HOP..PER me.

Nonostante le poche righe che il 4° volume dell’Argan dedica a Hopper… la mostra è stata una bellissima scoperta.
Mi è piaciuto

·         il suo realismo (quasi impressionista) sublimato dal ricordo ed elaborato dalla fantasia

·         i  suoi  “fotogrammi” pittorici

·         le “inquadrature”  scelte con cura come per scattare una foto che non deve contenere nulla di banale, ma solo quello che la sensibilità dell’artista vuole far vedere

·         le architetture americane meno note, dai palazzi di periferia, alle case vittoriane, i fari …

·         quelle note, come il ponte di  Brooklyn), “fotografato” con un taglio originale, decisamente  differente dall’icona che ne abbiamo

·         le  geometrie ed i volumi “scolpiti” dalla luce

·         la luce del periodo maturo, netta viva,  che disegna ombre capaci di definire  spazi

·         il calore del sole che le tele sembrano  rimandare allo spettatore

·         il rumore della notte che si “sente”  in altre

·         le “istantanee” di vita quotidiana catturate  nell’atteggiamento delle persone, talvolta  inquadrate da una finestra

·         Le figure femminili “catturate” in atteggiamenti  quotidiani  quasi alla Degas

·         I disegni preparatori, veri e propri “progetti  esecutivi”, a volte talmente  esaustivi da rendere l’idea della luce e del colore pur essendo monocromatici.

·         Quel sentore di  surrealismo alla De Chirico delle città deserte.

 

Le città deserte…

ecco, secondo me Hopper aspettava semplicemente che le persone “uscissero dall’inquadratura” proprio come per scattare una fotografia!

 

Tutta la solitudine che viene sottolineata dall’audioguida (ben fatta,  anche se si poteva fare ancora meglio) nel documentario (molto utile) proiettato all’ingresso, nelle recensioni  alla mostra, nei  commenti dei critici…

io non l’ho trovata se non in un quadro che mi è sembrato drammaticissimo, come non ho trovato tutto il mistero che viene imputato a alcuni dipinti: per me, nei quadri di Hopper, ci sono semplicemente le emozioni  catturate nel momento in cui venivano provate.

Due esempi:

MORNING SUN

Per me, non “parla” di solitudine, ma rappresenta una donna che si gode un attimo di pace nel sole estivo, seppur non in un luogo di villeggiatura, ma dalla sua finestra in città.

SUMMER INTERIOR

Questo quadro, invece è quello  che ho definito “drammaticissimo” poche righe sopra.

Qui la solitudine l’ho percepita anch’io e non solo quella.
E’ come se fosse appena successo qualcosa di spaventoso e violento a tal punto da lasciare la protagonista
  priva di energie ed abbandonata alla sua solitaria disperazione.

 

Insomma, come ho  già avuto modo di scrivere qualche tempo fa, “l’arte è come le nuvole nel cielo: ciascuno può vederci ciò che vuole” o meglio, ciò che la propria sensibilità gli suggerisce.

 

Peccato non  fossero presenti alcune opere molto belle e molto note, come quella che ha ispirato l’allestimento scenografico all’ingresso : NIGHTHAWKS (vi posto l’opera, perché non ho immagini dell’allestimento).

La  ricostruzione mira a rendere tridimensionale la bidimensionalità della tela  che diventa percorribile; il quadro, d’altra parte, ha ispirato film celebri proprio per la sua “sconograficità”.

Rumori come quello delle tazzine e profumi  come quello del caffè arricchiscono la suggestione.

Peccato solo per  i manichini che, per me avrebbero dovuto essere solo dei simulacri senza un volto definito, proprio per ricreare delle forme nello spazio e non distogliere l’attenzione dalla composizione.

 

Bella l’idea di far provare l’esperienza del “bozzetto alla Hopper”,  molto apprezzata dai bambini, o quella di sfogliare virtualmente un taccuino dell’artista grazie alla tecnologia touch screen (anche questo molto apprezzato dai bambini)

Molto bello anche il catalogo…

Insomma se ancora non avete visto  la mostra, fateci un salto e conservate il biglietto:

vale €2 di sconto per quella su Caravaggio (non nel fine settimana).

 

Prossime “visite” in programma:

“Da Corot a Monet , la sinfonia della natura” al complesso del Vittoriano
e

“CARAVAGGIO” alle scuderie del Quirinale.

Vi  aggiornerò…

Per il momento:

buon HOP…PER  Voi!

Kali

(che a volte…ritorna!)


Le immagini sono tratte da QUI e dalla rete.

Il sito della mostra è QUESTO
 

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14 thoughts on “HOP..PER me.

  1. Avevo trovato drammaticissimo anche io il medesimo quadro… mi aveva turbata. E’ quello davanti a cui ho sostato di più, quasi in attesa che venisse qualcuno a spiegarmi che cosa era successo a quella donna… o a rassicurarmi.Bentornata, Kali.

  2. HOP…PER ME era un emerito sconosciuto fino alla gita "dentro le mura" fatta dai nostri amici "nordici" … non sono ignorante: "deppiù" … :Sstabilito ciò, non avendo i dipinti di fronte a grandezza naturale, così, a pelle, posso dirti che la sensazione che mi danno è esattamente l’opposto di quella che danno a te … nel primo ci vedo una donna con lo sguardo triste, che guarda lontano, chissà, forse una nave che sta partendo con l’amore della sua vita … nel secondo invece vedo una donna che, presa dalla stanchezza, si è addormentata ai piedi del suo letto, chissà, forse dopo aver raccontato l’ennesima favola ad un bimbo che dorme lì accanto … come dici tu “l’arte è come le nuvole nel cielo: ciascuno può vederci ciò che vuole” … :)un bacio e bentornata tra noi … si sentiva la tua mancanza!

