dal diario di bordo: 9 agosto 2006

Sull’aliscafo: direzione Lipari.
Partenza all’alba, ma ben felice.
Uscire un po’ per fare "veramente" vacanza era una speranza che neppure avevo.
Infatti, nella valigia non ho messo l’inseparabile zainetto, le guide..
e oggi faccio la turista con le infradito, i bermuda e la borsa da mare e, ovviamente, la digitale!
(…)
L’aliscafo "vola" veloce e guardare il mare dall’oblò sa già di vacanza, anche se durerà solo fino al tramonto.
(…)
RITORNO
In navigazione per: Lipari, Vulcano,Salina, Panarea, Stromboli, Reggio Calabria, Messina.
Ore 19.45..e mi pareva: piove!!!
Mattinata piena di sole e caldo, per girare Lipari-centro storico (e fare le foto).
Poi a pranzo e dopo..prime nubi!
In spiaggia "Canneto", quella più vicina, per un bagno…ma il cielo era coperto ed il bagno l’abbiamo fatto proprio per onorare la gita!
Ma che freddo!
Dopo non molto..è iniziato il diluvio!
L’aliscafo è arrivato con un’ora di ritardo e , per di più, farà il giro di tutte le isole prima di tornare a Messina, impiegando ben quattro ore.
Siamo bagnati ed intristiti..per fortuna abbiamo comprato degli arancini per cena!
Messina ore 02.00 (ormai 10 agosto! Riprendo il racconto.)
Allo sbarco avrei baciato il suolo come Cristoforo Colombo!
Il viaggio è stato terribile, col mare molto mosso e la gente che …non stava esattamente benissimo.
Io concentrata a cercare di dormire per evitare di farmi influenzare da ciò che mi …accadeva intorno (BLEAH!!) con l’odore degli arancini che, data la circostanza, non era un toccasana.
Era quasi mezzanotte, quando siamo sbarcati.
Stropicciati come naufraghi abbiamo deciso di concludere la nostra mini vacanza andando a mangiare gli arancini superstiti (ormai era impensabile trovare un locale aperto..in quelle condizioni, poi..) ai laghi di Ganzirri, su una bella panchina (molto chic!).
Arriviamo, apriamo il nostro sacchetto e…inizia a cadere qualche goccia di pioggia.
Finiamo in fretta la "cena" incuranti delle gocce, dicendoci che, da li a poco, avrebbe smesso e ci saremmo goduti pure una passeggiata.
ILLUSI!
…il diluvio, di nuovo!
Di corsa in auto per tornare a casa: PER OGGI NE ABBIAMO AVUTO ABBASTANZA!
Torniamo e cerchiamo di non pensare alla fantozziana gita e ..agli arancini che, essendo stati mangiati freddi, grazie alla "leggerissima" cottura in olio bollente (FRITTI!!!)..ne frattempo si erano ancorati allo stomaco appesantendolo tipo colata di c.l.s. [ossia CALCESTRUZZO (n.d.r.)]
Alle 2, finalmente si va a letto..che giornata ragazzi!

dal diario di bordo: 8 agosto 2006

Mancanza di tatto, idee, intelligenza, educazione…o sincerità ad ogni costo?
Ieri sera.
Alè: finalmente un bell’evento mondano!
Un po’ di MOVIDA!
Eh si, sul lungomare del paese vicino c’era…il mercato!
Si va!
C’era la crema della crema del parentado e dei SUOI AMICI D’INFANZIA,
inoltre il Nipote senior, era al seguito.
Ogni banco una sosta per baci e abbracci
e, quando riuscivo a raggiungere una bancarella, il “pargolo” mi strattonava via.
Insomma, tra la morsa dei saluti, quella del mio secondino, i passeggini, e la folla oceanica, sono riuscita a rimediare tre o quattro brutte figure, per qualche insignificante volto, che non ho riconosciuto dopo l’ennesima presentazione,
una spalla quasi lussata ed un braccio più lungo di un paio di centimetri per le strattonate del carceriere, una ventina di euro in meno per soddisfare le Sue “velatissime” richieste
ed in fine…il clou!
L’incontro con il Suo compagno di merende emigrato al nord, con al seguito moglie “finissima” ormai tutta Torinese “quasi d.o.c.”.
Ora dico..
già la conclusione della seratina non si prospettava dei più rosei, vista la compagnia,
in più la “neo-nordica”, appena incontrata ha avuto una brillantissima “uscita” e mi dice:
“Certo hai messo su qualche chilo!”
MINCHIA! (Scusate l’espressione, ma ci sta tutta!)
Manco (ossia: neppure. n.d.r.) ci conosciamo,
ci siamo salutate, si e no, due volte e ti permetti di dire una cosa simile?
Io avro preso qualche chilo, ma tu hai perso i NEURONI, e pure l’ultimo superstite  sta meditando il SUICIDIO!
Ma dimmi Tu!
Conclusione:
se prevedete di andare a passeggiare su strade frequentate da cani…
NON METTETE I SANDALI!
(con tutto il rispetto per i simpatici quadrupedi!)
P.S.
..e poi, io sono alta 1.75, mentre lei :“..tre mele o poco più” proprio come i Puffi e quanto a rotoletti..no comment!

