trovo e…CERCO!

 

Dedicato a chi, dietro di me, nella mattina del 12 marzo (mercoledì) alle ore 11, presso la partenza dell’ovovia Valtournenche-Salette (ponte pedonale, bar,Biglietteria, w.c. ma, quasi sicuramente BIGLIETTERIA, dove stavo chiedendo un’informazione) ha visto cadere, dal mio zaino i miei amatissimi guanti Invicta rossi e bianchi, messi solo 8 volte e regalo dell’Orso [QUI (click) c’è UNA MIA FOTO con  "LORO"].
Segni distintivi: un filo “in più” che penzolava dalla punta del pollice sinistro (
“stasera lo taglio”, avevo pensato quella mattina!) ed il pernetto del gancio del moschettone che li tiene insieme lento, tanto che si sfila.
I guanti erano allacciati insieme ed il velcro che li assicurava allo zaino, deve essersi aperto.
Chi se n’è impossessato, doveva essere giusto dietro di me, perché me ne sono accorta quasi subito, ma tornado sui miei passi…non li ho più trovati!

Perché scrivo questo?

Perché in montagna, è una regola non scritta, lasciare ciò che si trova presso impianti, biglietterie, rifugi, negozi…o ben in vista, in modo che il proprietario possa ritrovarlo.

Ma i miei guanti, devono proprio essere piaciuti a qualcuno che…chissà se è riuscito a goderseli, visti i KALI-ANATEMI che gli ho tirato!

Inutile dire la rottura di scatole e l’arrabbiatura!

Perché, sciare senza proprio non si può e, quindi sono dovuta tornare in albergo a prendere quelli di riserva, i quali, se fossero stati dotati di vita propria, si sarebbero fatti grasse risate  vedendomi “tornare a Canossa” ! “HE! HE! Eccola qui che ha bisogno di noi! OHHHH e che fine hanno fato qui bei guantini nuovi di pacca?

 

SGRUNT!

 

Inutile dire che ho passato i restanti giorni a scrutare le mani degli sciatori immaginando chissà quale diplomatica arringa per cercare di tornare in possesso di quanto era mio!

Non esiste neppure una giustizia del buon sciatore ed adesso vi racconto perché.  

 

Domenica 9 marzo, sulle piste di Cervinia, uno di noi ha ritrovato un cellulare, di quelli con tastiera alfanumerica. Se ne stava li, solo soletto, in mezzo alla neve…

Pareva dire: “Aiuto, sono quiiiiiii, portatemi a casaaaaaaaaaaaaa!”

(Ultimamente i cellulari ci inseguono: l’ultimo l’ avevamo trovato in Irlanda e riconsegnato al proprietario dopo una serie di peripezie)

Insomma, il telefono è stato raccolto, passato all’Orso che ha chiamato l’ultimo numero composto e chiesto, a chi ha risposto, consiglio su chi chiamare per riconsegnare il telefono. Chiamato, scopriamo che si trova sulla stessa pista, ma più a valle. Ci si da un appuntamento e scattano le ipotesi sull’identikit.

La teoria comune è che si tratti di un gruppo di giovani “surfisti” o “snowboarders” e che il proprietario abbia dei chiari orientamenti politici, visti gli adesivi sul retro del telefono e …la suoneria!

Infatti, chiamando il suo telefono da quello del suo amico, dalla tasca dell’Orso è uscita…una marcetta inequivocabile, in voga più di mezzo secolo fa, che ricordava una ragazza dalla pelle scura di un paese non troppo lontano dalla Sicilia!

L’istinto alla sperimentazione di un nuovo sport olimpico: il lancio del telefono , o dell’abbandono dello stesso in una buca nella neve fresca…è stato fortissimo!

Invece, l’Orso, alla seconda telefonata (il ragazzo era incredulo ed in ansia), lo ha semplicemente invitato a stare tranquillo, perché stavamo arrivando (la pista era di diversi chilometri) e, soprattutto, a NON RITELEFONARE per…non spendere soldi!

