L’inferno dei razionalisti..

                                                             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 LA CASINA DELLE CIVETTE A VILLA TORLONIA

Come vive, chi ha una i formazione razionalista, un posto come questo?

Ha giramenti di testa, nausee, conati e disturbi vari?

Questo luogo è definito da vari scritti LIBERTY, ma in realtà  il termine si può riferire alla sola decorazione.

Per l’architettura in Italia si dovrebbe parlare di ART NOUVEAU (così viene chiamato lo stile architettonico dell’inizio del secolo scorso per distinguerlo da quello pittorico o decorativo in genere), ma in realtà non è neppure questo.

Questa costruzione è un’architettura eclettica, frutto del connubio tra la fantasia del committente e l’aggregazione successiva di parti: insomma una sorta di pout pourri dove ci si trova di tutto un po’.

Ma alla fine dell’ottocento piaceva circondarsi di cose fantastiche, installare in giardino finte rovine romane, come in seguito, qualcuno avrebbe fatto con i nani di gesso.

Si copiava dal passato e si mischiava con ciò che piaceva del presente: non era importante il contesto.

Al signor Torlonia piaceva lo chalet svizzero?

Bene!

Pagava e aveva il suo bel chalettino in giardino: chiavi in mano!

Insomma: l’architetto razionalista vede l’oggetto in questione come una vera PORCHERIA.

Ma..

Ci sono le vetrate artistiche..

Quante e quali sono originali?

Da dentro è difficilissimo dirlo, a meno di leggere la data scritta sul vetro o sul minuscolo cartellino.

Ne consegue una confusione totale dovuta all’impossibilità di distinguere, con immediatezza, il vecchio dal nuovo: prova fallita!

Per non parlare dell’architettura!

Non si distingue ciò che è rimasto della vecchia costruzione dalle integrazioni dovute al restauro: prova fallita!

Non ci sono foto d’archivio (qualcuna l’ho trovata in internet, fortunatamente!), foto del "prima" affiancate a quelle del "dopo": insomma, ADESSO al casina delle civette è una bella vetrina e nulla più.

PECCATO!!

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Però..

Però è comunque un luogo fatato.

La casa delle fiabe,

il castello delle bambole.

Le rose, i balconcini, le colonnine ed i vetri colorati (bellissimi, nulla da dire!!)..

Un animo puro, non "sporcato" dalla polvere della conoscenza, non può che trovarlo incantevole.

Perché ne coglie l’essenza ludica  e quella un po’ più misteriosa legata a certe figure simboliche presenti nella decorazione.

Forse la bellezza di questo "oggetto architettonico" sta proprio nel suo apparire sempre diverso a seconda degli occhi che decidono di guardarlo.

Andate a vederla: voi ne avrete sicuramente un’impressione diversa dalla mia..diversa da quella di tutti gli altri.

P.S.

A Villa Torlonia era visitabile anche il "Casino Nobile": ve ne parlerò la prossima volta.

 Baci da KALISPERA il CENSORE (he, he, he!!)

 

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