PAROLE

Grazie ad Anna che mi avvertita della “pulizia” effettuata da Salvo..gli ho fatto una visita..
E’ giovanissimo, ma a differenza di ciò che si dice sui ragazzi della sua età, mi sembra attento e sensibile.
Chissà che non sia solo questione di metodo..di volerci parlare con le persone.
Ho sorriso, compiaciuta, alle sue scuse sul forum..
E’ stato bello.
Sul forum della mia facoltà, scrivono persone più grandi, che si immaginerebbero più mature.
Ce n’era uno, che non perdeva occasione per offendere tutti, per sputare sentenze gratuite e non richieste.
Una volta gli ho risposto, senza paura delle sue reazioni (in passato mi aveva trattata malissimo e da allora lo avevo ignorato).
Gli ho detto che, forse, si sarebbe sentito meglio ad utilizzare le sue energie per collaborare in modo costruttivo invece che per cercare di “apparire cattivo” a tutti i costi, che tanto, io alla sua “anima nera” non ci credevo neanche un po’…ha chiesto scusa..
Avrei voluto abbracciarlo, come con Salvo,..come succede solo nei film.
Pazzesco.
Magari non ho cambiato il mondo, ma ho sorriso una volta di più.
Se imparassi a trarre energia anche da queste piccole cose..forse ce la farei.
Il fatto è che le cose belle mi scivolano addosso..
non mi forniscono appigli per risalire..
 
Un saluto a tutti

 

P.S. su Villa Torlonia

Ho aggiunto le foto del "Casino Nobile" di Villa Torlonia.
Non sono molte perchè il giro è stato ultra rapido.
Per una visita con calma e con una guida, bisognava prenotare, ma era "tutto esaurito" fino alla fine della manifestazione (giugno).
Fortunatamente, dopo aver fatto una piccola fila ed aver composto un gruppetto di persone, ci hanno concesso il TOUR FLASH.
In ogni caso vale la pena.
Se volete provare a fare la visita come si deve, telefonate: magari qualcuno ha disdetto..ma se siete in compagnia..le speranza sono ridottissime.
Buona passeggiata "virtuale"
CIAOOOO!

Una Fata, nessuna Fata, centomila Fate..

 

E’ bello vedere, dai vostri commenti, di quante suggestioni diverse è capace la “fata”

Ma le suggestioni traggono ispirazione anche dall’intorno: vedere la fata sul mio blog, non è lo stesso che vederla dal vivo, nel suo contesto.

Forse è proprio dal contrasto tra i colori e le decorazioni delle altre sale che nasce la sensazione di tristezza..

La “casina” e piena di tutti i colori che vedete nelle fotografie;

le forme eclettiche, i tratti curvilinei, i giochi della luce con i vetri colorati, il verde del parco che fa da sfondo..

poi, in una saletta defilata rispetto al percorso,

appare Lei, incastonata nella sua teca di legno appesa su una parete neutra, accanto il suo bozzetto su carta, forse, ancora più bello.

Il contrasto è stridente, la sensazione che li ci sia qualcosa di diverso, o che ci venga comunicato qualcosa di nuovo,è grande.

Vedete..

la “Casina” è riuscita nel suo intento: apparire diversa ad ogni sguardo.

Ciao e buona settimana a tutti

La fata

Questo disegno è chiamato "La Fata", non è parte di una finestra, ma è montato su un pannello retroilluminato.

Qualcuno pensa che rappresenti l’Italia che piange i suoi figli morti nella prima guerra mondiale (l’opera è del 1917).

Le sfere che tiene in mano sembrano gemme colorate e sporgono dalla superficie.

A me non sembra una fata, ma una giovane donna triste.

Magari sta raccogliendo ciò che resta di una sua collana;

magari sta cercando di rimettere insieme i pezzi di qualcosa che si è rotto,

 i pezzi della sua  vita.

Alle spalle c’è, forse, il mare

ed alcuni pezzi sono ormai lontani, forse irrecuperabili,

ma lei sembra non curarsene: guarda solo quelli vicini,

 come se concentrasse l’attenzione sul presente o, al massimo, sul passato prossimo.

Magari è davvero una fata e raccoglie conchiglie..

Chissà..

Questa immagine penso possa piacere particolarmente ad Anna, la foto l’ho fatta pensando a lei, al suo amore per le figure fantastiche, quelle che mette nel suo blog,

mentre il balconcino della facciata posteriore, l’ho fotografato pensando ad Otty: sembrava proprio quello delle fiabe.

Strano come due persone, conosciute in questo strano mondo, e di cui so veramente pochissimo, possano aver influenzato la scelta di un’inquadratura..

strano davvero!

L’inferno dei razionalisti..

                                                             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 LA CASINA DELLE CIVETTE A VILLA TORLONIA

Come vive, chi ha una i formazione razionalista, un posto come questo?

Ha giramenti di testa, nausee, conati e disturbi vari?

Questo luogo è definito da vari scritti LIBERTY, ma in realtà  il termine si può riferire alla sola decorazione.

Per l’architettura in Italia si dovrebbe parlare di ART NOUVEAU (così viene chiamato lo stile architettonico dell’inizio del secolo scorso per distinguerlo da quello pittorico o decorativo in genere), ma in realtà non è neppure questo.

Questa costruzione è un’architettura eclettica, frutto del connubio tra la fantasia del committente e l’aggregazione successiva di parti: insomma una sorta di pout pourri dove ci si trova di tutto un po’.

Ma alla fine dell’ottocento piaceva circondarsi di cose fantastiche, installare in giardino finte rovine romane, come in seguito, qualcuno avrebbe fatto con i nani di gesso.

Si copiava dal passato e si mischiava con ciò che piaceva del presente: non era importante il contesto.

Al signor Torlonia piaceva lo chalet svizzero?

Bene!

Pagava e aveva il suo bel chalettino in giardino: chiavi in mano!

Insomma: l’architetto razionalista vede l’oggetto in questione come una vera PORCHERIA.

Ma..

Ci sono le vetrate artistiche..

Quante e quali sono originali?

Da dentro è difficilissimo dirlo, a meno di leggere la data scritta sul vetro o sul minuscolo cartellino.

Ne consegue una confusione totale dovuta all’impossibilità di distinguere, con immediatezza, il vecchio dal nuovo: prova fallita!

Per non parlare dell’architettura!

Non si distingue ciò che è rimasto della vecchia costruzione dalle integrazioni dovute al restauro: prova fallita!

Non ci sono foto d’archivio (qualcuna l’ho trovata in internet, fortunatamente!), foto del "prima" affiancate a quelle del "dopo": insomma, ADESSO al casina delle civette è una bella vetrina e nulla più.

PECCATO!!

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Però..

Però è comunque un luogo fatato.

La casa delle fiabe,

il castello delle bambole.

Le rose, i balconcini, le colonnine ed i vetri colorati (bellissimi, nulla da dire!!)..

Un animo puro, non "sporcato" dalla polvere della conoscenza, non può che trovarlo incantevole.

Perché ne coglie l’essenza ludica  e quella un po’ più misteriosa legata a certe figure simboliche presenti nella decorazione.

Forse la bellezza di questo "oggetto architettonico" sta proprio nel suo apparire sempre diverso a seconda degli occhi che decidono di guardarlo.

Andate a vederla: voi ne avrete sicuramente un’impressione diversa dalla mia..diversa da quella di tutti gli altri.

P.S.

A Villa Torlonia era visitabile anche il "Casino Nobile": ve ne parlerò la prossima volta.

 Baci da KALISPERA il CENSORE (he, he, he!!)