Turisti NON per caso. DIARIO #3

 

Ripensavo al commento di Federico: viziamo il Nipotone?
Non penso.

Piuttosto cerchiamo un equilibrio tra svago e cultura e tentiamo, così, di donargli quanto possiamo in fatto di conoscenza, di esperienze, imput e ricordi positivi.
La Sicilia è lontana, non solo fisicamente.
Uscire significa imparare a guardare le cose da un’altra prospettiva che non sia quella della TV.

Prendere la metro per la prima volta, misurarsi con una grande città, con la Capitale, che, fino a ieri, era solo una nozione di Geografia.

Cambiare più di un mezzo di trasporto per raggiungere la meta, camminare a piedi, tra palazzi storici, trovarsi davanti al Colosseo e sentirlo esclamare:

“MA E’ GRANDISSIMO!”


La meta l’ha scelta Lui: “Zia , andiamo al Colosseo?”
E non, "andiamo da Energie, Guru, Foot Locker" , no proprio il Colosseol

Caspita, ci mancavo dal…hem…

dall’esame di “storia dell’architettura I”, quando ho dovuto imparare Roma antica, pietra su pietra, oltre che sui libri anche dal vivo, pena bocciatura garantita.

Dicevo…

Che filaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Pensavo che il Nipotone volesse rinunciare, invece.

“ZIA, dai, tanto scorre veloce!"
(!!!)

 

E che Colosseo sia!

 

 

 

Giornata piena di sole, anche se rigida, tantissima gente, i soliti gladiatori per le foto, i soliti furbi che per €10 oltre il biglietto, promettono ai turisti stranieri, di saltare la fila.

Si inganna l’attesa constatando che i figuranti hanno una calzamaglia sotto il corto “gonnellino” del costume, mentre uno …non ce l’ha!

Tralascio i commenti…

Guardiamo il Colosseo dall’esterno, gli chiedo di cercare di osservarlo e descriverlo, in una specie di gioco basato sulle nozioni della sera prima.

Si, perché ci eravamo preparati!

Prima delle ricostruzioni 3D esistevano (ahhhhhh averlo avuto per quell’esame!) dei libri sintetici, ma efficaci, utili per studiare i monumenti antichi.
Grazie a dei fogli trasparenti, si può vedere il prima ed il dopo di edifici antichi.

Così, in una via di mezzo tra un quiz ed una puntata di Superquark, siamo arrivati alla visita con un minimo di preparazione, qualche aneddoto divertente e tanta curiosità.
Da fuori ha iniziato a riconoscere gli ordini architettonici, a distinguere il corinzio dal tuscanico, una lesena da una semicolonna e che le foglie di Acanto, crescono anche ai bordi delle strade tra le campagne del  Nonno.

Ha scoperto che in realtà il nome era Anfiteatro Flavio, che anche a Roma ci sono stati terremoti importanti i cui segni, sono ancora leggibili proprio sul Colosseo, che una volta spogliare i monumenti per costruirne altri era normale, che una battaglia navale poteva tenersi lontano dal mare, "indoor"  insomma, proprio nel Colosseo, prima, però, che fosse adibito alle cacce. La differenza tra queste ed i combattimenti tra i gladiatori…

Insomma era al settimo cielo.

Solo dopo aver visitato anche gli Horti Farnesiani, aver visto da lassù il Foro ed aver imparato che “Noi Romani semo arrivati un po’ dappertutto” grazie alle mappe che raccontano l’espansione dell’impero romano, si è reso conto che era ora di pranzo… erano quasi le 15!

Aveva le pile atomiche!

Il Campidoglio, Largo Argentina, Fontana di Trevi, il Pantheon, Piazza Navona addobbata a festa, Piazza di Spagna e poi, ancora la metro ed il treno per tornare a casa, distrutti (io) alle 22!
Ha anche voluto scrivere le sue prime cartoline…

Ma di questo, vi parlerò nella prossima puntata.

 

Ciao.

