Il mio mese..

Oggi e il 1° luglio, il mio mese.

Sono nata il 3, quindi dopodomani, sarà il mio compleanno.

E’ notte, sono le 01.16, fa caldo e, finalmente ho finito anche la pianta catastale.

Spero di riuscire a indirizzare le stesse energie spese per il tirocinio, alla preparazione della revisione.

Sarebbe un bel regalo riuscire a farla prima della fine del mese.

Questi ultimi due giorni sono stati massacranti!

Ho passato anche piu di 12 ore al computer: se riuscissi a fare lo stesso per la tesi…passerei un agosto stupendo e non vi annoirei più con le mie solite storie.

Temo, però, che la data fatidica del prossimo lunedì sia deleteria.

Sto sempre male il giorno del mio compleanno, e vorrei che non arrivasse mai.

Sono inevitabili i bilanci..ed i miei finiscono sempre..in rosso!

In fondo, Kalispera non ha età..

ha cerchi bruni come gli alberi, ha muschio sulle rocce e foglie secche di boschi d’autunno.

E tante ragnatele e polvere nell’anima.

Magari arriverà una fata, portando vento e pioggia per fare un po’ di pulizia.

Magari tornerà il sole, ed io tornero a sorridere nel giorno del mio compleanno proprio come quando ero bambina.

E’ una speranza..

la voglio coltivare con un sorriso.

Buona Notte da

 

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Notizie di fine giugno..

smile

 HEM, scusate se è poco, ma il mio topic sulle “Vele di Meier” fa proseliti.

Infatti, l’avevo proposto anche sul sito della facoltà, e ultimamente ha scatenato un piccolo caso!
Se siete interessati date un’occhiata a:
Per il momento non ho niente da scrivere perchè sono ancora intontita dalla nottataccia.
Fino alle 4 del mattino sul progetto del tirocinio, però l’ho finito.
Ora devo fare il catastale e poi mando tutto alla collega che si deve occupare di un’altra fase.

Nonostante il rimbambimento, voglio lasciarvi qualche altra foto da vedere: questa volta si tratta dell’Abbazia di Valvisciolo, vicino a Sermoneta.
????????


Ciao a tutti da

KALISPERA

AUGURI OTTY!

Se non ho capito male, domani, 29 Giugno

(festa dei  Santi Pietro e Paolo e quindi giorno festivo per la Capitale)

E’ IL COMPLEANNO DI OTTY.

Vogliamo farle una sorpresa?

Riempiamo il Suo blog di AUGURI!!

BUON COMPLEANNO!!!!!!!!!!

da

K A L I S P E R A

 

Neanche la forza di arrabbiarmi..

Dovrei essere furiosa,
ma sarà il caldo, o le sole quattro ore di sonno di questa notte,
..proprio non ce la faccio.
Ho fatto tardi per finire il progetto preliminare da portare al tirocinio,
mi sono alzata ugualamente presto ed ho affrontato il viaggio nel caldo.

Tratto a piedi, treno, metro, tratto a piedi, tram, tratto a piedi e ritorno, ma..  le colleghe del gruppo..NON SI SONO PRESENTATE!

Fortuna che avevo stampato tutto, almeno ho potuto fare revisione.
Eh si, perché io, il portatile non ce l’ho.
E’ già un miracolo avere il fisso bello potente e l’ADSL, per il momento non posso chiedere di più…ma ci sto lavorando, centesimo dopo centesimo.
Insomma, forte della mia esperienza "cartacea"  e della mia padronanza della matita e della carta lucida, sono riuscita a non mandare in fumo una mattinata difficile.
Una volta a casa, ho preferito rispondere ai vostri post, ed ora sono qui,
ormai priva di energie da dedicare al mio blog.
Quindi non aggiungo altro, anzi, una cosa l’aggiungo: le foto di Sermoneta.
Buona gita "virtuale" a tutti!
Baci e a presto!
 

Le Vele di MEIER in un caldissimo pomeriggio Romano..

Vi parlo ancora di Architettura. Non è un argomento da "addetti ai lavori", perché si tratta di un "oggetto" destinato a tutti, che tutti possono vedere o vivere, a seconda degli interessi specifici.

 Chi non abita a Roma, ne avrà sentito parlare, e se così non è stato, ne saprà una di più. Mentre leggerete, la vostra mente andrà alle vostre esperienze ed alle vostre sensazioni:

ne riparleremo alla fine della pagina!

 Buona Lettura!

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Sabato 24 giugno ore 16.30 battesimo nelle Vele di Meier.

Temperatura esterna: tropicale

Temperatura interna: come in una serra NON climatizzata in mezzo al deserto!

 Luce accecante che riverbera sul bianco.

Una lama di sole mi colpisce in piena faccia mentre tento di non svenire.

Sventolio di foglietti e ventagli.

Chiacchiere come sul sagrato perché il "dentro" è come il "fuori": nessun invito al raccoglimento.

