Fantozzi mi fa un baffo!

 

Capita a volte, di essere a casa per pranzo, in quelle occasioni ne approfitto per andare dai miei che abitano poco a più di un chilometro e mezzo di distanza.

Oggi era uno di quei giorni.

Bella giornata, aria calda: vado con la mountain bike!

Spengo il pc indosso tuta e scarpe da ginnastica e…mi accorgo che le gomme sono a terra!

Risalgo, prendo l’occorrente ed inizio a gonfiare le ruote.

Dieci minuti per capire perché le valvole sono diverse e come cavolo si adopera questa pompa ipertecnologica comprata dall’Orso.

Ce la faccio.

Lascio l’arnese infernale in macchina (di risalire non se ne parlava proprio) e parto.

Hop, ‘tse sono un’atleta!

Poche pedalate e c’era qualcosa che non andava

“Mmmm strano, oggi la strada mi sembra più faticosa del solito, mi sembra di non avere energie…mah!”

Continuo, schivo buche, aghi di pino insidiosi sull’asfalto, agguati di cani che abbaiano a tradimento nascosti dalle siepi, “ricordini” lasciati da gli stessi cani, quando i padroni li portano a spasso [!!!], gatti che fuggono, il postino sulla vespetta che fa zig zag tra i civici, il furgone del “racoliamoferofechioferacioferacio” (il robivecchi deve essere dell’est) ed evito pure i maledettissimi dossi artificiali, poi decido di “tagliare” imboccando una traversa in leggera salita che, di solito, faccio senza neppure scalare marcia (so’ ‘na atleta!) Hop, curva da manuale, arrivo nel piano e…

mountainbiker*

OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOH

Gira tutto OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOH

STOMP!

Devo sdraiarmi sul ciglio della strada per non rischiare di stramazzare a terra!

Un terribile giramento di testa e stato confusionale: la mia pressione deve essere arrivata a zero!

Passo qualche istante a pensare se chiamare i miei per farmi venire a soccorrere o aspettare che tutto torni alla normalità restando sdraiata con le gambe in alto.

 La strada non è molto trafficata, sta in una zona residenziale con margini di pertinenza delle villette, quindi erbosi e curati (almeno spero non ci siano “ricordini” canini). Inoltre sono sotto ai pini, quindi niente pericolo insolazione o investimento.

Mentre cerco di riprendermi (pochi attimi) arrivano trotterellando con calma, molta calma, delle signore in tuta da Jogging che, approfittando dell’assenza dei pargoli impegnati con la scuola, si dedicano alla passeggiata in compagnia.

E’ partita una raffica di “che succede, cos’hai, hai il cellulare, te lo diamo noi, chiamiamo qualcuno, non ce ne andiamo finché non stai meglio, o chiami tu o lo facciamo noi, non ti azzardare a risalire in bici, fa troppo caldo a quest’ora e non ti appoggiare al lampione che ho sentito dire che si muore fulminati (!!!), ti aiutiamo noi a rialzarti”

Hem!

Ho dovuto chiamare per forza i miei per avvertirli che avrei tardato, tacendo sul fatto che ero stramazzata per non preoccuparli.

Poi, mi sono alzata con un “sto benissimo!” (balla) ho ringraziato per tanta premura che, in un mondo sempre più distratto m’è sembrata una cosa bellissima.

Quasi strisciando sono arrivata a casa dei miei per stramazzare definitivamente sul divano mezzo morta.

Ovviamente, figurarsi se mi hanno permesso di tornare a casa col mio bolide!

 

Non c’ho il fisico?

Non credo proprio!

Soffro di pressione bassa e la vita davanti al pc ammazza le mie energie residue, questo è segno che…devo andare a iscrivermi in piscina!

Hop, Hop, Hop…

Hem…con calma, perché non è che mi senta ancora benissimo!

 

Tanti saluti da KALI-STESA


 

[ * vignetta presa dalla rete]

 

VERDE! (nuance #1)

 

Dopo il "red & black" del primo post su Londra, il blu white & red della Union Jack del “True (and false) English”, oggi vi parlerò di un altro colore londinese: Il VERDE Ma non di quello delle tende e degli shoppers di Harrods di Knightsbridge… anche se…

Harrods
 

Si, una digressione è d’obbligo: non resisto!

La smania di shopping, si sa, è dura da tenere a freno, così, nonostante i buoni propositi, un po’ imposti dal cambio sfavorevole euro-sterlina, un po’  obbligati dalla necessità di non passare giornate per negozi avendo una città da vedere (le mete in programma erano tantissime) insomma, per la gioia dell’Orso, avevo deciso di limitare i giri-acquisti al solo Harrods.

