Vigilia di Pasqua in treno [07.04.07]

 

 

Il viaggio in treno ha i suoi vantaggi.
Il biglietto lo compri on-line, il bagaglio lo devi razionalizzare ed i trolley sono una grande invenzione, anche se, alle volte, “cappottano” incespicando sulle asperità di strade e marciapiedi.
La mattina è soleggiata e silenziosa, in questa vigilia di Pasqua; solo il rumore delle rotelle sull’asfalto: alla stazione andiamo a piedi.
Il primo treno per arrivare a Roma, poi la metro ed, infine, l’Intercity Plus, “PLUS” poi…ancora devo capire a che titolo ..
Il viaggio in treno ha i suoi vantaggi, dicevo.
In poltrona, senza dover tenere a bada le frenesie da ferrarista dell’Orso, senza la cintura di sicurezza, ma, soprattutto, senza la Salerno-Reggio Calabria!
Sei ore per arrivare a Villa San Giovanni: in auto ne occorrono otto e poi c’è il controllore cabarettista che, prima di chiedere il biglietto, saluta augurando “Buona Pasqua e alla domanda “Scusi, per quando è previsto l’arrivo a Messina?” risponde con accento partenopeo “Tranquilli! Sicuramente prima di Pasqua!”
 
Da Napoli inizia lo spettacolo oltre il finestrino.
Il tracciato della ferrovia, al contrario di quello dell’autostrada, costeggia per lunghissimi tratti il mare, giù, giù fino a vedere la Sicilia al di la dello Stretto.
Il finestrino diventa uno schermo sul quale vedere un "film panoramico", con qualche interruzione dovuta agli “spot” antropici.
Case semplici in pietra e calce, ma anche scheletri di edifici mai finiti e ville stile “Dallas”.
Le più belle, sono certe costruzioni semplici, con pergole che si affacciano sul mare e grandi vasi in cotto nei quali si immaginano buganvillee fiorite tra un paio di mesi.
 
Spiagge ancora quasi deserte e non invase da stabilimenti balneari.
Qualche pescatore, qualche gruppetto di amici per inaugurare la stagione, cani che portano a spasso gli Zii bipedi e nessuno di fretta.
Il mare è calmo oggi, giusto un leggerissimo infrangersi d’onda, quel tanto che basta per dare movimento a quella distesa blu intenso che sfuma sulla riva.
File di galleggianti e voli di gabbiani: la sabbia firmata dalle loro impronte tra le leggere ondulazioni disegnate dal vento.
A tratti il treno, corre quasi a ridosso dei frangiflutti,
a tratti lo separa dall’acqua solo una fascia coltivata: ulivi, agrumi e scampoli d’orti.
Andiamo verso sud ed il sole ci accompagna, seguendoci sul mare.
Lo spettacolo fa abbandonare la lettura e cattura lo sguardo.
Sono attimi di bellezza e serenità: servono a fare scorta di coraggio.
A Villa San Giovanni scendiamo, perché il treno impiega più di un’ora tra imbarco e sbarco dal traghetto: scendere, per prendere la prima nave in partenza, avvicina la meta.
Chi ha visto i servizi televisivi sui traghetti e lo Stretto, ha già un’idea di cosa sto per descrivere.
Le scale mobili non funzionano da sempre, le passerelle, divorate dalla ruggine, sono in piedi per miracolo, le navi galleggiano solo grazie alla bontà di Archimede, gli orari sono “a caso” e per individuare la prima nave in partenza…si accettano scommesse cercando di interpretare i vaticini di un addetto, più criptico della Sibilla Cumana.
Finalmente la nave parte (con noi a bordo!).
Vibra più di una vecchia lavatrice in centrifuga, ma la traversata ha sempre il suo fascino.
L’odore della salsedine sul ponte,
il vento che fischia nelle orecchie
e la Madonnina del Porto che sembra aspettarci.
Siamo quasi arrivati e domani, sarà Pasqua (previsioni del controllore: rispettate!!).
 