Kali

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14 thoughts on “Turisti NON per caso. DIARIO #3

  1. Premesso che la mia "insinuazione" era solo una battuta, penso che il vostro nipotone conservi e conserverà un ricordo indelebile di questi giorni romani, che andrà ben oltre l’esaurirsi dei tuoi malesseri influenzali (a proposito, come stai?).Dico questo perché ricordo che quando ero piccolo, quando ero nipotino, il mio zio di turno che viveva a Roma mi fece trascorrere alcuni giorni in giro per l’Urbe, e ancora oggi credo che sia il giro più emozionante che io ho fatto in quella città (almeno prima del Bar Camp o de’ fiori…).D’altra parte credo che sia giusto stimolare i bambini e i ragazzi a conoscere e amare e a voler studiare l’arte, l’architettura, la storia… e non c’è modo più coinvolgente di farlo che con l’osservazione dal vivo. Io ho sempre portato le mie figlie a visitare i musei nelle città dove andavamo (e magari gli amici mi dicevano "ma dove li porti, poverini, non capiscono…") e loro gradivano, capivano, e si ricordavano e si ricordano in che città avevano visto quel tale quadro e quel tal’altro monumento.Una piccola annotazione su "Noi romani semo arrivati dappertutto"… Io sono stato testimone di un episodio simpatico con un papà che spiegava la storia dell’impero romano a una bambina attraverso quelle mappe, e che arrivato in fondo aveva concluso dicendo "…e quindi amo conquistato er mondo!"… Unici!A presto (spero!)

  2. @ Federico SUAH! Che ridere! "AMO CONQUISTATO ER MONNO!"Sono d’accordissimo sull’importanza di coinvolgere i giovani nelle esperienze culturali.Importantissimo fornire degli strumenti per imparare a "leggere" le cose ed a ricordare.Ovviamente il tutto deve essere adeguato all’età e alleggerito quel tanto perché non diventi noioso nozionismo.Il trucco è tutto li.I ragazzi imparano fin da piccolissimi e sono curiosi…La tua "insinuazione" era stata percepita come una battuta! Tranquillo!L’ho "sfruttata" per farmi qualche domanda in più (che non guasta mai) e per introdurre il post.;-))Coff, coff…va un po’ meglio…speriamo passi…PER TEMPO!;-))Ciao e grazie per il lungo ed articolato commento.Kali

  3. giulio carlo argan??? e chi è??? zia kali è la storica dell’arte più in gamba del mondo!! assunta a pieno titolo come "cicerona" per il prossimo bar-camp!! :)un bacioooooooooo!!PS: come va il raffreddore?!?!?!

  4. L’esperienza da zia prima, mamma poi, zia forevere dopo, confidente dei pargoli ancora, etc etc…mi fa confermare quello che asseerisci: stimolare la curiosità è la chiave per far interessare i ragazzi.Arma a doppio, anzio quadrimensionale taglio, perchè poi…quando la curiosità è divenuta modo di vivere e di relazionarsi…non hai più pace…già già..

  5. Scommetto che al Nipotone brillano gli occhi da morire quando vede la sua zia preferita!Che belle giornate che gli hai fatto passare!

  6. Insomma, una bella full immersion che credo ti abbia dato tanta soddisfazione. Credo che ‘salire in cattedra’ davanti ad un pubblico ansioso di ascoltare sia la sensazione più bella che esista. ps. considerati reclutata per il mio prossimo viaggio a Roma e stavolta a tempo pieno ;-)))

  7. @ Signora dei SogniBoh, forse il trucco sta nel non salirci su quella cattedra…ma lasciare che sia lui ad arrampicarcisi!A giudicare dal "milione di miliardi" di domande…MESSNER gli fa un baffo!@Mariko MurasakiIl Nipotone si "appiccica" come l’Attak!

  8. ah…quanto mi manca Roma………..posso prenotarti come guida turistica per il mio prossimo soggiorno della capitale?Io però voglio girarla di notte…. 😉

  9. vedo che si parla molto del nipotone, ma della SUPER ZIA ne vogliamo parlare???mica è da tutti avere una kali che ti guida, ti spiega, ti fa fare i compiti…penso che il ragazzone sarà innamorato, e ne ha ben ragione, della sua zia :-))bacio!

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