Il tempo era davvero poco, così sapevo che tra i sette livelli dell’edificio avrei dovuto concentrare l’attenzione su due: il ground floor con la Harrods Arcade e il lower ground floor con l’Harrods shop [vicino c’è anche il Dodi & Diana Memorial…]  insomma quei posti dove si trovano tutti i prodotti griffati Harrods, dal tè

alle marmellate, dai magneti alle borsette, alcune cose veramente kitsch altre deliziose ed irresistibili , ovviamente, non a buon mercato. Ma come resistere ad un giretto tra gli stand di De Beers, di Cavalli, di Burberry? Hem…

Dopo aver fatto riprendere i sensi all’Orso, al quale avevo chiesto (per scherzo) un gingillo di De Beers del costo di un monolocale a piazza di Spagna, ho iniziato a guardare, più le persone che le cose. Gli Italiani erano riconoscibili dalle reazioni di stupore, poi c’erano delle bellissime donne velate intente ad acquistare borse di Cavalli divertite. Il contrasto tra i loro abiti neri e le scarpe dorate con tacchi vertiginosi, (probabilmente griffatissime come le borse che stavano acquistando), che facevano saltuariamente capolino dagli orli che lambivano il pavimento, era davvero inusuale per me. Ancora più strabiliante è stato all’uscita, vederle salire, cariche di sacchetti, su auto dalla lunghezza impressionante, di quelle che si vedono solo nei film americani o , a Roma, quando arriva una pop star (ma molto più raramente).

Fuori da Harrods ce n’erano parcheggiate moltissime, col risultato che i turisti scattavano foto accanto ai macchinoni come vicino al Big Ben: Londra è anche questo.

La multietnicità è ancora più palpabile che a Roma e le donne velate sono in un numero considerevole. Vanno dalle teen agers coi pantaloni a vita bassa magliettina di Hello Kitty e velo colorato sui capelli, alle donne tutte vestite di nero, col solo viso scoperto, a quelle con solo gli occhi scoperti, alle ragazze truccatissime su tacchi vertiginosi che, però, sfoggiano un velo impalpabile appena drappeggiato sui capelli. Poi ci sono le Londinesi che in pausa pranzo, sfoggiano tailleurs scarpe da ginnastica e sportina dove conservano i tacchi da rimettere prima di entrare in ufficio, oppure, al venerdì, le vedi sfilarsi le ballerine rosse ed infilare i tacchi dodici, mentre, rigorosamente al cellulare, forse stanno prendendo appuntamento per l’aperitivo.

Venerdì pomeriggio

Poi ci sono gli stranieri che sono li per lavoro: con loro è facilissimo intendersi, visto che non si è tra “puristi della lingua”. Le coppie di biondissimi alla Harry figlio di Diana e Carlo, con consorte cioccolato, bellissima, e strepitosa bimba caffellatte, i visi di origine indiana e tanti  italiani e spagnoli, al punto che la domanda più frequente che mi veniva rivolta era: “Are you spanish?”, evidentemente il nostro idioma ricordava quello dei cugini iberici.

Insomma ero partita per parlarvi del verde, ma la digressione ha portato su un arcobaleno di volti: vorrà dire che la puntata su quello che vi volevo raccontare è solamente rimandata.

VERDE!

VIA!

Ancora fermi al semaforo?

Animoticon

Ciao a tutti

Kali

 


PUNTATE PRECEDENTI:
"TRUE (and false) ENGLISH"

"LONDON: Red & Black”

 

TRUE (and false) BRITISH

 

  true English

Londra (come Roma ed altre città) appartiene a quei luoghi che li immagini prima di esserci andata/o e non è perché hai i poteri di Amelia-la-strega-che-ammalia, o perché hai passato tre mesi a documentarti su tutte le fonti possibili, ma, più semplicemente, perché da sempre, ci vengono ambientati films, romanzi, racconti… (oltre alle architetture famose, che non ci vengono ambientate, ma costruite, però è un dettaglio e scusate la digressione).

Sono quei posti che, se collezioni cartoline, come me e decidi di tuffarti dentro il mucchio accumulato per anni, ne trovi sicuramente un numero considerevole.

Londra poi, appartiene anche ai ricordi della prima media.

Colpevoli Jack and Jill e…il loro tavolo!

Grande come un campo di calcio, immaginavo, visto che poteva ospitare red pens, books, cats ed ogni altra cosa (ma ‘sti inglesi non ce l’hanno cassetti, librerie e contenitori vari, mi chiedevo…).

Insomma, Londra me l’hanno presentata quei due disordinatissimi personaggi e non mi hanno fatto mancare tutti i luoghi comuni.

