Fine giornata

 

  

Piedi sull’erba,

non mi basta e mi sdraio col naso all’insù

in una notte di stelle,
nessuna che passa.

Le vedo azzurre,

alcune sembrano composte da più punti luminosi:

stelle a led,

magari cinesi.

 

Formiche nottambule,

grilli in concerto e pensieri che pungono

come zanzare.

 

 La giornata della salsa di pomodoro s’è conclusa:

sono stanca

ed il cielo è immenso.

 

Kalispera

 

 

 

*

 

 

Un saluto.

Kali

 

*immagine presa dalla rete

 

Il piano infinito.

Spero la mia scrittrice preferita mi perdoni (I.Allende) se prendo in prestito il titolo di un suo libro (che tra l’altro è sul mio comodino in attesa di tempi migliori per essere finalmente letto) per parlare di quanto segue.
Scrivo dalla Terra dell’Orso col ventilatore a “manetta” e l’umore sotto le infradito.
Siamo partiti il 31 Luglio, tarda mattinata, un po’ per sfruttare la pausa pranzo dei vacanzieri, un po’ perché la sottoscritta era più "zerbinata" degli altri giorni, tra febbre, pressione da palloncino sgonfio ed energia da bradipo ipoteso.
C’era traffico, ma si andava fino alla …
lei, l’innominabile, l’incubo di tutti gli automobilisti diretti “giù”: la A3! La Salerno-Reggio Calabria.

Ormai ve ne ho parlato moltissimo, ma il tempo non l’ha migliorata.
I cantieri sono sempre li, immobili monumenti allo sperpero e al degrado, inutili simboli di inefficienza e pericolosità.

A passo d’uomo, col navigatore che sbadigliava e “Chiara” (la voce di Tom Tom) che ad un certo punto ha iniziato a sbraitare:
“SPEGNETEMI VI PREGOOOOOOOOOOOOOOOOO tanto la strada e sempre quella ed io non ho nulla da dirvi!”

Hem…

In direzione nord era stata addirittura chiusa per far si che le due uniche corsie aperte servissero il flusso in discesa (non oso pensare i disagi di chi “saliva”).
Uscire dalla A3 è impensabile perché si finisce imbottigliati in strade che si inerpicano tra monti e coste, senza via di scampo.
12 ore per  800km: Tom Tom è ancora in letargo.

Poi c’è il capitolo traghetti.
Già vi ho parlato di quelli delle FS, del degrado, delle indicazioni mancanti, degli ascensori e scale mobili non funzionanti, delle passerelle fatiscenti, situazione peggiorata  dagli anni in cui si è tornato a parlare del “ponte” come unica risorsa, soluzione e speranza per questi "poveri siciliani", per farli, finalmente “diventare italiani”: parola di Mr “B”!
Treni e traghetti sono stati, secondo me, DELIBERATAMENTE  lasciati cadere nello stato di abbandono in cui versano, per far sentire i passeggeri di serie “b”, per garantirgli un viaggio da paese sottosviluppato (con tutto rispetto per quei paesi dove, purtroppo, il sottosviluppo è un dato di fatto e, ahimè, una volontà politica…hem, proprio come da noi! ) e per convincerli dell’indispensabile ed urgente necessità del PONTE.

Il Ponte…
Sabato ci sarà una grande manifestazione “no ponte” a Messina: ne sapevate niente? Certo che no!

Perché tutti devono credere che i Siciliani non aspettino altro!
Poco importa se i più grandi produttori di agrumi, ortaggi o pescato si servano, ormai da anni della via aerea per distribuire le merci in maniera competitiva.
Poco importa se quello che chiedono sono aeroporti efficienti, scali moderni e potenziati.
E non sono solo loro!

Guardate com’è aumentato il turismo in Sardegna da quando la Ryan Air fa scalo ad Alghero.

La Sicilia è un’isola meravigliosa, piena di contrasti e colori crocevia di culture, patria di arte e tradizioni,  capace di ammaliare con delizie e prelibatezze da gustare e vedere, con panorami mozzafiato, con spiagge bellissime e mari cristallini.
Potrebbe far concorrenza a mete esotiche e soddisfare i gusti vacanzieri più disparati.
MA NON DEVE ESSERE COSI’.
Deve continuare a rimanere isolata e fonte inesauribile di voti, per ignoranza, per scambio…non so.
Alle ultime elezioni qualcosa sembra essersi mosso, qualcuno, forse, inizia a capire.
Nascono blog di protesta, scendono in piazza contro il ponte.

Ma non è un "NO" tout court.
E’ un “NO” legato all’assoluta inutilità di un’opera già obsoleta prima di essere realizzata, alla quale si arriva (quando ci si riesce) dopo un viaggio estenuante sulla A3.
Perché qualcuno mi dovrebbe spiegare che vantaggio avrei ad utilizzare un ponte a “pagamento” (ma nessuno ne parla mai!) impiegandoci lo stesso tempo che occorre ora per prendere un traghetto della Caronte, più efficiente di quelli delle FS e che in mezzora mi porta “di la”, facendomi godere la traversata in tutta rilassatezza, senza dovermi preoccupare della guida godendomi la brezza marina e le luci della città al di la dello stretto.

A che serve la zuppiera d’argento se non si ha nulla da metterci dentro?
La brava massaia direbbe: “questione di priorità”, teniamo i piatti sbeccati, ma compriamo ciccia per tutti!

Sistemate le infrastrutture, fate un piano per la ricettività sostenibile, valorizzate i siti d’interesse, riportate l’acqua nei rubinetti e poi, se avanza qualcosa in quello scolapasta delle finanze, riparlateci del ponte, ma, almeno, rivedete il progetto che quello, ormai, E’ VINTAGE!
 
Immagine presa dalla rete 
 
Perdonate la… hem… parola colorita, ma questo "stencil" l’ho visto anch’io…proprio mentre sbarcavo da un traghetto!
 
UN SALUTO A TUTTI da KALISICULA