 Ciao a tutti.
Kalispera
 
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18 thoughts on “Vigilia di Pasqua in treno [07.04.07]

  1. C’è sempre qualcosa da guardare fuori dal finestrino
    poco cambia che sia quello di un aereo che ti mostra tutto piccolo e lontano, ma quante cose insieme vedi…
    o che sia quello di un treno meravigliosamente descritto da te
    oppure ancora quello di un’auto, meglio se guidando con prudenza
    l’importante è prendersi il tempo per guardare il mondo,
    per cogliere la semplice bellezza che c’è in ogni cosa.
     
    Un abbraccio…
     
    Paola

  2. ma questi appunti di viaggio sn incompleti! cosa è successo dopo?!e la sicilia?!
    io snon siciliana ci tengo a sapere cosa ne pensi!
    ne va della mia ospitalità!

  3. a me piace tantissimo viaggiare in treno..ritardi permettendo….(quelli mi danno ai nervi)
    quando l’ex fidanzato (ora marito) viveva a napoli, quasi ogni weekend prendevo l’eurostar delle 20.45 per napoli….fuga dal’ufficio, corsa al treno, preso sempre in extremis (a volte insieme a un collega con il quale lo ricordiamo spesso e quasi con nostalgia)…

    e poi, una vota a bordo, mi attrezzavo:

    libro E rivista (di solito se facevo in tempo mi piaceva "glamour pocket" perche’ costava poco ed era piccolo piccolo…), quadernino per appunti estemporanei, lettore CD portatile (all’epoca non c’era l’ipod) e due o tre cd (come se il viaggio dovesse durare chissa’ quante ore).

    e li’ mi metevo musica nelle orecchie e guardavo il treno che partiva, si muoveva lentamente…guardavo roma che si allontanava e aspettavo l’arrivo di napoli….anche se al buio conoscevo il tragitto a memoria…

    d’accordo, ero felice perche’ iniziava il weekend e andavo dal mio fidanzato….
    ma parte del piacere era anche quel viaggio…

    ciuf ciuf…..

  4. Buongiorno ma che bello questo racconto di viaggio….
    ma sai che mi hai fatto venir voglia di fare un lungo viaggio in treno??
    e poi la salerno/reggio calabria…
    ne sò qualche cosa….
    tutte le volte che devo andare in calabria è una tragedia….
    un abbraccio
    allora vieni al raduno???
    dai il 6 maggio a roma ci divertiamo…
     

  5. Finita la scuola, dove andavo in treno, nn ho avuto molte occasioni di usarlo.
    Con nonna Maria ogni tanto andavo a trovare i parenti a Genova ( e lì vedevo il mare a tratti) o a Firene.
    Poi alcune "scappate" giornaiere a Milano, ma niente di più.
    Solitamente nei viaggi uso auto e aereo e, a volte, bus, ma nn per scelta, solo per convenienza logistica.
    A me piace il treno e alcuni viaggetti che ricordo con nostalgia li ho fatti.
    Corsica: c’è una linea che l’attraversa da Bastia ad Ajaccio, bellissimo.
    Inghilterra: per colpa (Dio lo bendica) di un impiegato alla biglietteria che mi fece sbagliare il bus da londra verso il galles dovetti scendere alla prima fermata e prendere alcuni"trenini" con cui attraversai il cambridgeshire il bedfordshire e altri "shire" fino ad arrivare a destinazione, e…."udite!, udite!" prima del bus che avrei dovuto prendere :-).
    E mi rimborsarono pure i bilgietti!!
    Se avessero saputo quando mi ero divertito mi avrebbero chiesto un sovraprezzo   :-))
    India: quasi un giorno su di un treno che sembrava uscito dal set di un film.
    Cina: nell’89 attraversai il confine a sud da canton verso hong kong su di un treno che più che un treno sembrava una macchina del tempo
    Un  treno che nn ho ancora preso , ma che vorrei prendere (e un’anno o l’altro  prenderò) è la Transiberiana.
    Da mosca, quasi venti giorni,  fino a vladivostock…
    quanto mi piacerebbe…
     
    Ciao, G.
     
