Voglio…

 

 
Voglio questo rudere per quello che non si vede,
per quelle finestre che paiono occhi vuoti
ma che in realtà guardano lontano.
Vedono tutti i tramonti dei giorni
e sentono le albe sorgere alle spalle.
Voglio questo rudere dai muri scrostati,
dalla balaustra a merli
che gli da quell’aria da “vorrei ma non posso”,
da maniero impossibile guardiano di orizzonti neppure troppo lontani.
Voglio quel terrazzo dove immagino pergole e tavoli per mangiare con gli amici,
e lampade ad olio
e odore di rosmarino.
Voglio quel portico,
al quale addosserei giare di cotto culle di buganvillee.
E sedute di vimini amate dai gatti,
e prati incolti che diventano giardini.
Voglio tende ampie alle finestre,
per riparare dal sole e danzare col vento.
Voglio mobili bianchi decapati e finiti di azzurro,
che spiccano su scuri pavimenti di cotto.
Voglio persiane azzurre come il cielo
e divani di stoffe fiorate.
Voglio un giardino d’aranci che riempia l’aria di profumo di zagare,
ed una sedia a dondolo di quelle di tanti anni fa,
per sedermi ad accarezzare il gatto sulle ginocchia
e guardare nella stessa direzione di quegli occhi
di quel rudere tornato alla vita.
 Voglio respirare la stessa aria di quelle pietre antiche,
lo stesso odore del mare
nel quale, si perdono gli sguardi

 

  “L’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re”
Mi ripeteva mia madre da piccola, per tutta risposta dicevo:
“nel mio giardino cresce!!”
Voglio quella casa anche per Lei,
perché questo mio sogno è stato prima il suo
"Mi piacerebbe alzarmi la mattina e vedere il mare" mi ha sempre detto..
Per ora lo guardiamo insieme da sotto l’ombrellone,
anche se non "tutte le mattine".
E’ già molto, lo so…
ma ..
lasciatemi sognare!
 
Kalispera
 
 
 
 

STREGONE…

 

 

Stregone.
Ti impone le mani, o meglio, le passa su di te per alcuni istanti, senza neppure appoggiarle, come fossero degli scanner, per guardarti dentro.
Poi piccoli gesti e non puoi che chiudere gli occhi, perché un senso di rilassamento ti pervade.
Poche le domande, giusto per chiedere conferme.
Tipo: “Si sveglia con un senso di stanchezza, vero?”
“Ha bruciori di stomaco, vero?”
Ma, dico, fai il mago?
Preme punti del corpo come fossero serrature per sbloccare qualcosa, ed in fondo, è proprio quello che vuole fare.
Ha un’aria rilassante lo “stregone” ed un visone tondo e sereno.
La seduta dura quasi un’ora e quando mi alzo dal lettino ho la sensazione di essere più leggera, come se qualcosa fosse “volato via”, come se tutto scorresse con maggior fluidità all’interno dell’involucro corporeo.
Anche un senso di rilassatezza, che mi fa sentire come se mi fossi appena svegliata.
“Aveva dei grandi blocchi causati dai forti stress emotivi degli ultimi periodi…Adesso vanno meglio, ma deve tornare alla fine di Luglio”…
“Nei prossimi giorni seguirà un assestamento, quindi potrà avvertire dei dolori”
Puntuale il mal di testa questa mattina.
Spero che migliori.
Di solito, dopo le sedute, per un po’ sto meglio.
Sono cinque anni che vado dall’Osteopata.
Mi ci mandò l’ortopedico, dopo 15 giorni di sedute in day hospital:"Io ho fatto il possibile, adesso provi con l’osteopatia”
Essere alti, non è sempre un vantaggio, se poi, si rischia di ammazzarsi con una moto, non possono non subirsene le conseguenze per sempre.
Se non conoscete questa “medicina alternativa” potete andare su:
ci sono un po’ di informazioni, io ne riporto una piccolissima sintesi.
 
Buon fine settimana a tutti!.
Kali
 
 


 
Definizione dell’osteopatia
 
L’osteopatia è una scienza terapeutica naturale, fondata su una conoscenza precisa della fisiologia e dell’anatomia del corpo umano.
 