  3. l’ho vista, ma forse mi aspettavo troppo…mi piacciono le atmosfere di hopper, soprattutto nei paesaggi che mi danno (quelli si) l’idea della solitudine, di luoghi nei quali si è davvero soli….concordo con te sulla "solarità" di morning sun…anche a me dà l’idea di un risveglio in una giornatas sorprendentemente bella dopo (che ne so…) settimane di pioggia, di una sabato mattina assolato, di una giornata da vivere senza fretta…e ugualmente summer interior è invece anche per me molto drammatico…sulla ricostruzione….confesso che mi sono fatta le foto anche io, ma quei manichini erano fuori contesto…erano meglio davvero delles agome più fedeli al quadro, o delle ombre….o al limite anche nulla…bentornata!

  4. @ SilykotCaspita!La stessa impressione sullo stesso quadro!EHHHHH! Noi persone sensiBBBili!:-)(grazie)@ LillaGuardare le tele dal vivo è tutta un’altra cosa e non solo per le dimensioni, ma anche per l’atmosfera che sono in grado di evocare.Quindi…urge visita!In "summer interior" la donna è nuda dalla cintola in giù e per questo, se l’avessi vista dal vivo, non ti sarebbe mai venuto in mente che possa aver appena raccontato una fiaba ad un bimbo.Inoltre, nella zona pubica, c’è anche un inquietante , sottilissimo segno rettilineo di colore rosso…che rende tutto più drammatico, per questo ho avuto l’impressione "come se fosse appena successo qualcosa di spaventoso e violento". Quel dettaglio non si vede nella riproduzione e non se ne fa menzione da nessuna parte, ma forse l’ha colto anche Silykot che ha provato le stesse mie sensazioni.(grazie)@ La GattaIo , invece, non mi aspettavo nulla, anzi, ero anche un po’ scettica."Mah, strano che Argan ne parli così poco… strano che al corso di "Storia dell’arte contemporanea" non ne abbiano accennato nulla…"Invece…La foto nell’allestimento non l’ho fatta, ma noto con piacere che abbiamo avuto la stessa sensazione circa i manichini!Per quanto riguarda i paesaggi, neppure li sono riuscita a trovare solitudine, ma solo una calma, un silenzio ed una pace incredibili. In alcuni riuscivo anche ad immaginare il frinire delle cicale nel sole estivo, in altri sentivo il vento e la salsedine…mah!Magari sono visionaria!;-)(grazie)

  5. brrrrrrrr … non lo voglio vedere da vicino se è così inquietante!! :Svero che ho guardato al volo tra un capo e l’altro che entrava ma … non avevo capito che fosse senza slip … e soprattutto non avevo notato il sottile segno rosso … capisco che vi abbia lasciato un senso di inquietudine … mi fido!! (prego)

  6. mi sono persa milano, spero di recuperare la mostra a roma. adoro hopper, così come la letteratura americana, così come certi film americani. ahhhhh – sospirone!:-))

  7. Diverse emozioni dallo stesso quadro… Anche per me summer interior era molto drammatico, ma morning sun mi trasmetteva tristezza e solitudine, senza dubbio… COsì come la "Camera d’Hotel" ( http://www.museothyssen.org/thyssen/zoom_obra/1062 )che avevo visto al Thyssen di Madrid e del quale ho portato a casa una riproduzione…Caravaggio non vorrei perderlo neanche io… Chissà se riesco a incastrarlo in una mia venuta a Roma…

  8. @ MauroNoi vi aspettiamo sempre:lo facciamo da settembre…@ FedericoForse per quel fascio di luce solare che entra dalla finestra, forse perché, anche a me, capita di godermelo al davanzale…mi è sembrato positivo, rilassante."Camera d’hotel" mi sembra più triste, quella camera stretta, spoglia, lei che legge (io non riesco mai a farlo in albergo: ho sempre mille cose da fare e non vedo l’ora di uscire)….così, guardando la foto, mi sento pienamente d’accordo con te.@ FabFarò il mio compitino, non appena mi deciderò a prenotare quella visita!(grazie)@TUTTIper il momento, le notizie su Caravaggio, dicono che sia indispensabile prenotare la visita.Io non ho ancora provato, quindi non so se sia un problema del fine settimana o di tutti i giorni: vi farò sapere…

  9. Toc toc, permesso? Notizie fresche su Caravaggio: ho accompagnato i miei figli domenica pomeriggio alle 16 (quindi in un giorno e in un orario abbastanza critico) dopo avere preventivamente acquistato on line e stampato a casa il biglietto. All’esterno delle Scuderie ci sono due file: una chilometrica per i senza biglietto (attesa stimata 3 ore) e una piccolina per coloro che hanno la prenotazione o il biglietto. Se hai la prenotazione devi comunque passare alla biglietteria, se hai il biglietto (come noi) devi solo far leggere il codice a barre alla signorina. La sola fila, comunque fattibile, è stata quella per prendere le audio-guide (4€ la singola, 6€ la doppia). Certo all’interno c’era tanta gente, ma nulla di drammatico.Baci a tutti!Tiziana

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