Wake me up when Christmas ends

 

 

 

Per il titolo di questo post, prendo spunto dal commento di Harielle che nella prima frase mi scrive:
“Parafrasando una bella canzone dei Greenday, vorrei dire : "Wake me up when Christmas ends"…”

 

Perché vorrei fosse già passato il Natale?

Perché rinnova il dolore per le assenze,alcune recentissime e tremendamente insopportabili, perché i bambini diventano sempre più grandi e le rughe, sui volti di chi si ama, sempre più profonde.

Ogni Natale mi sembra sempre più vicino al precedente e sempre più veloce ad arrivare, mi guardo intorno e mi assalgono mille pensieri che di natalizio non hanno proprio nulla; tutto questo nel momento dello scambio degli auguri, con quel sottile masochismo buono per rovinarmi la festa.

Il Natale segna la fine di un altro anno, e se dentro, non ci ho messo tutto quello che volevo, mi suona come un campanello nella testa, anche questo, durante lo scambio degli auguri.

Poi c’è la distanza che costringe a dividere le feste: Natale qui, capodanno la e viceversa, con partenze affollate  viaggi interminabili e magone nel cuore, perché, lasciare la notte di Natale, una famiglia ridotta a tre persone, fa stare male.

Ma riunire tutti in un unico gruppo è impossibile:il viaggio, la salute, i problemi.

Spesso penso che proprio non ce la farei a mollare tutto e vivermi le feste lontano, per conto mio.

 

Non mi pesa fare i regali: anzi!

Lo faccio per tempo, con cura, pensando a chi lo riceverà. “Prendo appunti”, carpisco indizi, cerco di pensare al destinatario e di indovinarne gusti e desideri.

Guardare l’espressione di chi, il regalo lo riceve ed accorgermi di “averci preso” è una grande soddisfazione.

Poi c’è il rito dell’”impacchettamento”, delle decorazioni natalizie, dell’addobbo alle finestre ed alla porta di casa, dell’ultima novità da aggiungere, dell’albero da decorare, il profumo del camino, l’odore delle clementine…

L’attesa e la preparazione sono i momenti più belli.

Ma c’è, anche, il ricordo dei Natali passati, quelli dell’infanzia, con tante persone: le notti di Natale alla messa con la divisa ed il fazzolettone, il campo invernale a cavallo tra Santo Stefano e l’ultimo dell’anno, le vacanze da scuola…

A pensare a queste cose,

torna un turbinio nell’anima,

torna la voglia di essere già in febbraio,

quando anche l’ultima luminaria dimenticata

è stata, finalmente, spenta.


Buona Giornata.

KALISPERA

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3 thoughts on “Wake me up when Christmas ends

  1. condivido molte cose di questo post…
    ma proprio per questo motivo cerco di ricordare anche i motivi e gli attimi di gioia e di gran riso…
    ci sono anche questi momenti per fortuna…
    Fab

  2. capisco quel che vuoi dire …
    soprattutto quando vedo ke la mia piccola ha già otto anni…
    il tempo corre in fretta e ci lascia i ricordi…e i ricordi sono una delle
    cose che ho voluto fortemente combattere per continuare a vivere…
    poi però
    prepotentemente ti prendono e ti portano via
    e quegli istanti sì
    ti posso capire…
    sono tremendaente difficili
    persino respirare diventa difficile…
    ….
    se ti può consolare nonostante il sereno anke io
    quest anno mi sento impreparata alle feste…
    un bacione.
    smack
     

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