Chi ci aspettava alla fine della pista?

Un gruppo di ragazzoni strafottenti ed un po’ bulli, magari coi capelli rasati?

Si accettano scommesse!


Erano “surfisti”,

avevano l’abbigliamento “ad hoc”, ma niente teste rasate!

Erano DUE: Quale gruppo!

Due ragazzi semplici, simpatici e, soprattutto, increduli!

Quando siamo arrivati, li abbiamo riconosciuti perché uno rimproverava all’altro di aver inserito quella stupida suoneria: “E’ un miracolo che qualcuno te lo stia riportando!”

HE! HE!

Il “proprietario” non si era neppure accorto di aver perso il telefono, finché l’Orso non ha chiamato il suo amico, il quale, vedendo il numero del suo compagno di sci, si gira e gli dice: “ma la smetti di chiamarmi?”

Insomma, il telefono era scivolato dalla tasca, eludendo la sorveglianza del velcro (proprio come i miei guanti di cui sopra…) in una delle bellissime evoluzioni di cui sono capaci gli snowboarders.

Il ragazzo era incredulo per aver ritrovato il suo telefono, e non sapeva come ringraziarci.

Ha insistito molto per andare a bere qualcosa insieme e stava rimanendo male per il nostro rifiuto, così abbiamo deciso di berci un bel caffè in un accogliente rifugio e scambiare quattro chiacchiere.

 

Restituire qualcosa e godersi la faccia felice del proprietario, vale molto più di qualsiasi bene ritrovato.

Abbiamo una grande esperienza nel campo: l’Orso è un vero plantigrado da riporto!

 

Anche mia sorella avrebbe perso un guanto, giorni dopo,  durante una bufera di vento che ci ha fatto passare un terribile fine giornata di paura…ma di questo vi parlerò un’altra volta.

 

 

P.S.

Per lo snowboarder ed il suo amico nel caso dovessero passare da qui:

“Avete per caso visto un paio

di guanti rossi e bianchi?”

 


 

 

La foto (pessima) è del "barometro a corda" davanti al rifugio "LE MOULIN" ai piedi dell’ovovia di cui sopra, dove, prima di "perdere i guanti", c’eravamo fermati per un caffè, in attesa che smettesse di nevicare.
(La foto è del giorno dopo: troppo arrabbiata per farla sul momento!)
Sulla rete se digitate "barometro a corda" potrete vedere altri esemplari di questo divertente strumento… meteorologico!

E voi?

Come vedete la corda?

Buon fine settimana a tutti!

Kalispera

 

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14 thoughts on “trovo e…CERCO!

  1. Mi hai fatto morire dal ridere Kali … ti immaginavo sugli impianti con gli occhietti semi serrati a scrutare tutti quanti. Hai presente tipo radar? il bersaglio: guanti rossi e bianchi!
    Mi spiace che tu non li abbia piu’, non te la prendere pero’.
    Si vede che e’ arrivato il momento di farsene regalare un altro bel paio da "Orso"! 😉
     
    Concordo pienamente con te: restituire qualcosa e vedere la faccia incredula e felice di ha perso il bene, e’ qualcosa di unico.
    W l’onesta’!

  2. Io li ho visti! Ce li aveva Massa l’altro giorno in Malesia… Ma a un certo punto il filo in più ("stasera lo taglio", aveva detto lui) si è infilato nel comando del cambio sul volante, ed è finito fuori strada… 🙂
    Buon Week end, Kali!

