“Le déjeuner sur l’herbe”


Jardin de Luxenbourg
Paris


Calici di vetro, vino rosso e prelibatezze: niente lasciato al caso…
Per fare una merenda così, ci vuole premeditazione!
Bisogna scegliere tutto con cura, riporlo nelle borse, partire per il parco,
scegliere il posto:
mica una baguette al volo!
Chissà se era una coppia di sposi che festeggiava un anniversario,
oppure due amanti in vena di romanticismo,
o, ancora, due amici di vecchia data che decidono di passare un pomeriggio
insieme…
 In ogni caso: romantica Parigi

P.S.
Magari, dopo 
"Le déjeuner sur l’herbe"…

…si sono goduti il
"Coucher de soleil sur la Seine"
da un Bateaux Mouches…


EHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!
(Sospirone!)

PUNTATE PRECEDENTI

  1. JUMP IN…
  2. NONOSTANTE TUTTO…
  3. IL "TRALICCIO" http://kalisperaa.spaces.live.com/blog/cns!680C16B091E2D1C1!5685.entry
  4. Incomunicabili emozioni  http://kalisperaa.spaces.live.com/blog/cns!680C16B091E2D1C1!5705.entry
  5.  POSTCARD http://kalisperaa.spaces.live.com/blog/cns!680C16B091E2D1C1!5723.entry
Porca pupazza: non mi funziona il comando "inserisci collegamento"!
Mi fa sparire il testo e rimane solo l’URL!
A voi succede lo stesso?
MAH!
Sarà questa nuova versione di MSN!
AH!
Nemmeno le faccine mi mette più!
ZOB!



Buon fine settimana a TUTTI!
Kali


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Postcard…

Postcard
Una vista un po’ insolita per portarsi a casa un pezzetto di ricordo.

Simbolo cangiante secondo le prospettive e gli orari.
Cattura i primi raggi di sole all’alba,
 si veste a festa al tramonto,
 traliccio minaccioso quando si scatena il temporale,
  maestosa se guardata col naso all’insù,
 punto di riferimento per orientarsi in città,
 luogo di ritrovo,
 foto ricordo,
 "photo jumping" con pessimi risultati,
ascese mozzafiato,
panorama emozionante: Parigi a 360°
Lo champagne in vetta €10 la flute (svaporato e in flute di plastica): romantici si, ma … 
Gli ambulanti con le miniature:
 "3 a 1€ i portachiavi 3€ quella che brilla: compra è affare sono saldi!" 
Il Trocadero di notte, in "pole position" per il "brilluccichio" delle 22…

Tour Eiffel de nuit

Tanti saluti da…
Kali




Incomunicabili emozioni…

Ci sono
sensazioni che, per quanto ci si sforzi, non si riusciranno mai a comunicare come si vorrebbe.

Questo
perché, certi stupori, non sono comuni, universalmente condivisi e
riconosciuti, come la bellezza di un quadro di Manet o la grandiosità della
Tour Eiffel.
Alcune emozioni nascono dal nostro vissuto, dalle nostre conoscenze, dal quel
bagaglio, grande o piccolo, di cultura che abbiamo faticosamente ammucchiato
nella nostra memoria.

Ricordo
che, quando ebbi il grande incidente con la moto, ormai tanti anni fa, temevo di scoprire di aver perso memoria di ciò che sapevo, ma per fortuna
non accadde.
Dicevo…

Certe
cose che a noi riescono ad emozionare fino alle lacrime, che ci stringono lo
stomaco, che ci fanno scattare centinaia di foto, possono sembrare
incomprensibili ad altri.

E non
importa quanto ci siano vicini, quanto siamo capaci di coinvolgerli.

Per
qualcuno Villa Savoye di Le Corbusier sarà sempre solo una “casa” e sarà
incomprensibile scegliere di andare a Poissy per visitarla, piuttosto che a
Disnayland Paris per trovare Topolino.
Per qualcuno la Defense, sarà troppo moderna (contemporanea, si dice
contemporaneaaaaaa!) con tutti quei grattacieli, la piramide del Louvre, fuori
contesto, l’etoile di strade intorno all’Arco di Trionfo una scelta
spettacolare di un urbanista illuminato, ed il Centre Pompidou una fabbrica di
tubi.

Ma chi
quella Villa Savoye la vede uscire da un foglio di carta lucida,vede quei
tratti di china diventare muri reali, quel disegno che aveva immaginato
tridimensionale solo nella sua testa, (perché i render 3D non esistevano
ancora) farsi reale e poterne percorrere i camminamenti, gli spazi, percepirne
la luce…

Ecco,

quell’emozione,
più grande della vista della tour Eiffel da vicino, non è comunicabile.

Allo
sbeffeggiamento per l’estasi da architettura contemporanea (e moderna) sono
abituata ormai, (l’architettura antica affascina più facilmente) ma, in fondo,
è normale, perché per capirne l’essenza devi avere una passione specifica
(tanta).
A Villa Savoye, non c’erano turisti, ma solo architetti o studenti: gli
accompagnatori si guardavano rassegnati come a dire. “boh, ma che avrà di
speciale ‘sta casa?”, mentre gli altri, in estasi, giravano rapiti da
quell’architettura  vecchia di ottant’anni
eppur così attuale consapevoli di passeggiare nella storia e di non poter
comunicare al meglio quella gioia infinita.