Il sacerdote stremato, decide di far iniziare la funzione

(per la serie: via il dente e via il dolore) ed esordisce così:

 "Carissimi, ci troviamo in una bellissima chiesa progettata da un grande architetto..che però non ha tenuto conto delle temperature estive romane!"

Insomma: una bellissima architettura che, però, non ha niente a che fare con una chiesa. Siete mai entrati a Sant’Ivo alla Sapienza?

Lo so, non si può fare un paragone simile, ma è per spiegare cos’è una chiesa per me.

La città scompare appena si varca la soglia. La luce si affievolisce, piovendo, discreta, dalla cupola,

 il silenzio invita al raccoglimento, davanti i simboli a cui indirizzare lo sguardo: l’altare il tabernacolo..

Anche i turisti rimangono in silenzio ed ammirano in punta di piedi.

Senza arrivare a simili esempi di bellezza estrema, ci sono moltissime chiese contemporanee, anche progettate da architetti non famosissimi, nelle quali si trovano soddisfatte le esigenze attuali, senza lo stravolgimento della natura del luogo.

Chiese dove, una volta entrati, si percepisce la sacralità del luogo.

Insomma, SECONDO ME, l’edificio di Meier non è una chiesa, ma un bellissimo contenitore per qualcos’altro.

Che ne pensate Voi?

P.S. Se vi trovate al centro della chiesa, dietro la quinta dell’altare vedrete la teca contenente gli arredi in argento di BULGARI, ma per scorgere il tabernacolo dovrete ruotare la testa di almeno 45° verso sx, perché è in posizione defilata tra la cappella feriale e la navata centrale! Per vedere l’altare, invece, la testa, dovrete ruotarla a 45° verso dx!

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Allora?

Siete tornati con la mente a quando eravate piccoli?

A quando andavate in chiesa e tutto odorava di incenso e cera?

A quando le suore, con un solo sguardo, vi "fulminavano" sul banco perchè vi avevano pizzicati distratti?

Oppure vivete le chiese da turisti.

Certo, non tutti sono credenti, ma quando si viaggia, si visitano le chiese, anche perchè contengono tesori d’arte degni di uno sguardo.

Vedete?

L’Architettura non è un’opera comprensibile solo a pochi, proprio per la sua natura di "bene fruibile".

Non è una tela (come ho già detto, parlando di Hadid), tutti possono ricavarne sensazioni.

Però non bisogna mai fidarsi solo del giudizio degli altri:

 l’architettura va vissuta personalmente perché è in grado  di provocare sensazioni diverse in ognuno di noi.

Se siete a Roma andate a vedere le Chiese di cui vi ho parlato,

se, invece, avete in programma un viaggio da Noi..includetele nel vostro itinerario!

Ciao a Tutti!

 

L’immagine è tratta dal sito:

http://www.panix.com/~blackwoo/archm_meierrome.html

 

Un paradiso, già nel nome..

GIARDINI E ROVINE DI NINFA

 Ninfa “Pompei del Medioevo”. Il tempo l’ha congelata seicento anni fa, ma oggi rivive nello splendido giardino ricco di essenze d’ogni luogo, nei ruderi delle chiese, di edifici privati e del castello, nel fiume trasparente e nel romantico laghetto. Ninfa oggi è il ricordo di una piccola ma florida città medievale, la cui vicenda si consumò nel volgere di circa 600 anni, tra la fine dell’VIII e la fine del XIV secolo; ed è una fantasmagoria di verde, fiori, alberi, cespugli, piante di ogni tipo, acqua, ricreata da un genius loci agli inizi di questi anni Venti. Il nome di Ninfa, gioioso e poetico, si fa risalire ad un piccolo tempio. Scomparso il tempio, scomparso il mito e scomparsa anche la città che ne trasse il nome, resta lo splendido giardino che ricopre muri e ruderi di chiese.

(Gregorovius)

La città nacque dopo che Papa Zaccaria ebbe in dono, verso la metà dell’VIII sec., le ampie proprietà agricole di Norma e, appunto, di Ninfa. Questa cominciò a trasformarsi da tenuta di campagna ad agglomerato urbano. Il fatto che essa sorgesse nei pressi della strada pedomontana che portava a Sud (la via consolare Appia era impercorribile per la palude), dette a Ninfa il potere di imporre un pedaggio a chi passava e di divenire polo strategico locale.

Già nel 1159 era ricca di case e di chiese, tanto che Rolando Bandinelli, papa in pectore, ma inviso ai Colonna alleati di Federico Barbarossa, si rifugiò a Ninfa, dove venne incoronato Papa con il nome di Alessandro III nella chiesa di Santa Maria Maggiore, di cui restano le rovine.

Ninfa raggiunse il massimo fulgore a partire dal 1297, quando Pietro Caetani, nipote di Bonifacio VIII, l’acquistò dagli Annibaldi per 200 mila fiorini d’oro (altri precedenti proprietari erano stati i Conti del Tuscolo, i Frangipane, i Conti).

