Una gita a..

 

 
Aria d’estate!
Avete già comprato “LA SETTIMANA ENIGMISTICA”?
In casa mia non manca mai!
Estate ed inverno.
Di solito ha la data di una partenza o di una lunga attesa.
Quando ho la necessità di alternare la lettura di un libro con qualcosa di diverso, che mi permetta interruzioni frequenti senza perdere troppo il filo, eccola li.
La passione l’ho ereditata da mio Padre, con il quale, adesso, si scatenano vere e proprie gare!
Quando capita di fare vacanze insieme, ne compriamo due copie uguali e gareggiamo a chi termina prima lo schema.
Ovviamente, con il tempo, ho imparato a cimentarmi con i giochi più impegnativi, ma non ricordo mai tutti i termini che mi capita di scoprire.. LUI SI!
Io, a mala pena, riesco a ricordarmi che quella maledettissima “ranocchietta arborea” è la “ILA”, così, spesso, devo riscoprire le parole “strane” con gli incroci.
Però….è severamente vietato barare! Niente GOOGLE!!
Il cruciverba fotografico ha delle definizioni troppo semplici, ma, questa volta, è stato molto divertente riempirlo..
Avete capito perché?
Buon fine settimana e…se avete messo nel bagagliaio l’ombrellone, ricordatevi di passare in edicola!!
 
Ciao a Tutti.
Kali
 
p.s.
ho cambiato la canzone nel media player: vi piace questa?

Una promessa..

 

 
 Mi siedo un po’ qui..
all’ombra a riposare.
Magari leggerò un po’,
selezionerò i pensieri e le anime per le quali vale,
davvero, la pena di spendere un minuto..
magari mi occuperò, semplicemente di me.
Tirerò fuori i miei appunti e cercherò il coraggio
per affrontare le mie paure:
me lo devo,
Te lo devo.
 
 
Domani sarà festa e poi,
ci sarà domenica ed il primo maggio:
state bene, e se guarderete  il mare,
lanciate uno sguardo,
anche per me.
 
Kalispera
 

Vigilia di Pasqua in treno [07.04.07]

 

 

Il viaggio in treno ha i suoi vantaggi.
Il biglietto lo compri on-line, il bagaglio lo devi razionalizzare ed i trolley sono una grande invenzione, anche se, alle volte, “cappottano” incespicando sulle asperità di strade e marciapiedi.
La mattina è soleggiata e silenziosa, in questa vigilia di Pasqua; solo il rumore delle rotelle sull’asfalto: alla stazione andiamo a piedi.
Il primo treno per arrivare a Roma, poi la metro ed, infine, l’Intercity Plus, “PLUS” poi…ancora devo capire a che titolo ..
Il viaggio in treno ha i suoi vantaggi, dicevo.
In poltrona, senza dover tenere a bada le frenesie da ferrarista dell’Orso, senza la cintura di sicurezza, ma, soprattutto, senza la Salerno-Reggio Calabria!
Sei ore per arrivare a Villa San Giovanni: in auto ne occorrono otto e poi c’è il controllore cabarettista che, prima di chiedere il biglietto, saluta augurando “Buona Pasqua e alla domanda “Scusi, per quando è previsto l’arrivo a Messina?” risponde con accento partenopeo “Tranquilli! Sicuramente prima di Pasqua!”
 
Da Napoli inizia lo spettacolo oltre il finestrino.
Il tracciato della ferrovia, al contrario di quello dell’autostrada, costeggia per lunghissimi tratti il mare, giù, giù fino a vedere la Sicilia al di la dello Stretto.
Il finestrino diventa uno schermo sul quale vedere un "film panoramico", con qualche interruzione dovuta agli “spot” antropici.
Case semplici in pietra e calce, ma anche scheletri di edifici mai finiti e ville stile “Dallas”.
Le più belle, sono certe costruzioni semplici, con pergole che si affacciano sul mare e grandi vasi in cotto nei quali si immaginano buganvillee fiorite tra un paio di mesi.
 
