Nicchie.

Nicchie di pensiero,
di cultura.

Nicchie di tolleranza, di apertura, di consapevolezza e ragione.

Nicchie per indignarsi compostamente,
per prendere coscienza, per ricordare ed indignarsi di nuovo.

Nicchie per commuoversi senza pudore,
per pensare che la libertà va conquistata sempre
per ammirare chi lotta perché non venga umiliata e sopraffatta.

Nicchie per ascoltare cose nuove e memorizzarle,
dove avere la consapevolezza che si può continuare a sperare e si deve farlo.

Nicchie per constatare che le persone migliori…la pensano come te.

Nicchie dove la perfezione non esiste,
e si nota nelle canzoni con qualche incertezza e nelle parole con qualche refuso,
dove la goffaggine del padrone di casa è quasi tenera.
Lui che balbetta, si passa la lingua sulle labbra, è impacciato nell’elargire abbracci che sembrerebbero voler essere più calorosi.
Nell’era delle grandi piazze occupate da oratori arroganti e saccenti,
la figura di quell’omino che non mi sta neppure particolarmente simpatico,  perché non so dove finisce il personaggio ed inizia la persona, ci sta proprio bene.
Un passo indietro rispetto ai protagonisti, per lasciargli tutto la spazio che meritano, a costo di sacrificare il dialogo finale.

Una nicchia in cui sono stata bene per tutta la serata.
Poi schiaccio un tasto e  finisco su una spianata con un omino ronzante e decido che non posso vanificare gli effetti del soggiorno nella nicchia.
Meglio gli intonaci.

E’ bello esserci stati.
Si.
Proprio bello

Il logo, poi, lo trovo bellissimo

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Un pensiero da oltre oceano…

Lo scorso giugno vi avevo parlato nel nostro strano e piacevole incontro con una coppia di Americani (di Washington) in un ristorante di Barcellona.

Seduti allo stesso tavolo per motivi di spazio, finimmo col fare amicizia e al momento di pagare il conto, scoprimmo che lo stesso  era stato già pagato come dono per il nostro anniversario.
Corsa per Barcellona, alla ricerca dei due nuovi amici, almeno per ringraziarli!

F.B., nonostante i suoi detrattori, serve a tenere i contatti con l’altro capo del mondo.
Oggi mi è arrivata questa mail:

“C.
I was unaware of the flooding in Italy. I have just read it was bad up north near vicenza. Are you guys okay? can we send you anything to help out? No matter if it is a flood due to rain or a flood due to life’s various circumstances, please let J. and I know that we may pray and give as needed, will you. You and G. hold a very special place in our hearts.
Your brother”

Insomma, ci offrivano il loro aiuto, nel caso fossimo stati colpiti dalle alluvioni che stanno sommergendo l’Italia.

Quanto abbiamo parlato con queste due persone?
Cosa abbiamo potuto condividere durante la durata di una cena?
Cosa abbiamo fatto per meritare tanta attenzione e affetto?
Non lo so.
Ma ho la certezza che se gli avessimo chiesto aiuto…sarebbe arrivato.
Esistono persone così.
Persone che ti fanno guardare con un po’ più di speranza all’umanità.
Persone che ti fanno pensare e fare inevitabili paragoni.

Per fortuna, senza cambiare fuso orario…
anche qui ci sono persone che sanno far sentire la loro vicinanza, e che se mi vedono scomparire…
mi mandano un sms, fanno una telefonata, scrivono un messaggio.
Per me che non credo nell’amicizia come valore assoluto, ma solo come esperienza da prendere così com’è , senza aspettative, senza nulla di scontato ed in continua evoluzione…
queste cose fanno un immenso piacere.

Post dedicato a tutte le amiche e gli amici..
a tutte le latutiduni e longitudini.

Baci.
Kali

 

ESISTE!

Cari amici,
ho il piacere di comunicarvi che io e la Lilla abbiamo trovato il Teletrasporto di cui si parlava nel Suo post.

Questa mattina, di buon’ora, invece di imboccare il G.R.A., siamo andate a fare colazione a…PARIS!

Qui ci sono le prove!
Jumping in Paris
Come?
Non vedete Lilla?
Ma, secondo voi, chi sta scattando la foto?

😉

Appena si sfilerà il tacco 12 e deciderà di “zompare”  la immortalerò e vi posterò la foto di Lilla volante.

Abbiate pazienza…per il momento siamo troppo impegnate con le nostre baguette & mortazza e le crêpes alla Nutella!

Bonne journée à vous tous!

ed & ad…

Me tapina.
Ho scoperto (già da un po’ in verità) che non si usa più scrivere “ED” e “AD”.

Ed io (acc…l’ho fatto ancoraaaaa!) che sapevo andasse la “d” prima delle parole inizianti con una vocale…
me tapina…

Nei commenti che vi ho lasciato ultimamente ho cercato di togliere tutte le “d” ridondanti, ma ho l’impressione di maltrattare l’italiano…

Mi sento ancora più obsoleta, un po’ come la scorsa primavera, quando in un negozio di abbigliamento, commentando un capo con un’amica ho esclamato: “Guarda! Sono tornati i fuseaux!” e la commessa (squinzia) mi ha subito corretta con il suo “Si, sono …LEGGINS!”


Già, i fuseaux sono roba della mia età…
SOB!

😦

Scrivimi…

Stavo ricercando il “se fossi” pubblicato sulla vecchia piattaforma e alla voce “canzone preferita” c’era e c’è “SCRIVIMI” di Nino Buonocore, datata 1990 album “Sabato domenica e lunedì”.
L’Orso era partito per il primo dei suoi corsi, era settembre.
Eravamo insieme da quasi due anni e di partenze ce n’erano già state tante. Quella volta fu ancora più dura: l’avrei rivisto solo a Natale e Pasqua.
“Scrivimi” e il treno partiva…ancora.
Ci si scriveva con la carta, la penna, i francobolli…
“Scrivimi” e il treno spariva inghiottito dalla città, dal nulla.
La canzone ha vent’anni, io mi commuovo ancora ascoltandola e…ho appena ricevuto un sms dell’Orso.
Scrivimi…