TOMATOES!

  Sicilia: sole e sale

Finito!

Sedici casse di pomodori da sugo trasformate in 251 bottiglie!

Olè!

Fatto!

Anche per quest’anno è andata!

Ossa rotte e nausea da salsa, ma ce l’abbiamo fatta.

Già.

Qui è ancora una tradizione e la settimana dopo ferragosto è quella della “precettazione bottiglie” e che nessuno si azzardi a programmare le ferie!

Quest’anno la cara sorellina invece, se l’è data a gambe…ma credo sarà la prima e l’ultima volta, perché gli “strali” dei due patriarchi se non le hanno procurato una dissenteria fulminante, sicuramente le avranno fatto macchiare di gelato la magliettina preferita! HE! HE!

Non si può scappare.

Il “rito” prevede levataccia e pasti “frugali” a base di leccornie tipo “pizza bianca con mordazza” e pizza rossa rigorosamente dell’antico forno locale, più le famigerate “pastarelle” dell’antica pasticceria locale: insomma tutto nella tradizione!

 

Di queste cose ne rimangono poche e, allora, finché si può…perché non farle?

Argh!

Sono a pezzi.

Torno al lavoro…di concetto stavolta!

 

 

P.S.

La foto rappresenta gli ingredienti per  i gustosissimi “pomodori secchi” siciliani.

Il titolo della foto è proprio: “SICILIA: sole e sale”

 

“Riposano su un letto di canne sapientemente intrecciate,

asciugati  dal sole dal sale.

L’aria è quella che viene dal mare.

Il profumo lo regala la terra.”

 

Buona giornata a tutti.
Kali

 

 

Destinazione?

 

Quasi in partenza…

Un viaggio più breve di quello dello scorso anno, ma credo intenso.

Partirò per una città europea che, penso, tutti i lettori di questo blog avranno già visitato, magari quando erano ancora alle superiori o in un passato ormai lontano.

E’ la mia volta.

Mi aspettano un clima autunnale e lunghe camminate, musei importanti e architetture contemporanee.

Si, finalmente un po’ di ARCHITETTURA CONTEMPORANEA EUROPEA, High tech per la precisione, quella che, finora ho visto solo sulle riviste.

Mi stavo un po’ fossilizzando nel mio ambito del restauro dell’architettura: a forza di “leggere” e studiare il modo per ridare vita o prolungarla alle architetture del passato, stavo perdendo di vista la contemporaneità.

Non che sia vissuta fuori dal mondo…ma vedere un’opera dal vivo, è tutta un’altra cosa!

 

(Ma va? Caspita! Ho scoperto l’acqua calda!)

 

Così, quest’anno, niente spiagge dorate e relax, ma scarpe comode e fotocamera!

Accanto alla mappa coi luoghi tradizionali da non perdere, ne ho un’altra con segnate tutte le architetture contemporanee da vedere e si comincia bene, perché la prima è proprio l’aeroporto dove atterrerò!

Intanto sto studiando, leggendo documentandomi…

Bello…

E mi sta prendendo la smania della progettazione “in grande” quella che non faccio da un po’: musei, chiese, scuole, centri polifunzionali, auditorium: stavo quasi dimenticando di saperlo fare!

Ho grandi progetti per l’autunno.

Spero questo viaggio mi dia una bella spinta!

 

Come dite?

Ancora non ho scritto il nome della città?

Ma non serve!

Avete già indovinato!

 

A presto!

Kali

 

Vignetta presa dal web