Spiagge ancora quasi deserte e non invase da stabilimenti balneari.
Qualche pescatore, qualche gruppetto di amici per inaugurare la stagione, cani che portano a spasso gli Zii bipedi e nessuno di fretta.
Il mare è calmo oggi, giusto un leggerissimo infrangersi d’onda, quel tanto che basta per dare movimento a quella distesa blu intenso che sfuma sulla riva.
File di galleggianti e voli di gabbiani: la sabbia firmata dalle loro impronte tra le leggere ondulazioni disegnate dal vento.
A tratti il treno, corre quasi a ridosso dei frangiflutti,
a tratti lo separa dall’acqua solo una fascia coltivata: ulivi, agrumi e scampoli d’orti.
Andiamo verso sud ed il sole ci accompagna, seguendoci sul mare.
Lo spettacolo fa abbandonare la lettura e cattura lo sguardo.
Sono attimi di bellezza e serenità: servono a fare scorta di coraggio.
A Villa San Giovanni scendiamo, perché il treno impiega più di un’ora tra imbarco e sbarco dal traghetto: scendere, per prendere la prima nave in partenza, avvicina la meta.
Chi ha visto i servizi televisivi sui traghetti e lo Stretto, ha già un’idea di cosa sto per descrivere.
Le scale mobili non funzionano da sempre, le passerelle, divorate dalla ruggine, sono in piedi per miracolo, le navi galleggiano solo grazie alla bontà di Archimede, gli orari sono “a caso” e per individuare la prima nave in partenza…si accettano scommesse cercando di interpretare i vaticini di un addetto, più criptico della Sibilla Cumana.
Finalmente la nave parte (con noi a bordo!).
Vibra più di una vecchia lavatrice in centrifuga, ma la traversata ha sempre il suo fascino.
L’odore della salsedine sul ponte,
il vento che fischia nelle orecchie
e la Madonnina del Porto che sembra aspettarci.
Siamo quasi arrivati e domani, sarà Pasqua (previsioni del controllore: rispettate!!).
 


 Ciao a tutti.
Kalispera
 

Anime innocenti..

 

 
Una Pasqua così
anomala e triste.
Senza auguri,
senza sorriso.
Con tanto lavoro da fare
in giorni infiniti scanditi dai pasti.
Ogni albero un ricordo,
ogni terrazza, uno sguardo.
Con le lacrime appese al filo della coscienza
ed il più piccolo che all’improvviso, guarda il viale tra gli alberi di limone ed esclama
“Nonno!”.
“Dove piccolo?”
Li!
Parla ancora pochissimo, il piccolo S. ed aveva una vera venerazione per Papà Orso.
Si dice che le anime innocenti vedano gli angeli,
secondo me,
il piccolo S., il nonno, lo vede davvero e mentre lo indica, sorride sereno, come se per lui tutti potessero condividere la stessa gioia.
 
In quei giorni ho imparato che non è possibile applicare la ferrea regola dell’”Ordine e disciplina”, che impongo alle piante dei miei piccoli terrazzi:
quando le superfici smettono di essere misurate in metri quadri per essere misurate in ettari, è una follia pensare di sradicare ogni singolo filo d’erba “intruso”.
Ma Kalispera ha la testa dura, stivali di gomma e guanti pesanti..
Su e giù per le terrazze, cercando di fare il possibile per dare una mano, chiedendosi in continuazione, come facesse Papà Orso.
Ed immaginarlo tra gli alberi,
e sorridere pensando a quando mi "beccava" tentare di fare qualcosa e mi dissuadeva dicendomi “non è cosa per te, lascia stare che ti fai male!”.
Sorridevo da sola, mentre tentavo goffamente, di tracciare un solco nella terra, uno di quelli che avrebbe ospitato le piccole piante da mettere a dimora.
Lo immaginavo scuotere la testa al mio tentativo di tracciare una linea retta come avessi in mano uno dei miei strumenti da disegno.
Ma in paradiso non ci sono linee rette.
Si segue la curvatura delle terrazze,
ci si siede su una pietra grande per riprendere fiato
e si guarda il mare.
 
IA ALA! IA ALA arda, li è Nonno” [1]
Ciao piccola peste, salutalo per me.
 
