dal diario di bordo: 5 Agosto 2006

18° anniversario del mio viaggio che avrebbe potuto essere senza ritorno.
Allora tornai
e sono passati tanti anni.
Qualcuno mi disse che ero rinata quel giorno, quando cioè, riaprii gli occhi e sentii mia madre gridare.
BEH..allora..OGGI DIVENTO MAGGIORENNE!
SONO GIOVANISSIMA! WAO!
 
Sono in Sicilia
e ieri, sulla strada che mi ha portato qui, si è verificato un altro piccolo fatto eccezzionale.
Un’auto impazzita, che poteva schiantarsi e coinvolgerci in uno di quei tragici incidenti da "partenza intelligente", ha terminato la sua corsa e le sue carambole, contromano sulla Salerno-Reggio-Calabria, ma senza danni per nessuno.
Avete presente nei film, quando si "congela l’istante"?
Ecco, per pochi attimi il traffico si è come dissolto: c’eravamo solo noi e l’auto impazzita che, piano piano, fa inversione ad "U" (!!!) rientra in carreggiata e poi, di nuovo, il fiume di auto torra a scorrere.
 
Corsia d’emergenza, doppie frecce.
Scendiamo per vedere se chi è al volante sta bene.
E’ una ragazza sui trent’anni, mediterranea, ma pallidissima.
Non sa cosa sia successo.
Le offro un po’ d’acqua, beve e scambiamo qualche parola per scacciare la paura.
"Oggi qualche Santo, lassù, non si è distratto!" le dico.
lei risponde dopo qualche attimo, in cui ho pensato che non avesse capito, o magari non credesse al Paradiso.
"San Domenico, oggi è San Domenico, sarà stato Lui!"
Non so se è stata opera di San Domenico, ma di sicuro Lei non doveva morire ieri…e noi neppure.
"Ti accompagnamo per un po’"
le diciamo
" No, abito li"  e ci indica l’uscita davanti a noi che porta ad un paese arroccato alla nostra sinistra.
"Stavo uscendo dall’autostrada, ero appena entrata, per fare un breve tratto: sono arrivata"
E’ scossa e ancora non rende conto.
"Allora ti accompagnamo a casa" aggiungiamo,
"No grazie, ormai sono arrivata: ce la faccio"
 
Gli sportelli si richiudono,
i motori si riavviano,
le doppie frecce si spengono: si riparte.
Il nostro viaggio continua,
il Suo anche.
Questa volta è andata bene, meglio di diciotto anni fa.
ma il pensiero va, inevitabilmente a quanti, in questi giorni, non hanno avuto il nostro "lieto fine".
A loro va l’ultimo pensiero,
quello prima di riaccendere la musica e le parole,
prima di archiviare l’ultimo brivido.