l’istinto (mio) e troviamo la via dei locali: moules & frites! Cozze e patate fritte (le french fries) servite in piatti separati o in piatti appositi dotati di due incavi distinti(lo specifico perché, all’inizio, temevo mi portassero un “MISCHIO” immondo!) Te ne portano quante ne vuoi, finché te ne vanno e sempre allo stesso prezzo. Sono UNA delle cose deliziose che ho mangiato da quelle parti. Poi la prima crepe alla nutella del viaggio e prima esplorazione in notturna della città che abbiamo visitato il giorno seguente.

(continua)