 


[1] [Zia Clara! Zia Clara! Guarda li: c’è il Nonno]


Oggi è stata una giornata di pensieri,
avrei voluto fare tante cose,
rispondere a tutti e pubblicare un bel post brillante, magari quello che ho preparato durante il viaggio dell’andata, in treno.
Girare per il Vostri blog e leggere quello che avete scritto durante la mia assenza,
ma non ci riuscivo.
C’era ancora da metabolizzare,
da archiviare,
da mettere via immagini e malinconie.
C’era il sole ed ho accompagnato la mia Mamma al mercato.
Una passeggiata tra i banchi, due passi sul lungolago e qualche chiacchiera con le sue conoscenze.
Una giornata così, senza voglia di parole, cercado di trovare l’equilibrio,
per andare avanti,
per ricominciare da capo,
di nuovo.
Sperando in un domani di parole più leggere
e più facili da leggere,
oltre che,
da scrivere.
 
Buona serata a tutti.
Kalispera
 

COCCODE’..

 

 

 
Se pensavate che i “racconti di Salisburgo” fossero esauriti:
Vi sbagliavate!
Ne ho tenuto qualcuno in serbo, insieme alle foto, per sfoggiarli nelle occasioni adatte.
Si, proprio come il “vestito della festa”..
e che festa sia!!
A Pasqua non sarò qui*, quindi devo anticiparmi il lavoro.
Vi ho già parlato dell’Albero di Pasqua (che pare stia riscuotendo un discreto successo tra gli amici di Blog)
come vi dicevo si tratta di una tradizione “noDdica” ed in particolare, pare, molto amata dalle popolazioni d’oltralpe.
Gli austriaci tirolesi, per esempio.
Ecco perché vi parlo ancora di Salzburg!
Eravamo all’Immacolata, ma tra i decori per l’albero, non potevano passare inosservate..
LE UOVA!
 
 
 
 
Ma non quelle di polistirolo, cartone, vetro..che si iniziano a trovare anche da noi,
no cari ”siori e siore”
ma VERI GUSCI DI UOVA DI GALLINA D.O.C,
 
 
decorati nei modi più disparati e dai prezzi.
poco abbordabili (tipo €11.20 l’uno quello decorato al piccolo punto).

 
Un tripudio di perline, arabeschi, fiori, animali dipinti a mano, passamanerie, applicazioni di ogni sorta e nastri…..chilometri di nastri
(vedi foto d’apertura).
 
Dove sarà finito il contenuto di quelle uova?
Forse nelle torte Sacher e negli Strudel?
Comunque, dopo l’esperienza delle stelle biedemeier, non mi sento più di definire “care” quelle piccole opere d’arte.
Purtroppo, non ho comprato neppure un ovetto di piccione, in quel di Salzburg, anche per la paura di stritolare i gusci prima di farli giungere a casa.
L’intento era quello di servirmi delle foto per provare a “riprodurre” quelle meraviglie, ma i problemi dell’ultimo periodo, me ne hanno tolta ogni voglia.
Sarà per l’anno prossimo?
Non lo so..
Di sicuro, se dovessi visitare ancora un mercatino di Natale, almeno un ovetto me lo porterei a casa.
Intanto vi mostro una selezione di capolavori..
Magari il numero degli “adepti dell’albero di Pasqua” aumenta ancora! 

 
E questo è un "ALBERO DI PASQUA D.O.C. di Salzburg! 
 
Tanti saluti a tutti e..
BUONA PASQUA,
 nel caso non riuscissi a passare di qua!
Ciao da Kalispera

 
*Niente vacanze per me, non avete proprio nulla da invidiare.
Vado con l’Orso nella sua terra natale,
vado nell’Isola….
Non sarà un bel momento (dato il triste evento di un mese fa),
ne ci sarà il picnic di Pasquetta.
Ci saranno, però, i Nipoti, con le loro mille uova di cioccolato: spero di scovarne qualcuna fondente per "rapirla" e dividerla, in gran segreto, con l’Orso.

Una di quelle giornate..

 
 ( diario dello lo scorso venerdì…)
 
DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN
CAFFETTIERA ELETTRICA EMK4 ALICIA 4 TAZZE - ITALIA
Alicia (la caffettiera, non la governante!!!)
Mi avverte che l’ora dell’ozio è finita..
 
