Dal diario d’Irlanda 11 e 12 Agosto..

11 Agosto…in volo
La terra da quassù sembra una schermata di Google Earth!
Le geometrie dei campi coltivati
ricordano i quadri di Klimt.
I centri abitati sembrano agglomerati di quadrettini,
i fiumi e le strade,
raggi serpeggianti di soli terreni.
E  poi,

i laghi che mi riportano alla mente una carta geografica appesa alla parte dell’aula della prima elementare,
con i rilievi tridimensionali e gli specchi d’acqua colorati d’azzurro-verde…


11 Agosto: I PENSIERI DELLA BUONA NOTTE.
Prime impressioni…
L’Irlanda ci ha accolti con un odore diverso, già in aeroporto.
Non una grande aerostazione (Dublino), ma qualcosa di simile a quella di Catania.
Quasi spartano, nella sua architettura semplice e demodè, vecchia di una trentina d’anni o forse più.
Un sorriso ed un saluto nella nostra lingua ci aspettano all’ultimo varco: niente male come inizio.
La guida a destra ed il senso di marcia a sinistra, sono una stravaganza pericolosa ed a distrarsi un attimo si ha l’impressione di sbagliare qualcosa.
Dublino come Roma: lavori in corso come sul G.R.A. e fila a passo d’uomo,
poi, strade poco trafficate.
Verde in tutte le tonalità, una specialmente, molto brillante: la chiamerei "NUANCE VERDE IRLANDA"!
Prati ed aiuole,
mucche e pecore,
fioriere ordinate e ricchissime,
case con spioventi molto accentuati e recinzioni inesistenti.
Grandi finestre, anche accanto all’ingresso.
Qualche bruttura anche qui, soprattutto nella ripetizione di alcuni elementi.
Usci rossi e muri verdi,
per i numerosissimi Pub dove si vede poco e si mangia presto,
dove parlare è difficile per il volume della musica e, siccome è sabato, può capitare di incontrare un Elvis attempato e panciuto che si dimena con una fanciulla in carne, vestita di poco e con vistose "L" addosso: "LEARNER"? Forse un addio al nubilato…
Scegliere dal menù non è semplicissimo, ma abbiamo la nostra prima cena Irlandese.
Elvis va via e anche noi torniamo al nostro B&B: la stanchezza si fa sentire..
per fortuna abbiamo un’ora di vantaggio!
L’avventura è iniziata…
 

Kali

P.S.
Nelle foto ci sono anche quelle della giornata a Kilkenny, ma le commenterò domani.

Il cielo d’Irlanda…

 

Questa canzone mi è tornata in mente appena uscita dall’aeroporto di Dublino, appena ho alzato gli occhi per vedere il cielo ed accorgermi che…stava per piovere.
Ricordavo solo la musica ed il titolo, poi, magicamente,
man mano che il viaggio proseguiva, mi tornavano in mente le parole.
Oggi l’ho cercata ed ho avuto un tuffo al cuore.
La canzone descrive esattamente quello che ho visto, probabilmente meglio di quanto farei io.
Quasi mi sembra inutile continuare il mio racconto, adesso!
Per ora, ho la mia colonna sonora..
Ho anche scaricato tutte le foto.
Non so, ci devo pensare… 
Ascoltate la musica e le parole.
Metto anche il testo: magari sfugge qualcosa.
Il cielo d’Irlanda è esattamente come lo canta la Mannoia,
"IL CIELO D’IRLANDA E’ DENTRO DI TE".