"L’uomo con la bombetta e l’ombrello", una via di mezzo tra Arsenio Lupin (se siete troppo giovani non potete capire: peggio per voi! HE! HE!) ed una visione di Magritte (NON Maigret: vi state distraendo!), il "fish and chips" , misterioso alimento che evocava puzza di fritto solo nel nome, servito per strada in  untuosissimi cartocci di…carta di giornale! Poi il "tea" delle cinque, che pareva immobilizzasse una città intera, i piatti che si lavano ma non si risciacquano (questo me lo raccontava una mia fortunatissima amica che già alle medie aveva il privilegio di passare un mese presso famiglie Londinesi per imparare la lingua), il "Pudding" che, non si capiva mai di cosa diavolo fosse fatto, ma faceva molto “british”, la fantasmagorica "english breakfast", che mi faceva venire la nausea al solo leggerne gli ingredienti, (forse perché ero una piccola undicenne abituata a latte nesquik e biscotti) le file ordinatissime, le persone disciplinatissime, la Regina pettinatissima, il Big Ben appuntitissimo come un lapis per scrivere nel cielo grigissimo, le guardie col cappello pelossissimo e i bus a due piani…fighissimi: insomma la MIA LONDRA immaginata tanti anni fa.

Poi si abbandona il Nesquik, si prende un lowcost, (intanto sono passate decine di anni) e si atterra a Stansted.

 

VERO: l’aeroporto l’ha progettato un grande architetto, Sir Norman Foster, ma se ha progettato pure gli intricati passaggi, i sali e scendi, il tutto senza tapis roulant  e pochissime scale mobili … andrebbe torturato in maniera feroce.

VERO: il cielo è spesso grigio, ma se hai il KALI…FORTUNA, alla fine di agosto, riesci anche a non beccare un giorno di pioggia e alcuni giorni di sereno.

 

FALSO: fa freddo alla fine di agosto, perché se hai la fortuna di cui sopra, puoi trovare giornate caldissime come a Roma.

FALSO: la tube è bellissima, modernissima fighissima. In alcuni punti è più obsoleta della romana linea “B”, senza controsoffitti, con cavi e ferri d’amatura a vista , in alcuni tratti completamente cantierizzata, quasi sempre senza scale mobili e, soprattutto, SENZA ARIA CONDIZIONATA, compresa la nuovissima Jubilee e coi vagoni bassissimi…sapete, noi Vatussi HE! HE!.

VERO: e efficiente ed arriva dappertutto, anche se è carissima, ma con la Oyster card e l’abbonamento settimanale caricato sopra, è pure vantaggiosa.

FALSO: per strada non vendono pesce e patate, ma salsicce e cipolle con le quali fanno hot dogs. Immaginate che…olezzo

FALSO: gli italiani muoiono di fame. Ci sono tante di quelle opportunità, dal take way salutista, al cibo di ogni etnia, ai pub Irlandesi…che non hai di che scegliere.

VERO: fanno finta di non capire il nostro english…ma se li becco a Villa Borghese, mi vendico ed invece che mandarli a Piazza del Popolo li spedisco alla stazione Termini! Molto meglio gli Irlandesi disposti a chiudere un occhio se la nostra pronuncia non è proprio Oxfordiana.

FALSO: non sono ordinatissimi, educatissimi…ti travolgono in metro e per strada, lasciano i loro bicchieroni di bevande calde (anche mezzo pieni) ovunque (complice il fatto che ci sono pochi cestini per paura degli attentati), mentre NOI italiani abbiamo fatto chilometri per trovare un contenitore adeguato per gettare il nostro bicchierino da caffè.

VERO: LONDRA E’ BELLISSIMA!

Sarà stato il sogno,

sarà stata la vacanza,

saranno state quelle due pesti di Jack and Jill…

ma io ho ancora un sacco di cose di raccontarvi, solo che s’è fatta “una certa” e già vi vedo appisolati, quindi….

ALLA PROSSIMA!

Bye da Kali

 


PUNTATE PRECEDENTI:
"LONDON: Red & Black”

Memorie di un gatto

 

 Memorie di un gatto.  Regina Henscheid

Sicuramente i "gattofili" che passano da qui, avranno già letto questo mini-libro che non arriva a 140 pagine, ottimo da leggere sotto l’ombrellone, tra una "pennica e l’altra" o, visto l’approssimarsi della fine dell’estate, alla fermata del bus, in treno o nella pausa pranzo

(il "ritiro" nell’ufficio speciale, quello piastrellato e dotato di…specchio, non l’ho menzionato di proposito, per non abbassare il livello di questo blog, ma so benissimo che, per molti, è un ottimo "angolo lettura!" HE! HE!  A bocca aperta)

Hem, dicevo, questo libricino, si divora come un pacchetto di gelatine di frutta e ci immerge nel mondo visto dal gatto. Non è brillantissimo, perchè  secondo me, i gatti sanno contare (e non solo fino a due),  capiscono al volo tutti i discorsi dei "grandi" o umani che siano e non hanno dubbi sul significato delle parole, proprio in virtù della loro grande intelligenza. Saprebbero anche parlare la nostra lingua, semplicemente, hanno capito che, se li amiamo, siamo in grado di capirli senza che loro si sforzino, forse, un po’ come i bambini pigri (sto esagerando, LO SO! )
Una  cosa è certa, certe osservazioni, contenute nel libro, fanno davvero sorridere, soprattutto se siete, o se siete mai stati, coinquilini di un pelosissimo rompiscatole felino.