    ps; per ora mi "accontenterò" di qualche giorno a Praga, ma in aereo…
    a ri-leggerci alla prossima settimana 🙂
     
     

  6. ciao kali! quanta poesia, quante sensazioni, quanti odor!ho negli occhi il mare che hai descritto…e la voglia di scappare aumenta soprattutto in questa giornata di sole…un bacio…Otty

  7. Sono stata a Messina proprio due giorni fa, per la prima volta, l’ho trovata carina, con l’orologio girevole del duomo e la madonnina della lettera ad aspettarmi al porto…e il mare…

  8. l’ultimo viaggio che ho fatto in treno è stato 5/6 anni fa ..ho accompagnato mia madre in Puglia
    come ci siamo sedute ,ancor prima che il treno partisse, un bigliettaio è entrato nello scompartimento controllato il biglietto ci ha guardato e ci ha chiesto:"Viaggiate da sole?" alla nostra affermazione ci ha detto che non era salubre per noi…di stare molto attente…non addormentarci del tutto..mettere i nostri eventuali beni al sicuro ..infine ci ha rassicurato dicendoci che comunque lui e i suoi colleghi sarebbero stati nello scomparto attiguo ..per qualsiasi necessità sarebbe stato sufficiente alzare il tono della voce…ma anche a loro i viaggi notturni un pochino li spaventavano
    Il ritorno lo abbiamo fatto di giorno :-s
    Mi piaceva molto viaggiare in treno …di solito di notte…in cabina letto…ninnata dal dondolio e dallo sferragliare delle ruote…svegliarmi alle prime ore del mattino con il controllore che portava il caffè prenotato la sera prima…aprire le tende e godermi dal finestrino il paesaggio che scorreva veloce…pensieri e sensazioni alla stessa velocità del treno
    oggi mi godo quello in nave …più o meno stesse sensazioni …tranne quando per maestrale il mare è a forza 8/9 :-ssss
     
    anche per il tuo blog ,come per molti altri,c’è qualche problema non si riesce ad aprire i commenti se non aprendoli in un altra finestra …
    così…la bellissima canzone che hai messo in sottofondo continua a suonare …accompagnando dolcemente la lettura…peccato poi riporti alla mente ricordi di un periodo bellissimo e bruttissimo nel contempo…insomma…ogni volta che entro qui dentro le emozioni sono molteplici : da quello che racconti e visualizzo …a quello che in musica ci vuoi trasmettere …perchè si sa che le nostre emozioni le esprimiamo anche attraverso le canzoni …e io qui…riesco a dare un pochino sfogo a lacrime che mai mi permetterei di far uscire
    Un bacio e buona giornata   Anna

  9. Ma come?
    Noi veniamo ad Anguillara dalla Sicilia e dalla Lombarsia e tu vaiin Sicilia?
    Com’è? Ti è piaciuta?
    Noi abbiam passeggiato sul lungolago della tua città e ci siam mangiati il gelato nella piazzetta sul lago.
    Vedi alcune foto nel mio blog.
    Ciao ciao Rosangela

  10. Ciao….
    e si io la calabria la conosco benissimo….ci sono nata!!!
    e devo dire che ci sono posti veramente "spettacolari"…. se ti va di andare e vuoi qualche consiglio
    non esitare a chiedere!!!!
    ora ti saluto augurandoti una splendida serata ed una mitica spettacolare rilassante e gioiosa domenica
    un abbraccio 

  11. Io il treno lo prendo tutti i giorni, e nonostante i ritardi e tutto il resto mi piace proprio, in mcchina è tutto più stressante…
    è sempre bello come parli della mia terra…
    spero che tu ti sia divertita 🙂
     
    ciao ciao

  12. Hai ragione tu.
     
    W il treno.
     
    Cosa c’è di più rilassante di un viaggio in treno?
     
    Sciascia lo prendeva addirittura per andare da Palermo a Parigi ( ovviamente aveva sempre degli ottimi libri come …compagni di scompartimentoi).
     
