Terra e vento…

 

 

(…)

"La terra ha desiderio di altezza, di cielo.
Spinge i continenti all’urto per innalzare creste.

Si struscia attorno alle radici per espandersi in aria con il legno.

 

E se è fatta a deserto, fa polvere per salire.

La polvere è una vela, migra, scavalca mare.

Lo scirocco la porta dall’Africa,

ruba spezie ai mercati e ci condisce la pioggia.

Razza di capomastro è il mondo."

(…) 

Razza di capomastro è il mondo

  IMPRONTE...

 
Ho scelto questo brano perché sa ti vento, di caldo, di Sicilia.
Mi fa pensare all’estate in quella terra,
quando lo scirocco toglie le forze,
fa il cielo pesante.
 
Ma prima di questo pensiero,
m’è venuto in mente il vento che disegna le dune del deserto,
poi quell’immagine delle spezie in un mercato lontano…
e la pioggia colorata,
che porta la sabbia e, forse, anche quei profumi.
 
Un’immagine a  colori:
l’ocra della sabbia,
i colori del mercato,
la pioggia,
la Sicilia…

 

Chiudo qui,
altrimenti finisce che, brano dopo brano, riporto tutto il libro.
Molti avevano indovinato l’autore, la circostanza, magari perché presenti.
Chi mi ha donato il libro, l’ha riconosciuto subito.
Aveva indovinato l’autore anche chi lo apprezza.
Inutile che faccia i nomi: si capisce tutto dai loro commenti!
 
Non mi resta che lasciarvi i "dettagli",
così, nel caso voleste fare anche voi, un viaggio tra queste parole.
A Presto.
Kali
 


Brani tratti da:
 
 

 
 
 
Altri brani, sempre su questo blog:
 

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L’Albero…

 

Ancora qualche frammento del libro di cui vi dirò.
Si parla di alberi e bellezza.

Buona notte a tutti.
Kalispera


Un albero ha bisogno di due cose: sostanza sotto terra e bellezza fuori.
Sono creature concrete ma spinte da una forza di eleganza.
Bellezza necessaria a loro è vento,
luce, uccelli, grilli, formiche
e un traguardo di stelle verso cui puntare la formula dei rami.

La macchina che negli alberi spinge linfa in alto è bellezza,
perché solo la bellezza in natura contraddice la gravità.

 

(…)

 

Un albero ascolta comete, pianeti, ammassi e sciami.
Sente le tempeste sul sole e le cicale addosso con la stessa premura di vegliare.
Un albero è alleanza tra il vicino e il perfetto lontano.

 

(…)

 

Giardino...REGALE!

Giardino di Buckingham Palace

London U.K.
Summer 2008

 

Sottolineando…

 

E’ da un po’ che non aggiorno la mia lista di libri.

Voglio farlo parlando proprio di loro,

anzi, prendendo a prestito due stralci di un  breve, ma intenso e poetico libro che ho letto.

Una vera scoperta.

Non conoscevo l’autore.

Il libro mi è stato donato inaspettatamente e già dal retro di copertina prometteva bene.

Un linguaggio ricercato, poetico, dicevo, per raccontare come in un film, scene mai scontate.

Paralleli evocativi, parole usate per assonanza ed ecco comparire colori, odori ed emozioni.

Nei prossimi giorni riporterò qualche altra frase e, solo alla fine, scriverò autore e titolo, ma, sono sicura, qualcuno di voi…

indovinerà subito!

Il tema di questi due piccoli “assaggi” è proprio il libro.

" Leggo libri usati perché le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli occhi, perché ogni copia di libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero essere incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco e dovrebbero morire come loro, consumati dai malanni, infetti, affogati giù da un ponte insieme ai suicidi, ficcati in una stufa d’inverno, strappati dai bambini per farne barchette, insomma ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a vita in uno scaffale”

PAG 18

 

“Questo devono fare i libri, portare una persona e non farsi portare da lei, scaricarle il giorno dalla schiena, non aggiungere i propri grammi di carta alle sue vertebre”.