Si serve di ogni mezzo manuale di diagnosi per evidenziare le disfunzioni e l’assenza di mobilità dei tessuti che comportano un’alterazione dell’equilibrio generale dell’individuo.
 
Il concetto osteopatico, unicamente nella sua pratica manuale, sollecita al meglio le risorse proprie dell’individuo, considerato nella sua globalità.
 
L’osteopatia cerca oltre il sintomo le cause del disturbo.
 
Il corpo è un meccanismo sofisticato.
 
Se le diverse strutture presentano interrelazioni corrette avremo un soddisfacente stato di salute.
 
Se la mobilità delle strutture è disturbata, lo sarà anche la loro funzione.
 
Le tre leggi, Equilibrio, Economia e Non dolore organizzano allora delle compensazioni che l’organismo stabilisce per ovviare al cattivo funzionamento delle sue componenti.
 
Essendo ogni parte del corpo completamente interdipendente dall’insieme delle strutture, l’osteopata tratterà l’insieme, permettendo al corpo di rimuovere le sue compensazioni e di restituire alle diverse strutture la mobilità iniziale.
 
Prendiamo l’esempio del pianoforte: l’armonia delle note dipende da ognuna di esse.
In presenza di una nota falsa, l’armonia si rompe e bisogna riaccordare il pianoforte.
Qualunque sia il disturbo, l’osteopata lo tratterà con un approccio terapeutico globale.
 
In sintesi, l’osteopatia si rivolge alle persone che presentano sintomi solitamente classificati per specialità e che interessano le grandi funzioni dell’organismo: locomotoria, neurologica, genito-urinaria, O.R.L., oftalmica, digestiva, cardio-polmonare, psichica, occlusale.
 
L’osteopatia tratta le restrizioni di mobilità delle strutture, ristabilendo una buona funzionalità dell’insieme.

 

Voi…ci andreste?

 

A Riccione la prima spiaggia vietata agli uomini

Apre sabato (16 giugno scorso n.d.r.) a Riccione al bagno 134 la prima “Spiaggia in rosa”. Sulla scia di un’idea lanciata dal concorso “Miss Muretto”, nello stabilimento balneare saranno rigorosamente banditi gli uomini e tutti i servizi saranno messi a disposizione del ‘gentil sesso’. A disposizione di signore e signorine ci saranno hair stylist e truccatori, e un menù curato da una dietologa. Il personale del locale sarà esclusivamente femminile. Fuori dal bagno un cartello “anti-uomo”

.

Notizia sentita al TG e tratta dal sito riportato sotto:

 

 

 
Che tristezza, care le mie fanciulle!
Una spiaggia aperta solo alle donne.
Uffa!
Che barba!
E l’Orso dove lo lascio?
In quella per soli uomini?
Così si "luma" indisturbato le "transfughe" che scavalcano la cortina di ferro e migrano sul bagnasciuga?
E poi..
Letto il libro,
fatte le parole crociate e pure il sonnellino…
esauriti gli "spettegulesssss" tra e su le donne…manca un bel 50% di materiale per "fare cappotti".
No, no…
Battute a parte, sono contraria ad ogni tipo di segregazione e "cattività".
Ma volete mettere qualche bello scambio di battute, per un’occhiata  di troppo al vicino/a d’ombrellone?
Qualche sano, democratico e pacifico scambio di vedute a suon di "badilate" di sabbia?
E poi…io l’Orso lo vedo così poco che, sinceramente, tutto ‘sto desiderio di starmene da sola pure il sabato in spiaggia, proprio non lo sento.
 
Anche alle elementari…mi divertivo molto di più quando, la maestra, per limitare la mia tendenza alla chiacchiera a briglia sciolta, mi metteva accanto un maschietto, pensando che avessimo meno argomenti di discussione.
Poverina!
Ho imparato a costruire flotte di barche di carta,
la composizione della polvere pruriginosa,
barzellette "zozze"..
insomma..
chiacchieravo molto di più!!!
 
Ed anche all’università, mi sono sempre trovata meglio con i compagni uomini: meno competitività e più professionalità!
Con le ragazze bisognava sempre fare il doppio della fatica:
troppe chiacchiere inutili,
troppi problemi organizzativi,
troppa rivalitità,
troppo poca disponibilità ad asoltare le idee degli altri ed ad impegnarsi a fondo.
Con gli uomini era molto più creativo lavorare: da due punti di vista, diametralmente opposti, si riusciva a tirare fuori l’idea buona, quella vincente.
Magari sono solo stata fortunata, ma i miei migliori compagni di studio sono stati uomini ed anche se, ormai, ne ho perse le tracce…ne conservo ancora un ottimo ricordo.
 