La città era già cinta da una doppia cerchia di mura, aveva un municipio (oggi palazzo di rappresentanza), chiese, strade, botteghe artigiane e commerciali.

Pietro vi costruì la torre che domina tuttora il laghetto.

Alla fine del secolo risale la costruzione del muro che, facendo da argine alle acque, crea il romantico specchio d’acqua.

Le fortune di Ninfa durarono fino al febbraio 1382: in quell’anno, travolta da lotte fratricide, che culminarono nello scisma d’occidente, attuato a Fondi (Latina) da Onorato Caetani con la proclamazione di Clemente VII ad antipapa (1378), Ninfa fu totalmente distrutta, e non fu mai più ricostruita.

La malaria fece il resto disperdendo i pochi contadini che erano rimasti sul posto.

Alla fine del XV secolo di Ninfa esisteva solo il ricordo, tanto che nell’Ottocento il Gregorovius, visitandola, ebbe a chiamarla la “Pompei del medioevo”.

La rinascita di quest’area è dovuta a Gelasio Caetani, che nel 1921 iniziò la bonifica della zona e il restauro dei ruderi (e in particolare della torre e del Municipio), avviando l’insediamento di alcune specie botaniche, sotto la guida della madre Aba Wilbraham Caetani, che aveva già iniziato l’impianto del giardino botanico di Fogliano (Latina).

L’opera di Gelasio fu proseguita dal fratello Roffredo, dalla moglie di questi, Merguerite Chapin Caetani e dalla figlia Leila Caetani Howard.

Il giardino è, dunque, il frutto di amorose cure e di geniali interventi botanici, che un microclima particolare ha esaltato: il sito di Ninfa, difatti, è protetto a Nord dalla sovrastante rupe di Norma, mentre il fiume che ha qui origine, fa da infallibile regolatore termico.

Hanno, perciò, attecchito e seguono ormai un tranquillo ciclo vitale specie botaniche qui importate, sotto la guida di grandi tecnici a cominciare dagli stessi Caetani, da ogni regione climatica del mondo.

 Sono ormai migliaia le piante, gli endemismi, gli arbusti, le siepi, gli alberi insediati.

Nel gennaio 1977 Leila Caetani moriva senza eredi.

 Con lei si estingueva dopo oltre 700 anni il casato.

Per evitare la dispersione di un patrimonio naturale e culturale così grande, donna Leila, quando era ancora in vita, istituì la Fondazione “Roffredo Caetani di Sermoneta”, alla quale intestò la proprietà: un’azienda agricola, Ninfa e il Castello di Sermoneta.

I Giardini di Ninfa sono aperti al pubblico il primo Sabato e Domenica del mese da APRILE ad Ottobre.

Aperture straordinarie: terza domenica di Aprile, Maggio e Giugno; 1° Maggio; 1° Novembre.

Orario di apertura: 9.00 – 12.00 / 14.30 – 18.00 (luglio, agosto e settembre 9.00-12.00 / 15.00-18.30)

Sono consentite visite straordinarie su prenotazione in qualsiasi periodo dell’anno per gruppi di almeno 40 persone (contattare la Direzione Giardini di Ninfa tel. 0773633935).

(Notizie tratte da: http://www.comune.sermoneta.latina.it)

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Le foto che avete visto in anteprima sul mio album, sono state scattate, da me, in questo posto incantato.

Nel sito che vi ho indicato (sotto la voce: “Luoghi da visitare”) non trovate il prezzo del biglietto.

NOTA DOLENTE..

Essendo un bene privato di un’associazione onlus, il prezzo è abbastanza alto e non soggetto a sconti o riduzioni.

Per entrare si spendono € 8 e si è accompagnati da una guida.

Se quest’ultima è ben preparata, la visita oltre che piacevole, si fa anche molto istruttiva.

Viceversa..godetevi la natura.

Domenica scorsa la nostra guida era un po’…imbranata, al contrario di quella che ci  era capitata due anni fa.

Ne ho approfittato per distrarmi facendo le foto.

Finito il giro con la guida, si può visitare il GIARDINO RINASCIMENTALE.  C’è L’ARANCERA( o “aranciera”: si dice in entrambe i modi), la vasca con le ninfee, quella con gli uccelli acquatici, i bamboo, le rovine e da dietro una rete, si vede il lago senza disturbare gli uccelli…però bisogna pagare altri € 2 per entrare!!!

Io l’ho visitata in Aprile e Giugno e vi confesso che ad Aprile è molto più bella, forse perché ci sono più fiori ed alberi fioriti.

La visita guidata dura poco più di un’ora, mezzora occorre per la visita al giardino rinascimentale.

Di Sermoneta, del Castello Caetani e dell’Abbazia di Valvisciolo, vi parlerò un’altra volta.

CIAOOO!