PAG 65

 

Io, come ho già avuto modo di scrivere qui, compro sempre i miei libri.

Preferisco rinunciare a qualcos’altro pur di regalarmene uno.

La ragione è che non solo, il libro, mi piace come oggetto in se, ma perché devo potermelo vivere liberamente, sottolinearlo per ritrovare parole ed emozioni, prenderci appunti, ricordarmi di cercare quelle parola di cui mi sfugge il significato.

Quando li ripongo, dopo averli letti, hanno qualcosa di mio e, quando li riapro, ci ritrovo le riflessioni, le annotazioni…

Però mi piace quest’immagine poetica di “libro di tutti” che voglio intendere in senso più ampio, ossia come “cultura di tutti” riconoscendo l’assoluta necessità di passarla di mano in mano, di divulgarla per…

“non condannarla a vita in uno scaffale”.

 

Buona lettura a tutti e buon inizio settimana.

Kalispera

 

lampione2

Lampioncino al Lungolago dei Soldati.
"Il paesello". Giugno 2008

OGGI SOLE…

 

 

Oggi sole.


Respiro l’odore della terra che sa di umido,

la resina del pino,

il muro bagnato da non poterne più

la legna di un camino acceso.

 

C’è il sole.

 

Un gatto se lo gode sulla soglia:

il travertino diventa giaciglio caldo.

 

C’è il sole ad asciugare malanni e pensieri,

a spingere lo sguardo oltre il vetro

ad appoggiare i gomiti sul davanzale per chiudere gli occhi,

giusto un po’

un attimo

quanto basta a sentire il calore sulla faccia.

 

Piccola oasi di silenzio,

canto di uccelli,

un frullo d’ali e volano via.

 

Richiudo il sole oltre il vetro,

torno alle mie cose.

 

Buona giornata

 

Kali

  Tower Bridge...nel sole.

Da un ricordo assolato:
dopo una giornata grigia, tipicamente Londinese,
il sole decideva di accendere il Tamigi e regalarci il Tower Bridge in tutto il suo splendore.
Londra, Agosto 2008
 
 

CARTOLINE. DIARIO #4

 

 

E. aveva fatto delle gite con la scuola, ma al momento di mandare le cartoline che Zia Clara, aveva ESPRESSAMENTE RICHIESTO, non c’era verso.

Le comprava e poi finiva per spedirle da casa, dopo essersi fatto aiutare da qualcuno, sia per il testo, che per la compilazione.

Le ultime, quelle della gita di IIIa media in Francia…me le ha portate direttamente a mano.

Due belle cartoline, scelte con cura, per carità, ma senza neppure una parola dietro.

Era giunto il momento di imparare!

Perché non spedirne proprio dalla gita a Roma?

Tre ore per sceglierne una da mandare alla mamma, ma poi ne ha volute prendere altre due e non per i suoi amici, ma una per gli Zii ed una per i miei genitori.

Le ha scritte da Fontana di Trevi, appoggiato al muretto, dopo che gli ho spiegato dove andava l’indirizzo, la data, il testo.

Ha voluto il sostegno solo per scrivere quella della mamma.
Aveva salutato i genitori, ma  gli ho fatto notare che un bacio ai fratelli poteva pure mandarlo!

Lo ha aggiunto…insieme ai saluti per Luna (la “cana”) e per i cuccioli: anche lui ha un “CUORE DI ZIO” di nipoti PELOSI però!

Quando è arrivato il momento di scrivere la cartolina per gli Zii (noi)

mi ha obbligata a non guardare, e a promettere di leggerla solo una volta  che fosse arrivata a casa.

Ho ubbidito.

Adesso la condivido con voi.

Che dire?

CUORE DI ZIA!