 
 
 
 
 
 
Olè in piedi con uno zompetto stile grillo,
(si, ma grillo spiaccicato da ciabatta crudele)
per affrontare una giornata di quelle che, Paola, chiama "da criceto nella ruota".
L’Orso parte, io rassetto un po’, poi inizio l’operazione “  toletta & restyling”.
 
 
 
AHH!!
Iniziamo con una bella lavata ai denti col turbospazzolinoelettricogalatticomultifunzione..
 
Apro il rubinetto:
COF COF GORGLE GORGLE!!
 
 
 
 
 
 
ARGH!!!
MA PORC******!!!
NIENTE ACQUA!!!!!!!!!
Maledettiiiiiiiiii
 
 
Vabbè, devo  ritirare l’attestato del tirocinio in facoltà, ma prima devo far firmare la relazione al prof, che arriverà alle 11.30 (speriamo!!): ho ancora un po’ di tempo..
Ma l’acqua non torna..
 
Inizio a spazientirmi ed ad organizzarmi con le riserve di minerale.
Quando ho trasformato il bagno il un deposito di bottiglie..
 
 
 
 
 
 
 
Il rubinetto torna a tossire e un fiotto d’acqua, con l’impeto delle cascate del Niagara, inonda il bagno..
 
 
 
Mi vesto più veloce della luce, che Klark Kent mi fa un baffo.
Sto agli ultimi ritocchi, quando..
 
 
 
 
 
 
DRIIIIIIIIIIIIIIIIN!!!!!!!!!
Telefono
 
 
 
 
 
MA PORC******!!! (ter)
E’ l’Orso: “MA ANCORA SEI A CASAAA!!!!!!!!!!!!  NON LO SAI CHE ALLE 12 ABBIAMO APPUNTAMENTO PER ANDARE AL FUNERALE!?!?!?!”
 
 
Eh si, perché il pomeriggio prevede una bella gita sulle montagne vicino  Latina per portare conforto ad un caro amico che ha perso il papà (anche lui!!)
Esco in volata.
 
Arrivo ai  Parioli come un fulmine, poi impiego 20 minuti per trovare parcheggio, ma.. al Bioparco!!
Scarpinata da maratoneta fino in facoltà, arrampicata fino al secondo piano, con pausa di compensazione per non arrivare dal Prof. ansimante,
busso…
 
Il prof  NON C’E’!!!!
MA PORC******!!! (quater)
 
 
 
 
Scendo, compro qualche panino per me e per l’Orso, quando penso  che sarebbe una buona idea chiedere agli assistenti del prof se il prossimo martedì sarà in facoltà.
Torno su (Puf, puf, pant, pant…)
 
MAGIA!!
Il prof si è materializzato (in ritardo, ma come Copperfield è magicamente apparso da una nube di fumo)
Chiede di fare anticamera..
Intanto l’Orso è già alla macchina..
 
 
 
Passa mezzora…
MA PORC******!!! (…)
 
 
 
Un’anima pia, saputo il mio “Impegno pomeridiano” e visto il fumo che iniziava ad uscire dalle mie orecchie.. si offre di  far firmare anche la mia relazione e di consegnarla in presidenza.
Aspetto altri cinque minuti poi, accetto e ringrazio infinitamente.
 
Corro fino alla macchina, incazz*** come una biSSSSia (ma perché le biSSSie si arrabbiano così facilmente???).
L’Orso da Rosso è diventato Nero.
Partiamo.
 
 
 
Traffico, traffico, file, file, uscita d’autostrada sbagliata, traffico, lavori, strada di montagna, pioggia, nebbia, strada di montagna,
 
 
 
 
 
più gregge di pecore
ma, alla fine, arriviamo.
Vi risparmio il racconto tra le 15.30 e le 20.30..
Si riparte..
Strada: come sopra più ingorgo sul raccordo anulare.
 
 
 
Arrivo a casa alle 23
Preparo la cena e crollo sul divano (benedetta lavastoviglie!!!)
Arranco fino al letto pensando: un’altra giornata così e altro che “restylng”!
Ci vuole un’opera di consolidamento!!!
 
 
 
Adesso  lunedì: ho un bel po’ di cose da fare in pace…
 
DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!
 
 
 
 
 
 
MA PORC******!!! (…)
 
 
 
 
 
Buon Lunedì.
Kali