TRUE (and false) BRITISH

 

  true English

Londra (come Roma ed altre città) appartiene a quei luoghi che li immagini prima di esserci andata/o e non è perché hai i poteri di Amelia-la-strega-che-ammalia, o perché hai passato tre mesi a documentarti su tutte le fonti possibili, ma, più semplicemente, perché da sempre, ci vengono ambientati films, romanzi, racconti… (oltre alle architetture famose, che non ci vengono ambientate, ma costruite, però è un dettaglio e scusate la digressione).

Sono quei posti che, se collezioni cartoline, come me e decidi di tuffarti dentro il mucchio accumulato per anni, ne trovi sicuramente un numero considerevole.

Londra poi, appartiene anche ai ricordi della prima media.

Colpevoli Jack and Jill e…il loro tavolo!

Grande come un campo di calcio, immaginavo, visto che poteva ospitare red pens, books, cats ed ogni altra cosa (ma ‘sti inglesi non ce l’hanno cassetti, librerie e contenitori vari, mi chiedevo…).

Insomma, Londra me l’hanno presentata quei due disordinatissimi personaggi e non mi hanno fatto mancare tutti i luoghi comuni.

"L’uomo con la bombetta e l’ombrello", una via di mezzo tra Arsenio Lupin (se siete troppo giovani non potete capire: peggio per voi! HE! HE!) ed una visione di Magritte (NON Maigret: vi state distraendo!), il "fish and chips" , misterioso alimento che evocava puzza di fritto solo nel nome, servito per strada in  untuosissimi cartocci di…carta di giornale! Poi il "tea" delle cinque, che pareva immobilizzasse una città intera, i piatti che si lavano ma non si risciacquano (questo me lo raccontava una mia fortunatissima amica che già alle medie aveva il privilegio di passare un mese presso famiglie Londinesi per imparare la lingua), il "Pudding" che, non si capiva mai di cosa diavolo fosse fatto, ma faceva molto “british”, la fantasmagorica "english breakfast", che mi faceva venire la nausea al solo leggerne gli ingredienti, (forse perché ero una piccola undicenne abituata a latte nesquik e biscotti) le file ordinatissime, le persone disciplinatissime, la Regina pettinatissima, il Big Ben appuntitissimo come un lapis per scrivere nel cielo grigissimo, le guardie col cappello pelossissimo e i bus a due piani…fighissimi: insomma la MIA LONDRA immaginata tanti anni fa.

Poi si abbandona il Nesquik, si prende un lowcost, (intanto sono passate decine di anni) e si atterra a Stansted.

 

VERO: l’aeroporto l’ha progettato un grande architetto, Sir Norman Foster, ma se ha progettato pure gli intricati passaggi, i sali e scendi, il tutto senza tapis roulant  e pochissime scale mobili … andrebbe torturato in maniera feroce.

VERO: il cielo è spesso grigio, ma se hai il KALI…FORTUNA, alla fine di agosto, riesci anche a non beccare un giorno di pioggia e alcuni giorni di sereno.

 

FALSO: fa freddo alla fine di agosto, perché se hai la fortuna di cui sopra, puoi trovare giornate caldissime come a Roma.

FALSO: la tube è bellissima, modernissima fighissima. In alcuni punti è più obsoleta della romana linea “B”, senza controsoffitti, con cavi e ferri d’amatura a vista , in alcuni tratti completamente cantierizzata, quasi sempre senza scale mobili e, soprattutto, SENZA ARIA CONDIZIONATA, compresa la nuovissima Jubilee e coi vagoni bassissimi…sapete, noi Vatussi HE! HE!.

VERO: e efficiente ed arriva dappertutto, anche se è carissima, ma con la Oyster card e l’abbonamento settimanale caricato sopra, è pure vantaggiosa.

FALSO: per strada non vendono pesce e patate, ma salsicce e cipolle con le quali fanno hot dogs. Immaginate che…olezzo

FALSO: gli italiani muoiono di fame. Ci sono tante di quelle opportunità, dal take way salutista, al cibo di ogni etnia, ai pub Irlandesi…che non hai di che scegliere.

VERO: fanno finta di non capire il nostro english…ma se li becco a Villa Borghese, mi vendico ed invece che mandarli a Piazza del Popolo li spedisco alla stazione Termini! Molto meglio gli Irlandesi disposti a chiudere un occhio se la nostra pronuncia non è proprio Oxfordiana.

FALSO: non sono ordinatissimi, educatissimi…ti travolgono in metro e per strada, lasciano i loro bicchieroni di bevande calde (anche mezzo pieni) ovunque (complice il fatto che ci sono pochi cestini per paura degli attentati), mentre NOI italiani abbiamo fatto chilometri per trovare un contenitore adeguato per gettare il nostro bicchierino da caffè.

VERO: LONDRA E’ BELLISSIMA!

Sarà stato il sogno,

sarà stata la vacanza,

saranno state quelle due pesti di Jack and Jill…

ma io ho ancora un sacco di cose di raccontarvi, solo che s’è fatta “una certa” e già vi vedo appisolati, quindi….

ALLA PROSSIMA!

Bye da Kali

 


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"LONDON: Red & Black”