 

 

 

Turisti NON per caso. DIARIO #3

 

Ripensavo al commento di Federico: viziamo il Nipotone?
Non penso.

Piuttosto cerchiamo un equilibrio tra svago e cultura e tentiamo, così, di donargli quanto possiamo in fatto di conoscenza, di esperienze, imput e ricordi positivi.
La Sicilia è lontana, non solo fisicamente.
Uscire significa imparare a guardare le cose da un’altra prospettiva che non sia quella della TV.

Prendere la metro per la prima volta, misurarsi con una grande città, con la Capitale, che, fino a ieri, era solo una nozione di Geografia.

Cambiare più di un mezzo di trasporto per raggiungere la meta, camminare a piedi, tra palazzi storici, trovarsi davanti al Colosseo e sentirlo esclamare:

“MA E’ GRANDISSIMO!”


La meta l’ha scelta Lui: “Zia , andiamo al Colosseo?”
E non, "andiamo da Energie, Guru, Foot Locker" , no proprio il Colosseol

Caspita, ci mancavo dal…hem…

dall’esame di “storia dell’architettura I”, quando ho dovuto imparare Roma antica, pietra su pietra, oltre che sui libri anche dal vivo, pena bocciatura garantita.

Dicevo…

Che filaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Pensavo che il Nipotone volesse rinunciare, invece.

“ZIA, dai, tanto scorre veloce!"
(!!!)

 

E che Colosseo sia!

 

 

 

Giornata piena di sole, anche se rigida, tantissima gente, i soliti gladiatori per le foto, i soliti furbi che per €10 oltre il biglietto, promettono ai turisti stranieri, di saltare la fila.

Si inganna l’attesa constatando che i figuranti hanno una calzamaglia sotto il corto “gonnellino” del costume, mentre uno …non ce l’ha!

Tralascio i commenti…

Guardiamo il Colosseo dall’esterno, gli chiedo di cercare di osservarlo e descriverlo, in una specie di gioco basato sulle nozioni della sera prima.

Si, perché ci eravamo preparati!

Prima delle ricostruzioni 3D esistevano (ahhhhhh averlo avuto per quell’esame!) dei libri sintetici, ma efficaci, utili per studiare i monumenti antichi.
Grazie a dei fogli trasparenti, si può vedere il prima ed il dopo di edifici antichi.

Così, in una via di mezzo tra un quiz ed una puntata di Superquark, siamo arrivati alla visita con un minimo di preparazione, qualche aneddoto divertente e tanta curiosità.
Da fuori ha iniziato a riconoscere gli ordini architettonici, a distinguere il corinzio dal tuscanico, una lesena da una semicolonna e che le foglie di Acanto, crescono anche ai bordi delle strade tra le campagne del  Nonno.

Ha scoperto che in realtà il nome era Anfiteatro Flavio, che anche a Roma ci sono stati terremoti importanti i cui segni, sono ancora leggibili proprio sul Colosseo, che una volta spogliare i monumenti per costruirne altri era normale, che una battaglia navale poteva tenersi lontano dal mare, "indoor"  insomma, proprio nel Colosseo, prima, però, che fosse adibito alle cacce. La differenza tra queste ed i combattimenti tra i gladiatori…

Insomma era al settimo cielo.

Solo dopo aver visitato anche gli Horti Farnesiani, aver visto da lassù il Foro ed aver imparato che “Noi Romani semo arrivati un po’ dappertutto” grazie alle mappe che raccontano l’espansione dell’impero romano, si è reso conto che era ora di pranzo… erano quasi le 15!

Aveva le pile atomiche!

Il Campidoglio, Largo Argentina, Fontana di Trevi, il Pantheon, Piazza Navona addobbata a festa, Piazza di Spagna e poi, ancora la metro ed il treno per tornare a casa, distrutti (io) alle 22!
Ha anche voluto scrivere le sue prime cartoline…

Ma di questo, vi parlerò nella prossima puntata.

 

Ciao.

Kali