Controluce..

 

 
Controluce,
col sole negli occhi
ed il calore sul viso,
distinguere solo i margini delle cose.
Sagome avvolte di luce,
senza dettagli.
Voglia di assopirsi cosi,
con lo sguardo fisso su una linea lontana.
Per non pensare.
Invece bisogna cercare di far ordine nei pensieri,
organizzare le mosse,
indirizzare i passi.
Voltando le spalle alla luce,
se necessario,
per far tornare tutto più chiaro,
visto che il sole
adesso,
sembra immobile
ed il controluce senza fine.
Sono stanca…
 

Indaco..

 

 

 
Indaco,
tutt’intorno a sfumare
ed in centro la luce che accende,
ma dura pochi attimi.
 
Cala la notte su giorni di buio nel blog,
che pare tornato a funzionare.
Giorni in cui ho cercato di capire,
ho cercato aiuto
e ne ho trovato.
Giorni in cui il blog è stata solo una goccia,
giorni in cui sembravano franare tutti i castelli  di sabbia
e quelli di carte volare via.
Perchè quando tutto corre in equilibrio instabile
i guai sembrano affastellarsi con più facilità.
 
Faccio il possibile, ma non è abbastanza,
soprattutto,
non faccio abbastanza per me
ed ogni contrattempo acuisce la rabbia,
incrementa l’mpotenza.
 
Tornata, per ora.
Pronta a passare per lasciare un saluto.
Pronta ad affrontare
un altro tramonto,
un altra sfumatura d’indaco.
 
Buona serata.
Kalispera
 

L’ordine ripristinato.

Ci sono cose che si possono governare, dominare, riordinare
e trattandosi di cose, tutte queste azioni sono lecite, inoltre la riuscita dell’operazione dipende esclusivamente dall’impegno che ci si mette.
Le grandi manovre sono concluse.
L’ordine è stato ripristinato.
Il sottotetto ha una nuova immagine ed un più ordinato e funzionale sfruttamento di ogni minimo spazio.
Tutto è stato passato al vaglio, spolverato, selezionato riposto o..buttato.
Un intero fine settimana (oltre le serate infrasettimanali) speso per la causa, mentre fuori splendeva un sole che invogliava a passeggiate ed attività all’aria aperta.
Un sacrificio imposto dall’impossibilità di muoversi nel poco spazio e dalla consapevolezza che nessuno l’avrebbe fatto al posto nostro.
Tra una zuffa ed una risata, tra attimi di puro sconforto e grasse risate, tra pasti consumati ad orari improbabili, tra la segatura prodotta dal rumorosissimo seghetto alternativo (che ha imposto turni extra di corvée per ripulire) tutto è tornato a posto.
L’operazione ha riguardato il sottotetto, il ripostiglio esterno e gli armadi.
Un’impresa titanica, ma concatenata.
Quello che togli da un parte o lo butti via o lo ricollochi in modo più razionale: è inevitabile.
L’operazione può paragonarsi all’apertura di una grande scatola dei ricordi: sposta e accatasta, il passato salta fuori nelle forme più diverse.
Provini ed i negativi di foto, abiti, oggetti raccolti qua e la, buste e bustine varie, sacchetti, riviste, depliant, ed un’infinità di "oggetti strani che potrebbero servire", ma non si sa a cosa e quando.
Poi ci sono gli "scheletri nell’armadio" quei regali assurdi che però ti dispiace buttare via e tutti quei stramaledetti pupazzetti di resina che accompagnano le bomboniere delle nascite che, invece, sono finiti nella pattumiera..senza pietà.
E del tripudio di canovacci, presine, guanti da forno e grembiuli da cucina? 
Ne vogliamo parlare?
No.
Tutti in scatola fino alla prossima "revisione"  tanto per utilizzarli tutti ci vorrebbero due vite (ma le mamme si sa..guardano lontano quando regalano cose utili!).
E questo era solo il "passato recente", quello cioè degli ultimi sette anni e mezzo.
Mia madre mi ha chiesto di riordinare lo studio e la stanza da letto "antichi" per gettare l’inservibile: sto procrastinando.. Li il tuffo nel passato sarà più lungo, doloroso, tormentato e soprattutto, solitario. Perderò tantissimo tempo, perchè, prima di liberarmi di ogni singolo pezzo di carta, dovrò rileggerlo soppesarlo..
Penso che mia madre ..aspetterà e continuerà a lamentarsi ("ma quando butti tutta questa roba?").
 
Per le cose, dicevo, fare ordine ed imporre disciplina, è un’operazione faticosa, ma relativamente semplice, diverso è il caso delle persone.
La ragione non si esporta,
il cervello non si addomestica
e gli idioti sono sempre sul piede di guerra.
Inutile far riferimento agli ultimi episodi di cronaca.
Conosco la terra, intuisco le persone, percepisco l’idiozia ed il dolore.
 
Questa mattina ho visto un pezzo di "La storia siamo noi" di Rai Educational.
Parlava di Libertà, di diritti umani, di persone che hanno combattuto per un’idea e per questa hanno sofferto o sono morte.
Il paragone fa sembrare tutto quello che succede ancora più assurdo,
…semmai fosse possibile.
Adesso è solo "REQUIEM"
..e basta. 
 
Buon inizio settimana.
Kalispera
(versione no colors and no photos)

Pausa pranzo..

Ho spento il pc,
ho posato le chiavi della macchina
e sono andata a far la spesa,
a piedi.
Il macellaio ha un negozio tradizionale: chiude alle 13, mica come i super.
Sono andata perchè domani sarà tutto chiuso
e si deve pur mangiare.
Macelleria ortofrutta e super..sono tornata ora.
Sembra aprile.
Ho aperto la finestra,
il sole è caldo
l’aria calma.
I lavori sono ripresi: si armano i pilastri,
si sale di un piano.
 
Kalispera
 

“Tum, tum, tum.”

Invisibile,
oggi vorrei restare così.
Anche se fuori c’è il sole e,
a quest’ora, il cotto dei tetti riluce di un rosso caldo
mentre il sole, ancora basso, delinea i contorni delle cose in maniera più netta.
Gli operai hanno gettato il grande solaio e , le pignatte, non si vedono più.
Lavorano i carpentieri e i martelli risuonano sulle nuove casseforme.
“Tum, tum, tum.”
Inizia presto il lavoro al cantiere.
Domani è S. Biagio, la festa patronale.
Tutto chiuso per ordinanza del Sindaco…chissà se al cantiere si lavorerà..
Di solito il sabato non si fanno sconti..
“Tum, tum, tum.”
Oltre, solo il silenzio.
Lavorano senza parlare, questa mattina,
ancora un po’ infreddoliti,
ancora nella coperta di sonno.
Ogni tanto mi torna lucida in mente, la mia situazione,
mi si para davanti agli occhi e mi soffoca il respiro.
Quando succede, appena spenta la luce per dormire,
devo riaccenderla e mettermi a leggere: unico modo per riuscire ad addormentarmi senza pensieri.
 “Tum, tum, tum.”
Il tunnel è ancora senza fine,
come il caos di casa mia, che persiste a causa di un’infinità di piccoli e odiosi contrattempi.
Il bel monitor lcd da 19 pollici mi ha mollato ieri,
si è spento così,
senza un perché.
Adesso vi guardo col vecchio catodico di 15 pollici, piccolo ma nitido.
I vecchi resistono
i nuovi,
hanno appena visto passare un altro mese,
senza la forza di svoltare.
Oggi sono così.
Senza voglia di ridere,
senza voglia di parlare.
Invisibile..
“Tum, tum, tum.”
 
Kalispera