Una settimana fa….

 

Diversità...
 
Una settimana fa.
Alzarsi ed aprire la finestra sull’inverno.
Un dono della notte
che traveste il paesaggio.
ammantandolo, ancora, di bianco,
lassù,
dove il cielo è più vicino.
 
Kalispera
 

 
 
Due anni fa (il 14 marzo 2006), iniziava il mio viaggio virtuale nella rete.
Aprivo il blog, inconsapevole, inesperta, ignara…
Un viaggio, forse, per colmare il vuoto di quello appena sfumato,
verso la mia montagna,
il mio bianco.
Niente vette per me, in quel 2006 e neppure nel 2007.
Quest’anno sono tornata.
Sfidando le intemperie della vita e quelle metereologiche.
Misurandomi con l’altitudine che confonde la testa,
col respiro che si fa difficile,
con la fatica che dà gioia,
con la neve che scende lieve
o che ti taglia il viso e non ti fa respirare
se ad alzarla da terra è il vento.
Ho sfidato folate gelide e cattive,
sotto un cielo azzurro e immenso,
sono caduta ed ho avuto paura,
ma mi sono rialzata e sono arrivata a valle.
Non ho distinto il cielo dalla terra,
immersa in nuvole basse che tolgono l’orientamento e danno la vertigine.
Ho respirato l’odore inebriante del vin brulè dei rifugi,
quello sapido ed appetitoso della polenta con le salsicce,
che ho mangiato senza rimorsi,
perché faceva freddo.
Ho gustato la cioccolata con la panna, di cui parlo spesso come momento conviviale,
ma che non mi concedo mai.
Ho sentito la neve fresca scricchiolare sotto gli sci
che "frusciano" se la pendenza si fa più ardita.
Ho sentito le lamine mordere il ghiaccio
nei pendii più esposti, dove il vento aveva spazzato la neve.
Ho disegnato serpentine su distese immacolate
e gioito del sole a quasi 4000 metri,
guardando le Alpi, dalla sommità del piccolo Cervino.
Ho respirato il freddo
e guardato tutto quel bianco risplendere infinito.
Ho percepito l’odore del legno delle baite,
e quello degli intagli degli oggetti tradizionali.
Ho ascoltato il silenzio rotto solo dal respiro
durante le soste per guardare lontano.
Ho scambiato sorrisi senza parole,
per un gesto gentile tra persone di lingue diverse.
Ho cercato di catturare angoli d’immenso
tra curve di neve e spigoli di rocce,
per scoprire che quello che dagli occhi passa nel cuore,
non si può racchiudere in una fotografia.

 
Ho pensato alle parole per descrivere quello che stavo vivendo,
ma non riuscivo a trovarne,
perchè per descrivere bisogna ricordare
e mentre si vive
è meglio non pensare.

Ben trovati.
Kalispera


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