Memorie di un gatto

 

 Memorie di un gatto.  Regina Henscheid

Sicuramente i "gattofili" che passano da qui, avranno già letto questo mini-libro che non arriva a 140 pagine, ottimo da leggere sotto l’ombrellone, tra una "pennica e l’altra" o, visto l’approssimarsi della fine dell’estate, alla fermata del bus, in treno o nella pausa pranzo

(il "ritiro" nell’ufficio speciale, quello piastrellato e dotato di…specchio, non l’ho menzionato di proposito, per non abbassare il livello di questo blog, ma so benissimo che, per molti, è un ottimo "angolo lettura!" HE! HE!  A bocca aperta)

Hem, dicevo, questo libricino, si divora come un pacchetto di gelatine di frutta e ci immerge nel mondo visto dal gatto. Non è brillantissimo, perchè  secondo me, i gatti sanno contare (e non solo fino a due),  capiscono al volo tutti i discorsi dei "grandi" o umani che siano e non hanno dubbi sul significato delle parole, proprio in virtù della loro grande intelligenza. Saprebbero anche parlare la nostra lingua, semplicemente, hanno capito che, se li amiamo, siamo in grado di capirli senza che loro si sforzino, forse, un po’ come i bambini pigri (sto esagerando, LO SO! )
Una  cosa è certa, certe osservazioni, contenute nel libro, fanno davvero sorridere, soprattutto se siete, o se siete mai stati, coinquilini di un pelosissimo rompiscatole felino.

Vi riporto un brano da leggere in attesa che riprenda i miei racconti londinesi.

( Micio racconta…)
"Ecco,  all’improvviso mi sono ricordato che una volta, mentre noi eravamo sdraiati accanto a lei sulla poltrona davanti alla finestra, qui nella casa-casa, con il sole che ci accarezzava il pelo, la Donna ci parlò, me ne ricordo benissimo, e ci disse: <<Lo sapete, mici>> e mi passò e ripassò la spazzola sul manto ineguagliabile e luccicante e morbido e liscio, <<lo sapete perché voi state con noi? No non potete saperlo. Ma ve lo dirò io. Avete un effetto catartico>>.
Ammetto che non so bene cosa voglia dire GATTARTICO.
Però ho notato una cosa, e non di rado.
Lei arriva a casa da fuori, e ha un’aria stanca, come polverosa, e malmostosa. (…) Poi ci vede. E subito il viso le si appiana, la polvere vola via e lei sorride. Mi sorride e sorride a mio fratello, e si china ad accarezzarci, ci scompiglia il pelo e ci parla <<Ah, miei cari mici>> la sentiamo dire spesso, <<se non ci foste voi>> . A volte il sorriso le rimane attaccato sulla faccia e non va più via, neanche quando prende a trafficare in cucina. Vuol dire che è molto contenta. (…)
Sia che ronfiamo o che miagoliamo, che annusiamo o che grattiamo, gli occhi dei grandi si rivolgono a noi con benevolenza. Per loro è sufficiente che siamo allungati da qualche parte con la coda distesa lungo il corpo come solo noi sappiamo fare, e i loro occhi si sciolgono e la bocca si schiude in un sorriso. E’ sufficiente che noi siamo li. L’effetto GATTARTICO lo provochiamo così, semplicemente, senza che nessuno ci abbia spiegato come fare. Non è straordinario? (…) "

MIAOOOOO a tutti.
Kalispera, l’ARCHIGATTO

miao

Guest star MIMI Jr, la micia di mio nipote E.