Signori…

Villa
Savoye a Poissy di Le Corbusier: 1928-1931

Emozione pura...

Altre foto QUI : http://www.flickr.com/photos/kalispera2007/

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  1. JUMP IN…
  2. NONOSTANTE TUTTO…
  3. IL “TRALICCIO” http://kalisperaa.spaces.live.com/blog/cns!680C16B091E2D1C1!5685.entry
CIAO a tutti.
Kali

Il “traliccio”…

 

I voli low cost partono ad orari assurdi ed arrivano in aeroporti fuori mano, ma hanno i loro vantaggi…

non solo economici.
Il Beauvais  a guardarlo dall’alto sembra quasi un aeroclub.
A terra l’aria è fresca, i bagagli arrivano subito, il bus per la città pronto.
Il viaggio in bus serve per scoprire le prime case, le prime insegne poi…BAM!

All’orizzonte LEI, l’enorme “traliccio” (HE! HE!) la Tour: siamo a Parigi!

La stanza dell’hotel ha un’enorme finestra…apro la tenda e…eccola li!

Albeggia su Parigi. In questa foto la Tour e l’Arco di Trionfo…il tutto da dietro il vetro che si apre solo a vasistas!

Saluterà le mie albe ed i miei sonni, infatti, non riuscirò ad andare a dormire senza aver aspettato lo scoccare dell’ora, perché, per cinque minuti, oltre alle luci che rimangono accese dal tramonto all’una di notte, se ne aggiungono altre piccole, che fanno brillare la torre creando una magia indescrivibile.

Non è ancora mezzogiorno e sperimentiamo la prima baguette ripiena prima di andare al mercato delle pulci.

Un po’ sottotono rispetto alla descrizione della Lonely Planet ed ai ricordi dell’Orso “Francese”
(poi vi racconterò, ma adesso EGLI legge, quindi non posso SHHHHHHHHH!)
la parte più bella era quella degli antiquari, con le ambientazioni d’epoca.

 

La signora dello stand s’è meravigliata del mio interesse per il suo catino pieno di libri, ma io ho scattato questa foto pensando alle mie amiche AGGATTITE (aCCANIte non rendeva l’idea) lettrici.

Poi…via verso Montmartre!
Il Sacro Cuore spicca illuminato in cima alla collina,

 

 ma prima di arrivare ad i suoi piedi…mille negozietti dove curiosare: come resistere?

Con la funicolare saliamo, entriamo, poi…300 scalini, stretti e bui per raggiungere la cima della cupola:
un miracolo essere arrivata fin lassù con la pressione bassa, ma non potevo resistere!

Una volta tornati alla luce del sole il “ne valeva la pena” è d’obbligo

 

 

 

Parigi dall’alto, prima visione…

 

 

Scendiamo: è sera.

Passeggiamo per le vie,

ci fermiamo ad osservare i ritrattisti della Place du Tertre…
mmmmm a Piazza Navona sono più bravi!
Ma qui c’è il fascino parigino!

FAME! FAME! FAME!

BASTA!

VOGLIO MANGIARE AD ANDARE A DORMIREEEEEEEEEEE!

E così li, nella piazza degli artisti, li dove è possibile mangiare senza beccarsi un conto in stile “piazza Navona”, consumiamo la nostra prima cena parigina, tra camerieri vestiti come in un film, luci soffuse e, poco lontano, la nostra prima “accensione dell’ora”: sono le 22 e inizia lo spettacolo!

La foto fa schifo, lo so, ma non avevo il cavalletto ed ero attaccata tipo scimmia,
ad una ringhiera con mille altri turisti-fotografi-faidate!

Animoticon

CIAO
e, se vi va…
ALLA PROSSIMA!

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  2. NONOSTANTE TUTTO…


Nonostante tutto…

 

Questa estate è stata strana.

Non sono stata bene.

Già prima di partire per la Sicilia, mi sentivo a pezzi, la pressione bassa le energie inesistenti,

disturbi vari ed eventuali: un disastro.

Sfumata la gita a Stromboli, per evitare di dover tornare in eliambulanza,

sfumate le passeggiate a Taormina (che estate è senza un affaccio dal belvedere?),

le arrampicate a Dinnammare, i bagni in spiagge più lontane…

anzi sfumati proprio i bagni che sono stati solo quattro, ma più che bagni li chiamerei “pediluvi”  per colpa dell’allerta meduse rompiballe.

 

Tornata dalla terra sicula ho avuto una settimana per riprendermi prima della partenza per la vacanza vera e propria…ma non è servito.

Fino al venerdì pensavo di rivendere i biglietti di volo ed hotel, il sabato ho preparato i miei 15 kg di bagaglio

tra una sosta e l’altra sul divano…

Sono partita.

 

Nell’alba calda del 23 agosto, con la mia bottiglietta di Gutron per la pressione ed altre pillole varie:

mi sentivo uno straccio.

Il malessere si è attenuato nella “città”, ma non mi ha abbandonata mai del tutto.

Sempre in bilico tra il desiderio di starmene a letto a dormire e la voglia kalisperiana di vedere, girare, assaporare, capire, fotografare, con poche soste, insaziabile.

 

Ha vinto la seconda, a forza, con molta forza…

Questa foto ne è la sintesi:

Saltare nel cielo…
nonostante tutto.

 

Alla prossima!

Kali

 Clara arco retro

 

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