    Quando ero bambino mi capitava di andare in treno da Padova, dove abitavo con i miei a Palermo, dove eravamo nati.
    Il viaggio aveva una dimensione mitica.
    Ogni tappa poi aveva una sua particolarità esclusiva, che mio padre non mancava mai di enfatizzare: a Bologna si affacciava al finestrino e comprava le lasagne, a Firenze comprava un ventaglio di paglia per mia madre, a Napoli comprava la pizza, sul traghetto da villa S.Giovanni a Messina mangiavamo gli arancini, a Termini imerese sorbivamo le granite di limone ( di vero limon come poi avrebbe detto Paolo Conte).
    Tutti appuntamenti cui la globalizzazione ha tolto ogni magia. Cappelli di paglia, lasagne , pizze, granite e arancini si trovano dappertutto.
    Purtroppo.
     
    E ventiquattr’ore di treno sono un lusso che non possiamo più permetterci: troppo tempo sottratto alla produzione dei risultati, l’ossessione che ci accompagna dal momento in cui entriamo nella cosidetta età adulta.
     
    Buona domenica.
    Filippo 

  13. Viaggio spessissimo, anche in treno. Anche io trovo che sia rilassante, ritardi esclusi. Una volta ho pensato di scriverci un libro sui miei viaggi in treno. Credo che sia un microcosmo a sè, un mondo parallelo. Puoi chiderti in te, perderti nei paesaggi o in un libro ma ciò che più mi piace in treno è chiaccherare. Ti consiglio di leggere "Sonata a Kreutzer" di Tolsoj, è geniale. Racconta di un dialogo tra due signori, perfettamente sconosciuti, che viaggiano in treno. Anche a me è capitato di ascoltare le storie più strambe, di incontrare le persone più improbabili. Uno spaccato della nostra società, della nostra cultura. Se ci pensi è forse più facile raccontarti a qualcuno di mai visto e conosciuto che sai che mai più riincontrerai.Provare per credere.Un saluto.

  14. eccomi qui…un piccolo passo in avanti nella mia settimana. ho finalmente iniziato acimentarmi con un articolodavvero difficile. però sono contenta. forse anche perchè non sono più schiava delle parole. era diventata un pò una fissazione quella del blog: un piccolo rifugio che però non era al riparo dagli occhi indiscreti di chi sapientemente aspetta che ci sia del vento per farmi cadere giù. Però ammetto…mi mancano i tuoi dolci commenti e la voglia di andare avanti che sei capace di donarmi. ma come vedi passo sempre qui a trovarti…e semplicemente chiederti…come stai…Un bacio
     
    ah…
    ti propongo una gita che penso possa risultarti interessante:il cimitero acattolico di roma. Non so se tu ci sia mai stata, io ci sono passata venerdì scorso. è un luogo surreale antico ed estremamente affascinante allo stesso tempo. si trova a piramide…esattamente è quel pezzo di piramide che si trova dentro le mura…
    BACI
    Otty

  15. sempre leggo….leggo tutto ovunque entro…. se non riesco,perche magari leggo di fretta, a capire quello che si intende esprimere …non scrivo e ritorno in seguito con più calma…e se non so ,per un qualsiasi motivo, scrivere qualcosa che sia in tema…non scrivo nulla
    Lascia il brano che hai messo….di sicuro è in ricordo di qualcosa…
    io l’ho eliminato dal mio iTunes…almeno qui ….male o meno…posso risentirla
    Un bacio e un sorriso Anna

  16. PER FIORD e non solo:

    Ciao.
    Si, a Pasqua ero in Sicilia,
    non era la prima volta.
    La storia è lunga..
    il mio blog ne racconta dei brani,
    ma ci vuole tempo.
    Meglio fare altro (…)
    ——————————————————-
    Scusate, è che alle volte è un po’ deprimente pensare al proprio blog (nella sua interezza) come ad un libro per gli ospiti, una cartolina da spedire "pro forma", ad un muro dove lasciare un graffito.
    Eppure, generalmente, sono molto tollerante…
    Oggi lo sono un po’ meno.
    Avrò la "luna storta"?
    Forse…
    Kalispera

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