Con tre ore di sonno..

Distrutta.

A pezzi.
Uno straccio.
Ho dormito solo tre ore stanotte: dovevo finire quello stramaledetto progetto.
Quello che da "consiglio da dopocena" si è trasformato in progettazione globale!
7 file di roba comprensivi di impianto elettrico e arredamento dettagliato (fino all’indicazione della pagina del catalogo!).
Tanto faranno di testa loro e rovineranno tutto..come sempre!
Perchè la gente pensa che fare un progetto equivalga ad un impegno di pochi minuti?
Perchè in virtù di parentele ed amicizie mi faccio coinvolgere in lavori non retribuiti e, quindi, non considerati tali?
Perchè nessuno pensa che anche dietro la scelta della profondità di un mobile o del dimensionamento di un divano c’è un LAVORO, una RICERCA, uno STUDIO, insomma UNA DANNATISSIMA FATICA?
Perchè nessuno pensa che per fare quel cacchio di progetto ci ho messo del tempo che ho sacrificato alla mia tesi?
Uno schizzo non basta! Se vuoi sapere come sfruttare i tuoi 55 mq. che schizzo ti faccio?
DEVO STUDIARE UNA SOLUZIONE! ALTRO CHE SCHIZZO!
DANNAZIONEEEEE!!!!

 

 

 

 

 
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EHM!
SCUSATE!
mi sono lasciata trasportare dall’ira.
C’è UNA SOLA SOLUZIONE AL PROBLEMA:
FINIRE QUESTA MALEDETTA TESI E ISCRIVERMI ALL’ALBO!
Poi con la scusa della deontologia professionale..farmi PAGARE anche poco, anche una cifra simbolica giustificata dall’amicizia o parenterla,
così, almeno per dare il valore al lavoro: AL MIO LAVORO!
CACCHIO!!

EHM!

SCUSATE DI NUOVO!
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P.S.
Le piacevolezze della Casina delle Civette, sono solo rimandate al prossimo intervento!
Baci a tutti..vado a dormire..finalmente..
 

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La curiosità…

GRAZIE OTTY!
 
Grazie alla curiosità che sei riuscita a suscitare con il tuo topic nel quale parlavi della Casina delle Civette di Villa Torlonia,
ieri mi sono armata di scarpe comode, notizie da internet accuratamente stampate, planimetria coi luoghi d’interesse e ..
sono partita: destinazione parchi di Roma.
Eravamo un’allegra brigata di 4 matti armati di pixel da "sparare" e nasi da ficcare ovunque per scoprire quel nuovo mondo.
Abbiamo lasciato la Casina delle Civette come chicca finale ed esplorato tutto.
Adesso devo scaricare le foto e organizzare un topic specifico.
Ci metterò un po’ perchè non ho tempo almeno fino a stasera…ma presto ci sarà il mio "reportage" on line!
CIAOOOOO!!!!

Quando inizia la notte?

La mia notte non so quando inizierà.
Sono ancora al computer: voglio finire questo progetto.
Qui c’è silenzio, non si sentono neanche le auto.
Se non fosse per il ronzio continuo che viene dal case,
il silenzio sarebbe totale.
Niente musica stasera: non ne ho voglia.
Quanto tempo è passato dalle notti al tavolo da disegno,
tra fogli e china,
graffi di lametta per cancellare.
La radio accesa e cambiare spesso stazione perchè le rotazioni musicali, dopo una giornata, non si sopportano più.
Poi c’erano i programmi cult, quelli capaci di strappare un sorriso,
quelli in diretta che rendevano il lavoro notturno più "normale".
Anche 24 ore ininterrotte prima degli esami, o dell’ultima revisione che avrebbe stabilito se si era ammessi a sostenerlo oppure no.
E d’estate, la carta lucida che si arricciava, la matita che si impastava.
Quanti sacrifici.
Quanto tempo.
Uno sforzo lungo una vita..
Quante cose ho imparato e quante ce ne sono da sapere.
Un po’ artisti, un po’ ingegneri.
Un po’ storici, un po’ umanisti.
Un po’ esperti di giurisprudenza, un po’ di economia.
Un po’ grafici, un po’ arredatori.
"Dal cucchiaio alla città", si diceva un tempo..questo doveva saper fare l’architetto.
Una passione che mi ha consumato.
Una malattia che mi fa star male e che non mi permette di godermi i frutti di tanta fatica.
Alle volte penso che la mia vita possa finire prima che io riesca a mettere un punto..
La notte i pensieri sono sempre un po’ più bui..
I miei lo sono da tanto.

Il cavaliere inesistente..