 

 

  
 

IL CIELO D’IRLANDA  M. Bubola

Fiorella Mannoia

Album:Certe Piccole Voci (1999)

 

Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce

il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce

il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù

ti annega di verde e ti copre di blu

ti copre di verde e ti annega di blu

 

Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana

il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna

il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo

si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero

si ubriaca di stelle e il mattino è leggero

 

Dal Donegal alle isole Aran

e da Dublino fino al Connemara

dovunque tu stia viaggiando con zingari o re

il cielo d’Irlanda si muove con te

il cielo d’Irlanda è dentro di te

 

Il cielo d’Irlanda è un enorme cappello di pioggia

il cielo d’Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia

il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero

ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero

ma dopo un momento li fa brillare più del vero

 

Il cielo d’Irlanda è una donna che cambia spesso d’umore

il cielo d’Irlanda è una gonna che gira nel sole

il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisarmonica

si apre e si chiude con il ritmo della musica

si apre e si chiude con il ritmo della musica

 

Dal Donegal alle isole Aran

e da Dublino fino al Connemara

dovunque tu stia viaggiando con zingari o re

il cielo d’Irlanda si muove con te

il cielo d’Irlanda è dentro di te

 

Dovunque tu stia bevendo con zingari o re

il cielo d’Irlanda è dentro di te

il cielo d’Irlanda è dentro di te.

 

Il cielo d’Irlanda è dentro di te… 


LINK agli altri post sui "RACCONTI IRLANDESI

 

Tornando a casa  

 

Tornando a casa…

 

 

 

immagine presa in prestito da: http://www.tucans.it/images/Logo%20Trifoglio%208.jpg

Ciao a tutti!

 

Questo diario comincerà al contrario, dalla fine del viaggio, appunto.

Un viaggio inatteso, insperato.

Un percorso “on the road”di 15 giorni in Irlanda (Eire).

Colori, profumi, orizzonti, B&B, tradizioni, piatti tipici, atmosfere, emozioni…

Tornare e rimettere in ordine cose e pensieri: occorre un po’ di tempo.

 Le valige da disfare, i panni da lavare, i ragni da sfrattare (durante la nostra assenza ci hanno colonizzati!) e, soprattutto, le più di mille foto da scaricare!

Iniziamo, quindi, dalle emozioni del rientro.

 

Seguirà il diario scritto, "on the road",appunto.

Insomma, se vi avevo “SFRANTEGATO” con Salzburg, preparatevi e…

METTETEVI COMODI: INIZIA LA STORIA.


Dal "diario di bordo":

 

26th August 2007

Ore 14.15,

ancora con l’ora irlandese.

Di nuovo nuvole sotto di noi e schermate di Google Earth.

Sorvolata Parigi, ma riconoscerla da quassù, non è semplicissimo.

Ultimi pensieri in inglese,

ultime briciole di Muffin al cioccolato.

Dormono S. E. e Giu. (Gio. NO!) e tra poco più di un’ora si atterrerà.

A Roma saranno le 16.30, ma i nostri orologi segneranno le 15.30…ancora per poco

Ore 15.20 ca. ->16.20 ca.

Sorvoliamo Anguillara, intravediamo casa, poi riconosciamo lo Stadio Olimpico, San Pietro, Villa Borghese, Piazza Venezia…

Ciampino.

LANDING: fine del viaggio.

Luce accecante sulla passerella della scaletta,

l’abbraccio soffocante del vento caldo a 35°C.

Scritte in italiano, aria di casa.

"SORRY!" scambiati all’arrivo dei bagagli, quando è inevitabile urtarsi…

e sguardi tra volti sconosciuti, per scambiarsi un sorriso malinconico pensando all’unisono: "SORRY? Ormai, basta un Mi scusi!" perché:

 

LA VACANZA E’ FINITA!

e con lei, anche questo racconto.

baci dalla "voce narrante",

baci da Clara, alias Kalispera.


 

A PRESTOOO!! Animoticon

Appena possibile passerò da tutti,

per adesso:

GRAZISSIME PER I MESSAGGI CHE AVETE LASCIATO IN MIA ASSENZA!

