I libri scelgono me: “INES DELL’ANIMA MIA” di Isabel Allende

 

Un libro che stava sullo scaffale da più di un anno…
Mi sono accorta che ho l’illusione di scegliere i miei libri da leggere, li compro seguendo un moto istintivo, un’ispirazione, ma poi, arriva il momento in cui sono loro a scegliere me: mi chiamano quando sanno è il momento giusto per essere letti…

 

Questa volta l’eroina del romanzo dell’Allende è una figura storica femminile realmente esistita: Inés Suárez, l’unica donna spagnola che ha partecipato alla Conquista del Cile. Avvenimenti documentati e “filati con un esercizio minimo di immaginazione” come scrive l’autrice nella nota a pag. 5.

La storia dei massacri spagnoli, perpetrati, in nome di Dio, nei confronti dei Mapuche per la conquista del Cile e la loro sanguinosa e cruenta rivolta. In mezzo a tutto ciò, protagonista e non comparsa, una donna forte con le sue debolezze, il suo acume ed una volontà ferrea,
che ha scelto il suo destino passo dopo passo, che ha combattuto e, alla fine della sua vita, ha deciso di consegnare le sue memorie alla storia.

Un coraggio inimmaginabile per affrontare un viaggio impensabile cinque secoli fa.

Dalla Spagna al Perù, dal Perù al Cile. Prima per riconquistare la sua libertà, poi al seguito del suo uomo. Spinta più dal desiderio di essere utile, di continuare a creare il suo destino, piuttosto che dalla reale volontà di dominazione…questo, almeno, secondo me.

 

Quasi un diario di viaggio, un film storico, un romanzo d’amore e di guerra.

Un libro che non si legge: si respira.

 

 

Qualche “assaggio” scelto tra le righe più significative.

 

  • (…) “Qui vicino a me, dona Inés Suàres!” Gridò e quando ebbi superato i soldati e gli ufficiali per sistemare il mio cavallo di fianco al suo, aggiunse a bassa voce: “Andiamo in Cile, Inés dell’anima mia”(…) pag. 123

 

  • (…)Un uomo fa quel che può, una donna quello che lui non può(…) pag 143

 

  • (…)Settant’anni non mi sembrano poi così tanti…Se il mio cuore reggesse, potrei viverne altri dieci e in tal caso mi sposerei di nuovo, perché si ha bisogno d’amore per continuare a vivere.(…) pag. 235

 

  • (…) Il paesaggio era di una bellezza sconvolgente e minacciosa, era un mondo di luce rifulgente e ombre siderali. Il vento e la grandine avevano intagliato demoni nei contrafforti; il ghiaccio imprigionato nelle fessure delle rocce brillava con i colori dell’aurora. Al mattino il sole sorgeva distante e freddo, dipingendo le vette con pennellate arancioni e rosse; di pomeriggio la luce spariva all’improvviso così come era apparsa, facendo sprofondare la Cordigliera nelle tenebre. Le notti risultavano eterne, nessuno poteva muoversi al buio , uomini ed animali si ripiegavano su di sé, barellando, appesi ai bordi delle scarpate. (…) pag. 249

 

  • (…) mi diedi un’occhiata intorno e capii che c’era molto lavoro da fare per trasformare quel capanno militare, spoglio e poco accogliente, in una dimora abitabile. (…) Sarebbe stato necessario sostituire quei grezzi mobili di bastoni e pelle conciata, tinteggiare, comprare il necessario per rivestire pareti e pavimenti costruire verande all’ombra e al sole, piantare alberi e fiori, sistemare fontane nel giardino, rimpiazzare la paglia del tetto con tegole, insomma, avrei avuto di che divertirmi per anni. (…) pag. 263

 

  • (…)Ho il sospetto che in questa vita non si vada da nessuna parte, tanto meno se si va di fretta; si cammina solamente, un passo alla volta verso la morte. E quindi, coraggio, andiamo avanti a raccontare, fino a quando potrò farlo, che di materiale ne ho in abbondanza. (…) pagg. 270-271

 

  • (…) La crudeltà genera altra crudeltà, in un ciclo senza fine.(…) pag. 314 


 

 Buona lettura e buon inizio settimana

KALISPERA