  3. :@ quello che si trova sulle piste si lascia dov’è in bella evidenza!!!:@
    io non ho mai ritrovato nulla…ma mi è capitato di perdere qualcosa …e…sorpresa vedermelo restituire :-O
    è bello vedere che c’è ancora gente onesta in giro
    anche Dany ha perso il cellulare … anche lui non se ne è accorto…io chiamo e mi sento rispondere in sardo e penso che devo aver sbagliato numero…sentendo la mia perplesità chi ha risposto mi ha detto che il telefono lo aveva lui in quanto lo avevano trovato tra la verdura (eravamo al supermercato) e consegnato ,mi aspettava al banco informazioni 😐
     
    Grazie del 10 e lode (K)…appena riesco ad aver un pò più di tempo passo a leggere e passare il premio
    un sorriso  Anna

  4. Peccato per i guanti…
    soprattutto è la disonestà delle persone che ci fa rimanere male.
    Non dovrebbe essere una regola solo o prevalentemente montanara
    quella di cercare di restituire quello che si è perso.
     
    Ma avrei voluto vedere le vostre facce
    all’arrivo all’appuntamento…
    chissà se i due ragazzi vi hanno letto le vostre perplessita?
     
    Buon weekend… e tratta bene i guanti vecchi,
    tornano sempre utili! 🙂
     
    Paola

  5.  
    Quanto abbiamo riso, insieme ai due ragazzi, per la storia della suoneria!
    Anche loro avevano pensato che, al primo squillo, il telefono sarebbe "volato" sulla neve!
    E’ vero, si dovrebbe sempre riconsegnare ciò che si trova, ma non tutti lo fanno. La montagna è uno di quei posti dove ho incontrato più solidarietà, anche in questo senso, ed ho notato l’attitudine più spiccata al "riporto".
    Lasciare un oggetto incustodito e in bella mostra su una pista, equivarrebbe a "regalarlo" al primo furbo di turno (il caso del telefono ne è un esempio) cercare di riconsegnare personalmente un oggetto, o lasciarlo in bella mostra ad un impianto è più sicuro e ne ho le prove…ma lo racconterò un’altra volta!
     
    E se Massa è andato fuori strada, è colpa del mio KALI-ANATEMA!
    Così impara a non rendermi i guanti!
    ATTENTI!
    HE! HE!

  6. cacchio allora la prossima volta che perdo qualcosa spero proprio che tu e l’orso siate dietro di me 😉  ( hai per caso trovato la mia testa???) smack kali ! otty

  7. Ma quanto mi è piaciuto quest’intervento!!!
    I tuoi guanti staranno scaldando le manine sante di qualche tizio poco rispettoso del prossimo! (Ehm, non voglio girare il coltello nella piaga!)…
    Speriamo che qualcuno si faccia vivo, anche magari con qualche divertente falso allarme. Ridiamo un pò!!! 😉
     
     

  8. ma è troppo carino questo post … mi hai fatto morire!! ho "visto" tutta la scena tramite il tuo racconto!! ho visto i guantini rossi cadere … i guantini di riserva ridere … e la faccia incredula dei due ragazzi quando vi hanno incontrato! bellissimo!va be’ dai … guarda il lato positivo … hai perso un paio di guanti ma hai conosciuto un paio di belle persone :-)PS: possono andar bene un paio di guanti di plastica felpati al’interno di colore verde pistacchio??? ne ho giusto un paio nuovi nuovi … se vuoi ci attacco un filo sulla punta del pollice sinistro e te li regalo 🙂

  9. Ciao Kali!
    ma dove sei finita? tutto bene spero!
    Ogni tanto rileggo il tuo posto per sorridere!!!! aiuta proprio a ritrovare il buonumore!!!
    Buon inizio settimana!!!
    Un abbraccio
    e.

  10. Iuuuuuuuuuu-uuuuuuuuuuu?????????
    C’è nessuuuuuuuunooooooo????????
    Da qualche parte sarai, anche perchè i colori dello space non si cambiano da soli!!!
    Su su, vieni fuori!!!!!!!!!

  11. il più delle volte senza connessione…non riesco a passare…
    ma…mi rendo conto che qui tutto si è fermato….
    e mi domando perchè…
    e spero in bene
    Torna…mi manchi
    Un abbraccio Anna

E tu che ne pensi?

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