Salvo, che è un esponente della categoria "giovanissimi", mi ha chiesto, nel commento al topic precedente, perchè non ho messo una mia foto in questo spazio.
E’ stato il primo a farmi questa domanda, che immagino, in molti avete pensato di farmi, ma , forse, un po’ per discrezione, un po’ semplicemente per il timore che io potessi fare appello all’undicesimo comandamento per rispondere, avete desistito dall’insano proposito.
Ma Salvo tanti problemi non se li è posti.
Lui è giovane e schietto, completamente assorbito dalla filosofia dell’apparire e così ingenuamente semplice, com’è giusto alla sua età.
Ho risposto di seguito alla sua domanda, ma, poi, ho pensato di aprire un topic apposito…per chi fosse interessato.
 
Kalispera non ha volto, quindi non ha foto.
Ho deciso di raccontarmi per immagini  e pensieri, quindi come sono non conta.
Ma non sono un mostro, se è questo che vuoi sapere, e comunque, anche se lo fossi, non avrebbe importanza.
Tu perchè vieni a trovarmi nel mio spazio?
Non ti ha certo colpito il mio aspetto!
Hai letto il "piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupery?
Ad un certo punto dice: "non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi."
E’ un libricino di appena 121 pagine scritte grandi e con tanti disegni: ma non è un libro per bambini.
E’ molto bello e te lo consiglio.
Io avrei dovuto leggerlo alla tua età, ma l’ho scoperto solo più grande.
Ogni tanto lo rileggo perchè lo trovo bellissimo e ne traggo ispirazione in tante occasioni. Per esempio quando dovevo trovare le parole da dire alla mia amica che aveva perso la mamma..
Te lo consiglio, perchè penso Tu abbia l’animo abbastanza sensibile da apprezzarlo.
 
Aggiungo:
ma poi.. qualcuno ha mai visto il volto del Cavaliere Inesistente?
 

Volevo augurarvi una giornata speciale.

Visto che siamo già nel pomeriggio,

l’augurio sarà valido da domani!!

Baci da Kalispera

Solidarietà inattesa

Quando si è imparato ad andare avanti da soli, senza attendersi più nulla dagli altri,
un gesto inatteso fa molto rumore.
Ho imparato a sbrigarmela da me,
a non demandare,
ad espormi in prima persona,
ma oggi proprio non c’avevo voglia.
 
Ho dormito tre ore stanotte, ma sono andata lo stesso al tirocinio.
Altra sede provvisoria e le stesse assurdità disorganizzative ( che speravo di non dover più subire) si sono ripresentate.
Devo fare un viaggio per andare, devo spendere tempo e denaro, ma  soprattutto energie.
I responsabili si sono presentati con mezz’ora di ritardo,
l’aula non era disponibile..
Ancora l’incertezza, la precarietà il girovagare alla ricerca di un posto dove potersi sedere ad imparare qualcosa.
Sono troppo stanca per queste cose: non c’ho più l’età!
Poi un angolo, finalmente, in un’aula già sovraffollata di gente che faceva altro.
Accampati attorno all’oratore di turno, schiavo dei suoi appunti,
incapace di fare un discorso a braccio,
indisponibile ad una soluzione che permettesse a tutti di poter, almeno ascoltare le sue parole, sulla cui utilità..non mi pronuncio.
 
" Professore, per favore, potrebbe passare dall’altra parte del banco, in modo da guardare tutti gli studenti mentre parla?"
 
Gli si stava chiedendo di raggiungere la posizione ottimale (si fa per dire date le condizioni!) tipica di ogni oratore: di fronte alla platea, anziché di spalle.
La risposta negativa era motivata dalla sua dipendenza dal pc con gli appunti..di cui non voleva privare chi gli stava alle spalle, senza pensare che, chi gli stava ai lati, non solo non vedeva il minuscolo monitor del portatile, ma neppure sentiva.
 
" Professore, per favore, gli altri non possono seguire!"
 
Niente!
Ciò che appariva ovvio a tutti, a lui non poteva importare di meno!
 
Oggi non avevo voglia di spintonare per la pole position, anche perché, normalmente non spintono, ma arrivo prima e mi scelgo un posto dove poter vedere bene e sentire chiaramente (altrimenti che ci vado a fare?).
 
Oggi non avevo voglia di intavolare una discussione con quel Prof. forse perchè ..non ne vale proprio la pena.
 
Ma la collega che ha tentato di migliorare la situazione con la sua richiesta e quella che si è fatta un po’ più in la per dividere con me il suo pur scomodo posto (dietro il portatile, ma almeno sentivamo!) mi hanno resa felice.
Ho sopportato meglio quell’assurda perdita di tempo, rallegrandomi del fatto che, ogni tanto, si incontrano persone umane, che qualche volta l’egoismo dilagante rimane ai margini e spunta un po’ di solidarietà.
Lo so, forse sembrerà una scemenza,
ma a me, quei gesti inaspettati..
HANNO MIGLIORATO LA GIORNATA!