E voi?
Cosa ne pensate?
La spiaggia è stata lo spunto…ma ce ne sarebbe da parlare!
 
Ciao a tutti.
Kali
 

@#§*@@#!!!!!!

 

 

 

SUINA CITTA’, FAMOSA PER IL CAVALLO DI LEGNO E SUA DEGNISSIMA PROGENIE!!!!

Eh, si..

Sto proprio urlando!
Sono furiosa!
Ieri sono andata a Roma con l’auto.
Parcheggiata “allineata e coperta” (anche di polvere e schifezze varie!!) al solito posticino.
Alle 19, quando torno a prenderla per tornarmene al paesello: la bella sorpresa!
 @#§*@@#!!!!!!
Vetro anteriore dx in frantumi.
Spaccato per rubare €3.70!
Vano porta oggetti rovistato e frammenti di vetro ovunque.
Molti sono ancora appesi con “effetto ragnatela” all’intelaiatura dello sportello e vanno rimossi prima di mettersi in viaggio.
Mi taglio un dito, com’era ovvio, poi prendo un giornale ed inizio a togliere il grosso.
Non sembra manchi altro, oltre i pochi spiccioli, e l’auto non sembra stata forzata.
Si mette in moto e lo sportello è a posto.
Chiamo l’Orso, che mi rincuora dicendo “Almeno non l’hanno rubata, visto che ho tolto anche l’incendio e furto!”
(Cabarettista l’Orso!!!)
Difficile che si rubino la “piccola”!
E’ appena stata promossa in terza elementare!!
Ma non si sa mai!!
Metto in moto e parto.
Voglio tornarmene a casa..
Fa caldo, nonostante il finestrino aperto-per-forza, così, faccio finta di niente e tengo accesa l’aria condizionata..
Inserisco la cassetta con la puntata registrata di “Viva Radio Due” con Fiorello e Baldini ed affronto il traffico del rientro cercando di sorridere.
Arrivo a casa e con l’Orso partiamo per fare la denuncia ai CC che, ovviamente, nel mio paesello “sono chiusi”.
Andiamo in quello vicino (famoso per il castello ed i matrimoni Hollywoodiani) e li possiamo fare la denuncia.
Torniamo a casa che è quasi buio del tutto, ma c’è da “chiudere” alla meglio il finestrino e togliere i vetri.
Poi c’è la cena da preparare..
Arrivo a letto che sono uno straccio.
Ancora inferocita per il gesto inutile che ho dovuto subire,
consapevole del fatto che ci sono guai ben peggiori.
 
Lo scorso lunedì era “andato “ lo specchietto esterno, ieri il finestrino, oggi…niente, perché la lascio parcheggiata e prendo il treno!!
Buona giornata a tutti.
 
P.S.
Sono in ritardo e rischio di perderlo (il treno),
per il momento non riesco a passare per ricambiare i saluti.
Lo farò al più presto.
Ciao!

 L’immagine è presa dalla rete:
Annibale Carracci, La collera di Polifemo, affresco, Galleria dei Carracci, Palazzo Farnese, Roma
PENSO PROPRIO CHE ANDRO’ A VEDERE PALAZZO FARNESE…
 

Uno di quelli che avrei dovuto leggere, ma…

 