BACI.Labbra rosse

KALI

 

 

Funambola delle parole…

 

mmmmmmmmmm

 
Muovo fili di parole
Ed inseguo quelli dei pensieri.
Rammaglio discorsi persi in lettere elettroniche
affidati a messaggi istantanei.
Cerco tra le frasi,
guardo alle emozioni.
Immagino la mano che ha premuto quel tasto
e l’anima che l’ha guidata.
Capire per affidare ad una risposta il proprio pensiero,
per donare qualcosa di esclusivo, che possa avere un significato.
 
Ma non mi indigno con chi,
perso dietro al proprio vivere,
lascia saluti laconici o di circostanza.
Oppure non mostra di aver minimamente letto le mie parole.
Però, nonostante i propositi, non riesco a fare altrettanto.
Anime diverse fluttuanti in esistenze complicate
e, soprattutto, metri di giudizio paralleli che, però,
non si incontrano neppure all’infinito.
 
KALISPERA
 

Sicilia, nipoti e divieti.

 

Salutata la terra dell’Orso…

La Sicilia è li

Oltre lo Stretto.

Quella nave dal nome scandinavo che inghiotte le auto,

la Madonnina del Porto,

la scia spumosa,

Sicilia e Calabria che sembrano toccarsi …

 

Interi pendii Peloritani anneriti da un fuoco inutile e spaventoso.

Giornate passate a fiutare l’aria come cani da trifola,

allerta al più piccolo "fil di fumo",

qualche scontro a colpi di fronde, in attesa dell’arrivo dei VV.F.

 

Sopravvissuta al caldo, al fuoco alle granite di caffè con panna e brioche calda (a quelle è meglio soccombere deliziosamente), ai coni gelato con panna "sopra & sotto" e gusto gianduia (che sa di gianduia) e bacio con, in mezzo, iceberg di cioccolato fondente e nocciole vere ed intere.

 

Sopravvissuta alle “bracioline” alla “Pasta incasata con le melanzane”, alla "focaccia alla Norma"Pizza, alla micia Mimì Gatto che mi adora e riesce sempre a trovare un varco per venirmi a svegliare con fusa e musetto peloso alle 4.30 del mattino (!!!).

 

Sopravvissuta alla tristezza della visita al cimitero, al poco lavoro al quale sono riuscita a contribuire, allo scherzo di Papà Orso (spirito, visione, fantasma, illusione? Mah!), che ha deciso di apparirmi alle spalle, non appena ho staccato l’occhio dalla macchina fotografica, mentre stavo immortalando le sue terrazze.

 

Sopravvissuta al ricordo di quella Sicilia che ho girato in passato, ma che adesso mi è sempre più difficile scoprire e conoscere.

 

Sopravvissuta al desiderio di tornare al teatro greco di Taormina per le manifestazioni di Taormina Arte…come molti anni fa.

 

Il mestiere di Zia è molto impegnativo, ma è proprio grazie ai nipoti, che ho potuto sopravvivere anche a cose decisamente piacevoli.

Le leccornie, per esempio, ma anche una gita a Taormina che, altrimenti, sarebbe stata impensabile, la visita alla fiera campionaria ed ai pochi bagni…

 

 

E. ha quasi 13 anni.

Primo nato del “parco nipotame” .

Adolescente pieno di vita e domande (se qualcuna la facesse ai genitori, invece che agli Zii…sarebbe meglio!!) ha una missione speciale ogni volta che mi vede: DISINTEGRARMI.

Non c’è verso di sfuggirgli.

Non mi molla un istante.

Una fatica improba!

Questa volta abbiamo deciso di coinvolgerlo in qualcosa che non avesse mai fatto, qualcosa da poter raccontare agli amici.

L’Abbiamo portato a Taormina, per una passeggiata frivolo-culturale-disimpegnata, salvo poi, “minacciarlo” con lo spettro della visita alla mostra su “Antonello da Messina” (tempi kalisperiani: minimo 2 ore).

Ovviamente avremmo calibrato la visita alle sue esigenze, ma era quasi ora di tornare, così, per sua gioia (ma non la mia) abbiamo dovuto procrastinare l’aspetto “artistico” della passeggiata.

