ORANGE TULIP e la pioggia.

                                                                                                                                                  

Questo spazio stava prendendo una piega troppo malinconica, ed allora ho deciso di regalare, a chi passa di qua, un po’ di colore.
Oggi è difficile trovarne, ma l’ultimo nato della famiglia Tulip, ha deciso di darmi una mano.
A Lui la pioggia è piaciuta e specchiandosi nel pavimento bagnato si è trovato ancora più bello.
(forse sto impazzendo?)
 
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Pozzo

Oggi la giornata è iniziata male.
E’ come se fossi scivolata ancora di qualche metro più in basso, nel pozzo che sto cercando di risalire.
La luce sembra sempre più lontana, ed in più, oggi, non c’è neppure il sole.
La situazione mi sta scappando di mano.
Non ho più energie.
Non ho più voglia.

GRIGIO…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi il cielo è grigio ed una pioggia sottile bagna il mio piccolo eden fiorito.

Ai fiori fa bene, sembrano gradire.

Oggi Roma aveva un’aria strana: sembrava più silenziosa del solito.

Cera una strana calma…

Sotto villa Glori sembrava quasi di essere al parco la domenica mattina presto:

poche persone, poche auto e si sentiva il canto degli uccelli.

Strano.

Anche l’ odore della terra bagnata era percepibile.

Ancora più strano.

E si che io quell’odore lo riconosco perché ho la fortuna di abitare in un posto

dove l’aria è ancora respirabile e volano le rondini, ma in città…

Poi il tram, la metro: la città torna ai suoi rumori.

Arriva il treno: tra un’ora sarò a casa.

Dormo appoggiata al finestrino: un privilegio da pochi perché il treno è stracolmo.

Trillano cellulari, adolescenti ridono e parlano a voce alta.

Il mio vicino si alza: deve scendere.

L’ altoparlante annuncia le stazioni: quasi ci siamo.

In questo sonno finto, rimpiango di non essere andata a letto prima ieri sera..

invece ero qui, come ora

procrastinando il lavoro che devo consegnare domani

prevedendo un’altra notte bianca: se continuo così mi ucciderò.

Sono una pazza.

NOTTE…


Notte fuori e dentro,

 notte consumata a forza,

 sprecata come tante ormai.

Rifugio e fuga,

al riparo dagli incubi.

Elenchi inevasi di cose da fare:

senza la forza ed il coraggio necessari, non si può.

 Tormento e impotenza,

buio che divora.

NOTA A MARGINE..

E’ bello trovare un saluto,
il segno di un passaggio
come un biglietto d’auguri che non aspettavi
 e che, invece,
è stato lasciato nella tua cassetta proprio per te.
Rispondere è un piacere,
come ricambiare un sorriso.
Ma quando vi vengo a trovare
è come arrivare a festa iniziata:
non so dove andare,
dove trovare il padrone di casa,
come fare a salutarlo.
Non mi piace inserirmi a caso,
a conversazione iniziata..
Per questo vi chiedo:
lasciate un po’ di "spazio al margine"
così che io possa lasciarvi una nota,
per ricambiare il saluto.
 
 

LE TRE DI NOTTE…

Tornare e non resistere al richiamo di una nuova partenza, virtuale stavolta.
Una voce dal mondo che non c’è
capace di strapparmi al sonno e alla stanchezza.
Un viaggio lungo,
tante auto,
tante storie e orizzonti mutevoli.
Il mare e la strada,
le soste ed i pensieri.
La mente che va più veloce degli alberi oltre il finestrino;
perché il telefono tace ed il computer è a casa: niente scuse per non pensare!
Poi il sole gioca con le colline: tramonta e sorge, poi tramonta ancora, stavolta tuffandosi in pianura.
E’ notte.
Casa è vicina.
Si torna a scappare.