Da pochi giorni ho finito di leggere un altro di quei libri che “avrei dovuto leggere moltissimo tempo fa, ma…”.
Il libro l’ho iniziato in un momento molto buio della mia vita ed è stato il libro “del viaggio”, paradossalmente anche il libro parla di un viaggio. E’ strano come, certe letture capitano in determinati momenti.
 Un libro lungo, alle volte pesante per le sue elucubrazioni scientifiche, ma che parla della scoperta, della rinuncia, della curiosità, della meraviglia, dell’ingegno, della rabbia ed, infine, della ribellione. Scenario il mare. Troppo “adulta” per questo libro, che forse, letto prima di conoscere gli escamotage del Sommo Poeta nel Paradiso, mi avrebbe fatto sembrare la conclusione, meno banale.
Ma il “trucco” di far perdere i sensi al protagonista, per farlo uscire da una situazione d’empasse e farlo riprendere a situazione mutata, francamente, mi è sembrato un po’ banale.
Più di quattrocento pagine di dettagli, per creare un racconto ricco e fantastico, bruciati in un finale fin troppo repentino e scontato.
Uno di quei libri finiti a forza, proprio per il valore simbolico di cui l’avevo caricato, uno di quei libri che hanno sostato sul comodino, nella borsa, in auto…ma mai da soli.
Letture parallele, per poterne sopportare il peso, mi hanno accompagnata.
Adesso che l’ho terminato mi sta ancora tra i piedi: ho segnato alcune parole che voglio cercare sul dizionario ed annotare, come faccio sempre.
Questo libro l’ho letto perché non l’avevo fatto quando avrei avuto l’età giusta per apprezzarlo, incuriosita, adesso, da stimoli provenienti da un mare sommerso e misterioso, nuovo per me. Un mare la cui rete chiamiamo“web”.
Incuriosita dal nome dello space di uno di Voi, dal suo, palese apprezzamento per questo libro di cui, probabilmente, ha ben vivo il  ricordo.
Desiderosa di colmare questa lacuna.
Grazie, dunque, per lo stimolo, perché, un libro, anche se non c’è piaciuto, non può che arricchirci.
 


 
Manca il titolo, lo so.
 Non l’ho scritto di proposito.
Avete indovinato? Sono sicura di si!
Buon fine settimana.
Kali
 
 
 

Domenica alla..”stessa spiaggia”..

 

 
 
Una brezza fa ondeggiare le immancabili frange degli ombrelloni.
Caldo, ma non insopportabile.
Già estate…
 
“Spazio sulla riva: esaurito”
“Ombrelloni: esauriti”
“Lettini: esauriti (chiedere in spiaggia)”
Recitano così i cartelli improvvisati su fogli di quaderno.
 
Ho tutto con me, sorrido pensando ai film in bianco e nero con Aldo Fabrizi, immancabili in questa stagione: “la Famiglia Passaguai”, sicuramente lo ridaranno anche quest’anno!
Partivano equipaggiati di tutto punto.
 
La mia spiaggia è quella di sempre,
quella di quando ero bambina.
Una mano di fresco agli stabilimenti,
i giochi in resina per i bambini, hanno sostituito le altalene e le giostrine di metallo che arrugginivano con la salsedine.
 
C’è la palla sulla riva, i racchettoni, il venditore di cocco: “Cocco, cooocco freeeesco, cooocco beeello”: anche l’intonazione è la stessa (ci sarà una scuola per venditori di cocco, oppure, sarà semplicemente il figlio o il nipote di quello che  ricordo io: anche la cesta è la stessa, o almeno, ha la stessa forma).
 
Il “grattacheccaro ambulante”, invece, è un’invenzione recente e sono cambiate anche le categorie merceologiche di ciò che ci viene mostrato ai piedi delle sdraio.
 
Abiti impalpabili, bikini esposti in stand da trasporto con tanto di stampelle, accessori moda, monili, cd, giocattoli.
 
Alcuni hanno inventato la “bancarella a traino”: sono in due e trascinano teloni pieni di costumi da bagno, proprio come se fossero slitte.
Poi c’è la massaggiatrice orientale ed il tatuatore con l’Henne ed il suo grande libro con i modelli da sfogliare.
Alcuni vendono teli mare davvero belli ed altri hanno braccialetti invitanti che, però, credo di aver visto anche nel “negozio” di “G” fuori dal super: posso tradirlo?
No, guarderò tra i suoi “gioielli pret a porter” se c’è il mio.
 
Manca l’odore dell’olio solare al cocco (forse non va più di moda?) e non hanno ancora montato la rete da beach volley: oggi non raccoglierò palloni fuori campo..
passeggerò e riposerò sul lettino guardando l’orizzonte..
Lettino?
“Roba da vecchi!” avrei pensato anni fa, quando l’asciugamano si stendeva rigorosamente sulla sabbia semi-umida della riva.
Ma i tempi cambiano,
come tutto,
tranne questa spiaggia
..e quell’orizzonte.

 

 

Ciao a Tutti.
Kali