Vi riporto un brano da leggere in attesa che riprenda i miei racconti londinesi.

( Micio racconta…)
"Ecco,  all’improvviso mi sono ricordato che una volta, mentre noi eravamo sdraiati accanto a lei sulla poltrona davanti alla finestra, qui nella casa-casa, con il sole che ci accarezzava il pelo, la Donna ci parlò, me ne ricordo benissimo, e ci disse: <<Lo sapete, mici>> e mi passò e ripassò la spazzola sul manto ineguagliabile e luccicante e morbido e liscio, <<lo sapete perché voi state con noi? No non potete saperlo. Ma ve lo dirò io. Avete un effetto catartico>>.
Ammetto che non so bene cosa voglia dire GATTARTICO.
Però ho notato una cosa, e non di rado.
Lei arriva a casa da fuori, e ha un’aria stanca, come polverosa, e malmostosa. (…) Poi ci vede. E subito il viso le si appiana, la polvere vola via e lei sorride. Mi sorride e sorride a mio fratello, e si china ad accarezzarci, ci scompiglia il pelo e ci parla <<Ah, miei cari mici>> la sentiamo dire spesso, <<se non ci foste voi>> . A volte il sorriso le rimane attaccato sulla faccia e non va più via, neanche quando prende a trafficare in cucina. Vuol dire che è molto contenta. (…)
Sia che ronfiamo o che miagoliamo, che annusiamo o che grattiamo, gli occhi dei grandi si rivolgono a noi con benevolenza. Per loro è sufficiente che siamo allungati da qualche parte con la coda distesa lungo il corpo come solo noi sappiamo fare, e i loro occhi si sciolgono e la bocca si schiude in un sorriso. E’ sufficiente che noi siamo li. L’effetto GATTARTICO lo provochiamo così, semplicemente, senza che nessuno ci abbia spiegato come fare. Non è straordinario? (…) "

MIAOOOOO a tutti.
Kalispera, l’ARCHIGATTO

miao

Guest star MIMI Jr, la micia di mio nipote E.

 

LONDON: Red & Black

 

bus in corsa 

LONDON:  Southwark  (South Bank) N°1 London Bridge
Double Decker Bus…in corsa

 

Londra finalmente.

Londra rossa e nera delle divise dei soldati della Foot Guards of  Household Regiment, che marciano per il Guard Mounting a Buckingham Palace o che presidiano la Tower of London .

Neri i colbacchi di pelo d’Orso (povero!),  

rosse le uniformi.

 

 guardie frame

 

Neri  i corvi della Tower  of London,

neri i Cab (taxi) che però, adesso vengono spesso ricoperti di pubblicità*.

Rosse le cabine telefoniche* che, però, stanno diminuendo di numero, per la grande diffusione dei cellulari.

Rosse le cassette per le lettere*, che stanno scomparendo anch’esse, come i cestini della spazzatura, per il timore degli attentati.

Nero l’espresso che non sanno fare, ma che si ostinano a proporre o che annacquano se, malauguratamente, chiedi un “americano” e non un “filtred”.

Nere le ringhiere e le cancellate in ferro battuto* che, praticamente, circondano tutti gli edifici residenziali, quelli storici e quelli del potere.

Rossi i mattoni, in tutte le nuance, che ricordano gli scritti di Dickens.

Rossi i double decker bus ottimo punto d’osservazione dinamico della città, ma solo di sera, quando il traffico si dirada e, se in estate, cala la temperatura, visto che, anche i veicoli più moderni, sembrano privi di aria condizionata. Dinamici devono essere anche i vostri tempi di reazione alle fermate, se volete scendere le ripide scalette, prima che il bus riparta, tenendovi prigionieri!

 

Ma Londra, non è solo questi due colori, ed attraverso tutti gli altri, vi parlerò di quello che i miei occhi, il mio cuore ed il mio obiettivo, hanno catturato di questa bellissima città.

 

 

Ben ritrovati!

Kalispera

     

stemma

 
Le foto relative le potete vedere nell’album sopra.