denti di spuma, labbra di cielo.

“Il mare sorride lontano, denti di spuma labbra di cielo” è il vecchio titolo di questo blog.  La bellissima frase, che mi accompagna da moltissimi anni, è tratta dalla “Ballata dell’acqua di mare” di G. Lorca. Il testo, lo trovate QUI

ormemultiple5sf

Se vi va, lasciate un segno del vostro passaggio.
Grazie!

dal diario di bordo: 6 Agosto 2006

Vicoli stretti,
si abbracciano i balconi
col basilico in vasi improvvisati,
si sorridono finestre
con palpebre di pizzi buoni.
Qui, gli Anziani, si vanno ancora a salutare.
E li trovi seduti fuori dall’uscio
a prendere il fresco.
L’aria profuma di salsa fresca
e melanzane fritte
ed i bambini giocano in strada.
Sembra di essere in un romanzo del secolo scorso.
Poi tornano i ragazzi dal mare.
Quindici anni e hot pants
mini magliette colorate e l’auricolare dell’mp3
per sentirsi parte del mondo
quello che
esiste poco più in la.
La magia è svanita improvvisamente.
 

dal diario di bordo: 5 Agosto 2006

18° anniversario del mio viaggio che avrebbe potuto essere senza ritorno.
Allora tornai
e sono passati tanti anni.
Qualcuno mi disse che ero rinata quel giorno, quando cioè, riaprii gli occhi e sentii mia madre gridare.
BEH..allora..OGGI DIVENTO MAGGIORENNE!
SONO GIOVANISSIMA! WAO!
 
Sono in Sicilia
e ieri, sulla strada che mi ha portato qui, si è verificato un altro piccolo fatto eccezzionale.
Un’auto impazzita, che poteva schiantarsi e coinvolgerci in uno di quei tragici incidenti da "partenza intelligente", ha terminato la sua corsa e le sue carambole, contromano sulla Salerno-Reggio-Calabria, ma senza danni per nessuno.
Avete presente nei film, quando si "congela l’istante"?
Ecco, per pochi attimi il traffico si è come dissolto: c’eravamo solo noi e l’auto impazzita che, piano piano, fa inversione ad "U" (!!!) rientra in carreggiata e poi, di nuovo, il fiume di auto torra a scorrere.
 
Corsia d’emergenza, doppie frecce.
Scendiamo per vedere se chi è al volante sta bene.
E’ una ragazza sui trent’anni, mediterranea, ma pallidissima.
Non sa cosa sia successo.
Le offro un po’ d’acqua, beve e scambiamo qualche parola per scacciare la paura.
"Oggi qualche Santo, lassù, non si è distratto!" le dico.
lei risponde dopo qualche attimo, in cui ho pensato che non avesse capito, o magari non credesse al Paradiso.
"San Domenico, oggi è San Domenico, sarà stato Lui!"
Non so se è stata opera di San Domenico, ma di sicuro Lei non doveva morire ieri…e noi neppure.
"Ti accompagnamo per un po’"
le diciamo
" No, abito li"  e ci indica l’uscita davanti a noi che porta ad un paese arroccato alla nostra sinistra.
"Stavo uscendo dall’autostrada, ero appena entrata, per fare un breve tratto: sono arrivata"
E’ scossa e ancora non rende conto.
"Allora ti accompagnamo a casa" aggiungiamo,
"No grazie, ormai sono arrivata: ce la faccio"
 
Gli sportelli si richiudono,
i motori si riavviano,
le doppie frecce si spengono: si riparte.
Il nostro viaggio continua,
il Suo anche.
Questa volta è andata bene, meglio di diciotto anni fa.
ma il pensiero va, inevitabilmente a quanti, in questi giorni, non hanno avuto il nostro "lieto fine".
A loro va l’ultimo pensiero,
quello prima di riaccendere la musica e le parole,
prima di archiviare l’ultimo brivido.