Trabucco

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Il trabucco o trabocco o travocco è un antico strumento per la pesca commerciale tipico dei pescatori del Gargano o del sud d’Abruzzo la cui costa prende il nome di Costa dei trabocchi.

È costruito interamente con grossi tronchi di legno marino e lunghe braccia sempre di legno con al centro una grande rete. La rete, mossa da un complesso sistema di argani, viene calata in mare e al momento giusto viene tirata su tirando fuori il pesce.

Molto diffusi nella zona costiera tra Peschici e Vieste, antichi trabucchi sono stati a volte trasformati e adibiti in graziosi ristoranti.

Ho aggiunto queste poche note per soddisfare la curiosità di chi come me, fosse rimasto affascinato da questa costruzione dall’architettura semplice, a metà tra una palafitta e una macchina da pesca;
incantato dalle complicate linee dei tiranti, dalle carrucole e dalle reti.
Il desiderio di salirci sopra è stato grande.
Non per vedere dei pesci morire tra le maglie, ma semplicemente per vedere quell’opera in azione.
Magari all’alba o al tramonto
così da poter guardare il cielo e il mare
traguardandoli tra le linee tracciate dalle cime e dai tiranti
e respirare l’odore del legno unito a quello del mare.
Ciao a tutti
Kalispera

P.S. per FRANK
TRABUCCO! Si chiama trabucco!
Non l’ho mai chiamato “bilico”!
Forse non riesco a spiegarmi..
Ci rinuncio!

metafora: una riflessione

 

Pubblico un commento che ho aggiunto all’intervento precedente.
La riflessione è scaturita dallo uno scritto che mi è stato lasciato.
Ho pensato di rendere più evidente il mio pensiero:
io la vedo così:
 
Tutto è in bilico,
sempre.
La spinta alla vita,
la voglia di andare avanti,
traggono forza proprio da questo.
Dall’energia con cui ci si puntella,
con cui si cercano gli appigli per non cadere,
per restare "in bilico" appunto
a guardare il mare.
Il "bilico" da l’emozione,
i sostegni…il coraggio.
 
Buona giornata
Kalispera
 
 

metafora..

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In bilico di fronte al mare.
Braccia protese verso il blu
E mille sostegni
E cavi
E cime.
E tiranti che rigano il cielo
seguendo direttrici precise.
Complicato equilibrio:
quasi una metafora.
Kalispera

Sipario..

sunset

Metterò in una scatola di cartone

cieli arancioni

che spengono i colori tuffandosi in mare;

castelli di sabbia rosicchiati dalle onde;

piume di gabbiani,

 frammenti di conchiglie e pensieri.

L’odore di pineta nelle sere ventose

e quello di fritto nei vicoli bianchi di calce.

E luci dei negozi aperti fino a tardi.

E passeggiate coi piedi nell’acqua

ed il sole negli occhi.

Metterò il coperchio

e riporrò la mia scatola su uno scaffale,

ma non troppo in alto,

perchè, nei giorni che verranno,

potrei averne bisogno.

Allora scosterò il coperchio e respirerò la salsedine.

Ma se ci sarà il sole,

raggiungerò il mare.

E non importa se non ci sarà nessuno,

perchè con i suoi denti di spuma

e le sue labbra di cielo,

il mare

non smetterà mai di sorridere.

Kalispera

Un bel posto…che non c’è!

Un sorriso non costa nulla e rende molto.
Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante, ma il suo ricordo è talora eterno.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero da non poterlo dare.
Crea felicità in casa.
È sostegno negli affari.
È segno sensibile dell’amicizia profonda.
Un sorriso dà riposo alla stanchezza
nello scoraggiamento rinnova il coraggio: nella tristezza è consolazione;
d’ogni pena è naturale rimedio.
Ma è bene che non si può comprare,
né prestare,
né rubare,
poiché esso ha valore solo nell’istante in cui si dona.
E se poi incontrerete chi non vi dona l’atteso sorriso,
siate generosi e date il vostro;
perché nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come chi non sa darlo ad altri.
 
Francesco Forgione

 
Ho scelto di pubblicare questo scritto con il nome meno noto dell’autore,
semplicemente per rispetto.
Chi lo conosce già sa di chi sto parlando,
per gli altri si tratterà semplicemente di un uomo saggio e semplice,
dai valori alti,
dall’animo grande e generoso.
E questo, credo,
sia la chiave più idonea alla Sua interpretazione,
il modo più giusto per dedicargli un pensiero.
 
Meno di due settimane fa,
sono stata nei luoghi che conservano la Sua memoria.
Ero nei pressi, per altre ragioni,
e mi era sembrato interessante e doveroso
fare una deviazione e dedicargli una visita.
Speravo di trovarci qualcosa di spirituale,
qualcosa in tema con lo scritto sopra.
Speravo di trovare silenzio e raccoglimento
E l’eco del pensiero alto.
Speravo di trovare un’emozione: non c’era niente.
Solo confusione e voce alta
E la turistica curiosità;
musealizzazione del quotidiano,
mercificazione dell’immagine
al punto da apparire mercimonio.
Cercare il raccoglimento su un sepolcro dove i turisti lanciano monete
È impossibile, oltre che disgustoso.
Peccato.
 
Adesso, forse,
apparirà più chiara la mia scelta di chiamare l’Autore..
semplicemente Francesco.
 
 
Buona Giornata
KALISPERA

Passeggiata

Mattina presto,
sole e brezza:
fa quasi freddo.
La meta è li in fondo,
bianca tra la spuma.
Passi veloci, ma non di corsa,
per non distorcere la visione.
I piedi nudi affondano poco
e le impronte le nasconde subito il mare.
Diversi chilometri,
ma si consumano in fretta.
Poi guardare da sotto in su
tutto quel bianco.
Un abbraccio unico,
solidale,
creato dall’uomo e saldato dal mare.
Si torna indietro,
verso un’altra meta.
 
 
Buona giornata a tutti.
kalispera