Impossibile perderlo di vista anche solo per un attimo!

A braccetto tutto il tempo, per paura che IO MI PERDESSI!

“ZIO TRANQUILLO: ALLA ZIA PENSO IO! NON TE LA RUBA NESSUNO” (Roba da matti!)

Il momento più esilarante è stato davanti ad un negozio di oggettistica artistica che, io e l’Orso, evitiamo come la peste da quando ha aperto.

Motivo?

La sfilza di “divertenti” (per loro) pittogrammi con i quali i proprietari elencano i DIVIETI che i possibili clienti devono rispettare: una macchinetta fotografica sbarrata, li invita a non fare foto, un gelato, un panino ed una lattina sbarrati, a non entrare leccando coni, mangiando e bevendo. Poi una sigaretta sbarrata,  cani e gatti con la “X” rossa, una carrozzina sbarrata, due palline di natale in frantumi per un colpo di martello, sbarrate anche loro (…chissà quale potrebbe esserne il significato…)  ed in fine l’immagine che vi allego!

 

 

Quest’ultima fa parte  della sfilza di pittogrammi, ma è anche riprodotta in grande: a scanso di equivoci!

A quel punto, viene naturale cercare, fuori dall’ingresso al negozio, il gancio…per legare il nipote!

“DAI E. NOI ENTRIAMO: TI LEGHIAMO QUI SOLO PER POCHI MINUTI! FAI LA CUCCIA E NON ABBAIARE!”

E giù a ridere ed a fare foto al negozio….rigorosamente senza entrare!

 

 

Un altro giorno:

FIERA CAMPIONARIA di MESSINA!

Non è certo delle più grandi e fornite, ma E. non c’era mai stato ed è dovuta apparirgli come una sorta di parco delle meraviglie!

“ZIA COS’È QUELLO? E L’ALTRO?”

E giù a spiegare che cos’è un taglia-uovo-sodo, un apri barattoli, un trita-non-so-che, una scopa-miracolosa-raccogli-sozzure, che aveva visto in tv, ma dopo averla provata ha deciso che non era un buon regalo per la mamma e che, anch’io, potevo farne a meno.

E le magliette con le scritte, hem..inequivocabili, le enormi tigri di peluches che però, sollevata la coda, non si capiva se erano felini maschi o femmine (!!!)

Dall’infila-ago, alla raspa metallica, dalla tosa siepi al turbo camino.

Per concludere la serata…

Mc Donald!

Lo so.

Non è salutare, soprattutto in terra Sicula, dove mangiare un pezzo di focaccia è sicuramente meglio, ma un adolescente che non è mai stato al fast food, come fa ad “ADOLESCERE”?

Il Papà medico, non l’aveva mai voluto portare …

HE! HE!

Era missione da….ZII!

L’ APOTEOSI!

Se per tutta la serata era sembrato il quasi-tredicenne più felice del pianeta…

A quel punto…mancava solo che schizzasse in orbita!

E poi…c’era la ragazzina (decisamente carina) del tavolo accanto, che non gli staccava gli occhi di dosso!!

Io ho ricavato dall’esperienza il solito bruciore di stomaco ed una stanchezza pazzesca,

ma l’entusiasmo con il quale E. ha raccontato tutto, nei minimi dettagli, a genitori e fratelli piccolissimi, (racconto che credo ripeterà anche ad amici-cugini-parenti-gatti e ….sassi), mi ha fatto pensare che, per star bene, a volte, basta anche riuscire a godere delle gioie altrui.


 

P.S.

A Natale ha detto che verrà a trovarmi:

nessuno di voi ha un lavoro in Siberia da propormi per quel periodo?

Va bene anche il Tibet, l’Alaska, il deserto o le falde del Kilimangiaro (senza Licia Colò per favore!).

GRAZIE!

Ci conto!

 

KALI